Cassazione Civile, Sentenza n. 09770/2026 del 16/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La Casa di Cura Cobellis impugnava la decisione della Corte d'appello che aveva confermato la revoca di un decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti dell'ASL, relativo al pagamento di differenze di remunerazione per prestazioni rese nel 2017 connesse all'assorbimento e all'attivazione di posti letto dismessi da altra casa di cura (Maria Venosa) a seguito di una aggiudicazione del 2011. Il ricorrente sosteneva che il verbale di aggiudicazione del 2011 costituisse un contratto vincolante anche per l'ASL e trasferisse il tetto di spesa, mentre l'ASL eccepiva la mancanza del contratto scritto necessario per la remunerazione secondo la normativa in materia di accreditamento e contratti tra Regioni/ASL e strutture private.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Casa di Cura Cobellis. Ha confermato che il verbale di aggiudicazione del 2011 non può automaticamente sostituire il contratto previsto dall'art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992 e dalle disposizioni del codice dei contratti pubblici: per ottenere la remunerazione delle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale è necessario, oltre all'accreditamento, lo specifico accordo contrattuale nella forma prevista. La Corte ha inoltre ritenuto valida la procura generale alle liti rilasciata dal direttore generale dell'ASL e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali in favore dell'ASL (liquidate in complessivi 19.000 euro per compensi professionali più spese forfettarie del 15%, esborsi e oneri riflessi).
Norme richiamate
r.d. n. 2440/1923, art. 16, comma 4
Norma storica richiamata per il confronto sulla efficacia del verbale di aggiudicazione come fonte di vincolo contrattuale; la Corte osserva che tale regime è stato superato in parte dal codice dei contratti pubblici e quindi non può costituire regola generale nel caso post-2006/2011 oggetto della controversia
d.lgs. n. 502/1992, art. 8-quinquies, comma 2
«la regione e le unità sanitarie locali…stipulano contratti con quelle private [ovvero le strutture private]…che indicano: a) gli obiettivi di salute e i programmi di integrazione dei servizi; b) il volume massimo di prestazioni che le strutture presenti nell’ambito territoriale della medesima unità sanitaria locale, si impegnano ad assicurare, distinto per tipologia e per modalità di assistenza…; c) i requisiti del servizio da rendere, con particolare riguardo ad accessibilità, appropriatezza clinica ed organizzativa, tempi di attesa e continuità assistenziale; d) il corrispettivo preventivato a fronte delle attività concordate, globalmente risultante dalla applicazione dei valori tariffari e della remunerazione extratariffaria delle funzioni incluse nell'accordo, da verificare a consuntivo sulla base dei risultati raggiunti e delle attività effettivamente svolte secondo le indicazioni regionali…; … e-bis) la modalità con cui viene comunque garantito il rispetto del limite di remunerazione delle strutture correlato ai volumi di prestazioni, concordato …»
La Corte interpreta questa disposizione come richiedente la stipula di un accordo contrattuale specifico e autonomo rispetto alla mera aggiudicazione di gara; solo tale contratto, unitamente agli atti di accreditamento, può fondare il diritto alla percezione dei corrispettivi e alla determinazione dei tetti di spesa
d.lgs. n. 502/1992, art. 8-quinquies, comma 2-quinquies
Prevede la sospensione dell'accreditamento in mancanza della stipula degli accordi contrattuali; rafforza l'idea che l'accreditamento e il contratto siano elementi distinti e necessari per la legittima remunerazione
codice di procedura civile, art. 83
Consente la procura generale alle liti da parte dell'amministrazione; la Corte ha ritenuto che la procura generale rilasciata dal direttore generale dell'ASL fosse idonea a legittimare la resistenza in giudizio dell'ente senza necessità di delibere specifiche per ciascuna lite
Richiamati per stabilire il principio che, nel regime vigente al tempo dell'aggiudicazione (post-2006), l'aggiudicazione non determina automaticamente la conclusione del contratto; la stipula successiva del contratto è condizione distinta e rilevante
Norma generale sulla formazione del contratto citata in riferimento ai requisiti di validità del negozio giuridico; utilizzata per sostenere che serve una manifestazione scritta e specifica che configuri il rapporto contrattuale richiesto dalla disciplina speciale
Massime di principio
- Il verbale di aggiudicazione di una procedura di selezione non sempre equivale al contratto: nel regime del codice dei contratti pubblici e nella disciplina degli accordi di accreditamento sanitario è generalmente richiesta la stipula di un contratto specifico e scritto per determinare diritti di pagamento a carico del SSN
- Per ottenere remunerazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale è necessario non solo l'accreditamento della struttura ma anche l'esistenza dell'accordo contrattuale previsto dall'art. 8-quinquies d.lgs. n. 502/1992; l'assenza di tale contratto può escludere la remunerazione anche se le prestazioni sono state effettivamente erogate e fatturate
- La procura generale alle liti rilasciata dall'organo di gestione dell'ente pubblico (es. direttore generale ASL) è in linea di principio valida per la resistenza in giudizio senza che sia necessaria una delibera specifica per ogni singola controversia, salvo diversa disciplina interna o eccezione fondata
- La prova del diritto alla remunerazione grava sul soggetto che la invoca: non è sufficiente richiamare atti di aggiudicazione o comportamenti amministrativi successivi; occorre dimostrare l'esistenza e il contenuto del contratto (inclusione dei volumi e dei tetti di spesa)
- Eventuali riallocazioni di tetti di spesa o effetti retroattivi dei contratti di accreditamento possono essere possibili ma devono essere regolati in conformità alla normativa settoriale e ai meccanismi di determinazione dei tetti (tavoli tecnici, atti formali), e non possono essere desunti automaticamente da verbali o comportamenti amministrativi non formali
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