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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28366/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello (e indirettamente la pronuncia di primo grado), deducendo mancata e contraddittoria motivazione e travisamento della prova. Sosteneva che la determina n. 31 del 4/3/2021 indicata nel capo di imputazione riguardasse soltanto la fornitura di materiali lapidei per il rivestimento del monumento e non l'affidamento dei lavori sulla fontana, che sarebbe stato oggetto di diversa autorizzazione; affermava quindi di non aver mai disposto l'esecuzione dei lavori. Inoltre censurava l'omessa valutazione della natura del bene: a suo dire tutela dovuta solo alla statua bronzea "Il Capriolo" e non all'intera fontana, per cui non sarebbe necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza ai sensi del d.lgs. 42/2004.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi: la Corte di appello aveva infatti riportato correttamente e letteralmente la determina n. 31/2021, aveva rilevato che l'imputato, quale responsabile del settore tecnico, aveva deciso l'affidamento diretto dei lavori e che l'intervento non era stato preceduto dall'autorizzazione della Soprintendenza prevista dall'art. 21, comma 4, d.lgs. 42/2004, perché la fontana è vincolata ai sensi degli artt. 10 e 12 del medesimo decreto. Inoltre la Corte di appello aveva applicato la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.) riformando la condanna di primo grado. Per l'inammissibilità del ricorso la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e all'obbligo di versare euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 169

    art. 169, d. lgs. 22 gennaio 2004, n. 42

    Articolo invocato come norma penale contestata: il fatto rientra nelle fattispecie previste dal Codice dei beni culturali. La Corte ha esaminato se l'intervento fosse soggetto alle prescrizioni del Codice.

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, artt. 10 e 12

    artt. 10, comma 1 e 12, comma 1, d. lgs. n. 42 del 2004

    Gli artt. 10 e 12 sono stati ritenuti idonei a giustificare il vincolo sulla fontana: la tutela riguarda l'opera nel suo complesso, non solo la statua bronzea, e pertanto anche il basamento è assoggettato a vincolo.

  • d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 21

    art. 21, comma 4, d. lgs. n. 42 del 2004

    La norma richiede l'autorizzazione della Soprintendenza per interventi su beni tutelati; la Corte ha ritenuto che tale autorizzazione mancasse, costituendo profilo rilevante ai fini della punibilità.

  • codice penale, art. 131-bis

    La Corte di appello ha applicato la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto prevista dall'art. 131-bis, ritenendo che le modalità e la gravità del fatto rientrassero nei limiti di quella causa.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma che disciplina gli effetti dell'inammissibilità del ricorso di cassazione: la parte che propone ricorso inammissibile può essere condannata alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; la Corte l'ha applicata disponendo il pagamento di euro 3.000,00.

  • Corte Costituzionale, sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    sentenza 13 giugno 2000, n. 186 della Corte costituzionale

    Richiamata per il principio secondo cui, in mancanza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, si applicano gli effetti previsti dall'art. 616 c.p.p.; la Corte ha ritenuto non sussistenti elementi di colpa del ricorrente nella proposizione del ricorso.

Massime di principio

  • La Cassazione non riesamina i fatti di merito purché le valutazioni di fatto della Corte territoriale siano complete e congruamente motivate: i profili di travisamento della prova devono essere dimostrati con elementi concreti e puntuali.
  • Il vincolo su un bene culturale può riguardare l'opera nel suo complesso (es. fontana comprensiva di basamento e statua): non è escluso che anche il basamento rientri nella tutela se integrato armonicamente con l'opera principale.
  • Per interventi su beni sottoposti a tutela è necessaria l'autorizzazione della Soprintendenza prevista dall'art. 21 d.lgs. 42/2004; l'assenza di tale autorizzazione è elemento rilevante ai fini della responsabilità.
  • L'applicazione della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è una valutazione di merito che la Corte d'appello può compiere e che, se motivata, non è sindacabile in Cassazione salvo vizio di diritto o motivazione.
  • Un ricorso per cassazione privo di prospettazione di errori di diritto o di specifici profili di illegittimità può essere dichiarato inammissibile; in tal caso il ricorrente può essere condannato alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Nel contestare atti amministrativi (es. determine), è necessario mostrare con precisione il contrasto tra il contenuto documentale e le conclusioni giuridiche del giudice; semplici affermazioni generiche di travisamento non bastano.

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