Cassazione Penale, Sentenza n. 18768/2025 del 19/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Catania (12.01.2024) che, in parte, ha riformato la sentenza di primo grado e ha confermato le condanne per delitti di stampo mafioso e reati in materia di stupefacenti. Le censure principali sono: nullità o inutilizzabilità delle intercettazioni ambientali e telefoniche per mancato deposito dei verbali di inizio/fine operazioni; tardività o inammissibilità di memorie/deduzioni difensive; illegittima revoca e non ammissione di testi della difesa; uso di una memoria del PM depositata dopo le conclusioni; mancanza di prove sufficienti per ritenere l'appartenenza/il concorso esterno nell'associazione mafiosa; contestazione dell'identificazione degli imputati nelle captazioni; criticità nella valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia; vizi nella ricostruzione del ruolo concreto svolto dagli imputati (es. utilità delle forniture di droga rispetto al clan); contestazione del riconoscimento dell'aggravante dell'associazione armata e della quantificazione della pena e mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi: ha dichiarato inammissibili alcuni motivi per genericità e mancata autosufficienza del ricorso; ha ritenuto infondati gli altri, confermando la valutazione di merito circa la utilizzabilità delle intercettazioni (distinguendo il fascicolo del dibattimento dal fascicolo del pubblico ministero e richiamando l'onere difensivo di specificare e produrre gli atti contestati), la legittima valutazione delle prove e delle dichiarazioni dei collaboratori, la riqualificazione di Musumeci come concorrente esterno e la responsabilità di Olivieri come esponente apicale nonostante la detenzione, nonché il riconoscimento delle aggravanti (inclusa la disponibilità di armi desumibile anche da precedenti giudizi e contesto storico-giudiziario). Il ricorso di Impellizzeri è stato ritenuto infondato o aspecifico. In sintesi: conferma delle decisioni di merito; nessuna pronuncia di annullamento per vizio da parte della Cassazione; esito favorevole alla resistenza.
Norme richiamate
Usato per qualificare l'associazione mafiosa; la Corte conferma che l'aggravante della disponibilità di armi può essere desunta da elementi storici, giudiziari e probatori e applicata anche quando il singolo associato ignori per colpa la disponibilità stessa
Richiamato in relazione al concorso esterno: il concorrente esterno punibile quando fornisce un contributo concreto, consapevole e causalmente rilevante alla conservazione o al rafforzamento dell'associazione
commi relativi al traffico di stupefacenti e aggravanti
Applicato per i reati di traffico di stupefacenti; la Corte conferma che comunicazioni e convergenze probatorie possono dimostrare connessione tra rifornimenti e supporto al sodalizio
Norma che disciplina i motivi di cassazione; la Corte ricorda i limiti del sindacato in sede di legittimità e la necessità di specificità e di autosufficienza del ricorso
Regole sulla valutazione della prova; la Corte sottolinea che non è possibile chiedere in Cassazione una riconsiderazione globale degli elementi di merito senza specifici travisamenti probatori
Regolamenta deposito degli atti relativi alle intercettazioni; la Corte distingue il fascicolo del PM da quello del dibattimento e rileva che l'omesso deposito nel fascicolo dibattimentale non implica automaticamente inutilizzabilità
Richiamato per l'assenza di sanzione automatica di inutilizzabilità per il mancato rispetto di termini di deposito dei verbali di intercettazione
Citato in tema di rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale: la Corte ricorda i limiti dell'appello e le condizioni per l'ammissione di nuova prova
principio giurisprudenziale Sezioni Unite (es. Mannino, De lodo, Fruci, Modaffari)
Richiamati i canoni interpretativi consolidati: concorso esterno (Mannino), onere di specificazione degli atti contestati e prova di resistenza (Fruci), limiti del sindacato in Cassazione e uso delle massime di esperienza per mafia storica (De lodo, Modaffari)
Massime di principio
- L'eccezione di inutilizzabilità delle intercettazioni richiede che la difesa indichi specificamente gli atti viziati e dimostri l'incidenza di quel vizio sul complesso probatorio; genericità comporta inammissibilità.
- Il fascicolo del pubblico ministero è distinto dal fascicolo del dibattimento: l'omesso deposito nel fascicolo dibattimentale dei verbali di intercettazione non determina automaticamente inutilizzabilità se tali atti sono nel fascicolo PM; la parte che eccepisce deve produrre o indicare gli atti rilevanti.
- In Cassazione non è consentita una rinnovata valutazione integrale del materiale probatorio: vanno denunciati errori di diritto o vizi logico-motivazionali specifici e non una diversa lettura dei fatti.
- Il concorso esterno in associazione mafiosa richiede prova di un contributo concreto, consapevole e causalmente rilevante alla conservazione o al rafforzamento dell'associazione; non è sufficiente la mera occasionalità o potenzialità dell'azione.
- La disponibilità di armi da parte di una consorteria mafiosa può essere desunta anche sulla base di precedenti giudiziari, fatti di sangue, intercettazioni e massime di esperienza storica, purché il giudice motivi specificamente tale riferimento.
- La mancata motivazione espressa sul riconoscimento delle attenuanti generiche non è di per sé vizio quando il rigetto risulta implicitamente dalla motivazione complessiva e non siano prospettati elementi nuovi rispetto al primo grado.
- Il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: l'indicazione puntuale degli atti del processo che si assume travisati è obbligatoria per consentire la loro acquisizione da parte della cancelleria senza onere di lettura integrale del ricorso.
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