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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18652/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che la dichiarava colpevole dei reati previsti dagli artt. 81, comma 2 cod. pen., 256 e 137 (comma 14) del d.lgs. n. 152/2006 per smaltimento illecito e deposito incontrollato di reflui zootecnici e per utilizzazione agronomica senza autorizzazione (fatti del 27/03/2017). Motivi di impugnazione: 1) assoluzione per non aver commesso il fatto e dedotta esclusione di responsabilità per presunta gestione di fatto dell'azienda da parte del figlio Domenico Russo; 2) richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis cod. pen.); 3) domanda di contenimento della pena nei limiti minimi edittali

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che: il primo motivo (travisamento delle prove e responsabilità attribuita al figlio) violi il principio di autosufficienza del ricorso perché non sono stati allegati o indicati gli atti e le trascrizioni necessari a dimostrare il travisamento; non è ammessa in sede di legittimità la rinnovazione del giudizio di fatto; il secondo motivo (tenuità) è manifestamente infondato perché il Tribunale ha motivato correttamente in base all'entità dell'azienda, alla quantità e pluralità delle violazioni e la Corte non può rimettere in discussione i presupposti fattuali; il terzo motivo è inammissibile in quanto la riduzione della pena compete al giudice di merito. Per l'inammissibilità del ricorso, la Corte ha disposto la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di € 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. Conseguentemente non è stato possibile rilevare in questa sede la prescrizione sopravvenuta dopo la sentenza impugnata

Norme richiamate

  • art. 568 cod. proc. pen.

    Regola la verifica dell'impugnabilità e della 'voluntas impugnationis' quando un atto viene impugnato con mezzo diverso da quello prescritto; comporta la trasmissione degli atti al giudice competente ove sussista la volontà di sottoporre l'atto a sindacato giurisdizionale

  • art. 131-bis cod. pen.

    comma primo (richiamato con riferimento alla novellazione d.lgs. 10/10/2022 n.150)

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la valutazione tiene conto anche della condotta successiva dell'imputato, ma tale condotta non può di per sé trasformare in tenuità un'offesa che non lo era al momento del fatto

  • art. 133 cod. pen.

    Fornisce i criteri per la determinazione della pena e per valutare l'entità dell'offesa ai fini dell'applicazione della causa di non punibilità per tenuità

  • art. 165-bis disp. att. cod. proc. pen.

    introdotto dall'art. 7, comma 1, d.lgs. 6/2/2018 n.11

    Introdotto l'obbligo per il ricorrente di indicare puntualmente gli atti che si assumono travisati e, se necessario, di allegarli o richiederne la devoluzione alla cancelleria, coerentemente col principio di autosufficienza del ricorso

  • artt. 581, comma 1, lett. c) e 591 cod. proc. pen.

    Ricollegati al principio di autosufficienza del ricorso: impongono che il ricorso sia sufficientemente motivato e che non si costringa la Corte di cassazione a una lettura integrale degli atti per fondare le censure

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte, in caso di inammissibilità del ricorso ascrivibile a colpa del ricorrente, di condannarlo al pagamento delle spese e a una somma a favore della Cassa delle Ammende; la Corte ha esercitato la facoltà di aumentare la somma equitativamente

  • art. 132 cod. pen.

    Attribuisce al giudice di merito la discrezionalità nella determinazione della pena; la Corte di cassazione non può sostituirsi al giudice di merito per ridurre la pena in sede di legittimità

  • d.lgs. n. 152 del 2006 (art. 256 e art. 137 comma 14)

    Norme del codice ambientale cui sono stati ricondotti i fatti contestati: smaltimento illecito e utilizzazione agronomica senza autorizzazione di reflui zootecnici

Massime di principio

  • Quando si impugna una decisione con un mezzo diverso da quello previsto, la Corte verifica la 'voluntas impugnationis' e può trasmettere gli atti al giudice competente; tuttavia la semplice etichetta errata non salva un gravame che materialiamente sia chiaramente un mezzo diverso e non convertibile
  • Le censure di travisamento della prova in Cassazione richiedono il rispetto del principio di autosufficienza del ricorso: il ricorrente deve indicare e, se necessario, allegare i verbali o le trascrizioni contestate e dimostrare in che modo essi pregiudichino la motivazione impugnata
  • Il sindacato della Cassazione sulla motivazione è limitato alla verifica di coerenza logica e di legittimità; non è ammessa la rinnovazione del giudizio di fatto o la rivalutazione delle prove a meno che non emerga, in modo palese dal ricorso, un travisamento rilevante
  • L'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) si valuta sulla base dell'entità dell'offesa, della quantità e della pluralità delle violazioni; la condotta successiva può essere considerata ma non può, da sola, trasformare la fattispecie in tenuità
  • La riduzione della pena e il contemperamento delle circostanze competono al giudice di merito; la Corte di cassazione non può esercitare la discrezionalità prevista dall'art. 132 cod. pen. per diminuire la pena
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile per colpa del ricorrente, la Corte può condannare allo stesso tempo alle spese e imporre una somma alla Cassa delle Ammende, anche in misura aumentata rispetto al massimo edittale quando giustificato

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