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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10208/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ricorreva per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro del 4 giugno 2024, pronunciata in sede di rinvio, con cui era stato nuovamente condannato per il reato di cui all'art. 75 del d.lgs. n. 159 del 2011, con applicazione della recidiva specifica e infraquinquennale. Il ricorso deduceva carenze motivazionali sia quanto a circostanze fattuali sia quanto all'elemento soggettivo e alla recidiva. In particolare, si contestava la valutazione della Corte territoriale sul dolo e sull'inattendibilità delle giustificazioni dell'imputato, oltre che sul rilievo attribuito ai precedenti penali ai fini della recidiva. La Corte di cassazione ha ritenuto che le doglianze si risolvessero in una richiesta di rilettura del materiale fattuale e probatorio, estranea ai limiti del giudizio di legittimità, e che non vi fosse specifico confronto con la ratio decidendi della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i motivi erano diretti a contestare la valutazione di fatto e la persuasività della motivazione, senza denunciare un vizio motivazionale nei limiti consentiti in cassazione. Quanto al profilo soggettivo, ha evidenziato che la sentenza di merito aveva correttamente affermato la sufficienza del dolo generico consistente nella volontaria violazione delle prescrizioni imposte; quanto alla recidiva, ha osservato che la Corte di appello aveva valorizzato i precedenti penali in termini di gravità e di maggiore capacità a delinquere. Conseguentemente, oltre all'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 75 d.lgs. n. 159 del 2011

    La fattispecie contestata richiede, secondo la sentenza richiamata, il dolo generico di violare le prescrizioni imposte.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva specifica e infraquinquennale è stata valorizzata in base alla gravità dei precedenti e alla maggiore capacità a delinquere dell'imputato.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa, al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

  • art. 606 c.p.p.

    Il sindacato di legittimità non consente la rilettura del fatto né censure che mirino a sostituire la valutazione probatoria del giudice di merito, salvo vizi motivazionali radicali o manifesti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentita una nuova valutazione del fatto o delle prove, né la sostituzione del giudizio del merito con un diverso apprezzamento degli elementi probatori più favorevole al ricorrente.
  • Sono inammissibili i motivi che contestano la persuasività o l'opportunità della motivazione, quando non deducano un vizio motivazionale radicale, manifesta illogicità, contraddittorietà o omissione su punti decisivi.
  • Quando la fattispecie richiede il dolo generico di violare una prescrizione, il ricorso che invochi l'insussistenza dell'elemento soggettivo deve confrontarsi specificamente con tale criterio, non essendo sufficiente una generica contestazione delle giustificazioni ritenute inattendibili.
  • La recidiva può essere motivatamente valorizzata sulla base della gravità dei precedenti e della dimostrata maggiore capacità a delinquere, se la decisione di merito espone una valutazione non meramente apparente.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, in assenza di elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficialeImpugnazioni
RamiReati contro la PAProcesso penale
IstitutiRecidiva

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