Cassazione Penale, Sentenza n. 28350/2025 del 04/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente chiedeva l'annullamento dell'ordinanza del Tribunale che aveva rigettato la revoca dell'ingiunzione di demolizione. Sosteneva che i provvedimenti di condono del 2008 e 2011 (rilasciati a favore del marito e del figlio) non erano stati annullati in autotutela e si erano consolidati, perciò avrebbero dovuto impedire l'esecuzione dell'ordine di demolizione; inoltre deduceva che il limite volumetrico di 750 m³ previsto dalla legge n. 724/1994 si riferirebbe alla singola istanza e non alla unità immobiliare complessiva, richiamando la disciplina del termine di 12 mesi per l'annullamento d'ufficio ex art. 21-nonies L. 241/1990.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha confermato che l'opera è un unico immobile di proprietà della ricorrente la cui volumetria complessiva supera il limite di 750 m³ e che le domande di condono presentate da soggetti privi di una relazione qualificata con il bene (marito e figlio) non potevano legittimare distincte sanatorie volte ad eludere il limite volumetrico. La Corte ha inoltre ribadito il potere/dovere del giudice penale di verificare autonomamente la legittimità ed efficacia dei titoli abilitativi amministrativi e ha precisato che l'ordine di demolizione riguarda l'immobile nella sua globalità comprensiva di aggiunte successive. Per effetto della dichiarazione di inammissibilità è stata addebitata alla ricorrente la rifusione delle spese e il versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
legge 24 novembre 1994, n. 724 (art. 39)
Stabilisce il limite volumetrico di 750 m³ per la concedibilità della sanatoria; la Corte interpreta tale limite come inderogabile e applicabile alla volumetria dell'immobile unitario, impedendo l'uso di domande separate per eludere il tetto.
legge 28 febbraio 1985, n. 47 (art. 31, commi 1 e 3)
Indica i soggetti legittimati a presentare domanda di sanatoria (proprietario e "altro soggetto interessato"); la Corte richiede una relazione qualificata con il bene, non una mera disponibilità di fatto.
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (art. 31, comma nono)
Prevede l'ordine di demolizione per l'abuso edilizio: la demolizione riguarda l'edificio nel suo complesso, incluse aggiunte e superfetazioni successive.
legge 7 agosto 1990, n. 241 (art. 21-nonies)
Regola il termine per l'annullamento in autotutela degli atti amministrativi; la Corte osserva che l'eventuale decorso del termine amministrativo non esclude il controllo giudiziale sulla validità del titolo ai fini dell'esecuzione penale.
codice di procedura penale (art. 616)
Prevede le conseguenze per inammissibilità del ricorso; la Corte ha addebitato le spese e la sanzione accessoria alla ricorrente ai sensi dell'art. 616.
legge 22 giugno 2017, n. 103 (art. 1, comma 64)
Autorizza l'aumento della sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p.; utilizzata dalla Corte per fissare la somma da versare alla Cassa delle Ammende.
Corte costituzionale, sentenza n. 302 del 1996
Affermata e richiamata la regola secondo cui la deroga al limite volumetrico può valere solo quando esistano ragioni giuridiche che giustifichino domande distinte (diversi titolari o porzioni effettivamente separate), non per artificioso frazionamento.
Massime di principio
- Per la sanatoria edilizia la volumetria deve essere calcolata sull'immobile unitario; non è ammesso frazionare artificiosamente le domande per eludere il limite di 750 m³.
- Possono chiedere il condono solo i soggetti con una "relazione qualificata" con il bene (proprietario, titolari di diritti reali o obbligatori qualificati); il mero possesso di fatto non è sufficiente.
- Il giudice penale (o dell'esecuzione) ha il potere/dovere di verificare autonomamente la legittimità ed efficacia dei titoli amministrativi ai fini dell'esecuzione della sentenza penale, indipendentemente dalla eventuale stabilizzazione amministrativa degli atti.
- L'annullamento in autotutela del condono da parte del Comune riguarda la sfera amministrativa, ma non impedisce al giudice penale di accertare la validità del titolo e ordinare la demolizione se sussistono vizi o assenza dei presupposti di legge.
- L'ordine di demolizione opera sull'intero manufatto abusivo, comprese le aggiunte o superfetazioni successive all'abuso originario; le opere accessorie abusive vanno demolite con l'edificio principale.
- Chi propone ricorso infondato o inammissibile può essere condannato al pagamento delle spese e a sanzioni accessorie (versamento alla Cassa delle Ammende); valutare attentamente la fondatezza del gravame prima di proporre impugnazioni.
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