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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14562/2022 del 14/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Bari del 06/05/2020 che aveva riformato in pejus la sentenza di primo grado ritenendo l'imputato responsabile di omicidio volontario aggravato da futili motivi e della contravvenzione per porto abusivo di coltello. Il difensore deduceva: 1) violazione dell'art. 606 lett. e) c.p.p. per mancata motivazione rafforzata nella riforma in peius; 2) violazione di legge ai sensi dell'art. 606 lett. b) c.p.p. contestando la riqualificazione in omicidio volontario, la qualificazione dell'aggravante dei futili motivi e chiedendo il riconoscimento di esimenti o attenuanti quali legittima difesa, eccesso colposo di legittima difesa, stato d'ira o provocazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Assise d'Appello avesse fornito motivazione adeguata e 'rafforzata' sufficiente a spiegare la diversa valutazione di merito (soprattutto in ordine alla direzione, precisione e modalità del colpo, valutate come sintomatiche di animus necandi anche in forma di dolo eventuale). Ha giudicato infondata la censura sull'aggravante dei futili motivi, ritenendo proporzionata la valutazione di merito secondo la giurisprudenza consolidata. Ha inoltre dichiarato generiche e insufficienti le doglianze relative a legittima difesa, eccesso colposo e stato d'ira per mancata specificità del confronto con le motivazioni di merito. Conseguenze pratiche: inammissibilità del ricorso; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di difesa delle parti civili, liquidate in complessivi euro 5.900,00 oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Regola i motivi di ricorso per cassazione. La Corte ha ritenuto che la censura per mancata motivazione rafforzata fosse infondata perché l'appello in peius è stato motivato adeguatamente con argomenti logici che superano le valutazioni di primo grado.

  • art. 43 cod. pen.

    Richiamato in relazione al dolo eventuale. La Corte ha condiviso la valutazione di merito secondo cui l'animus necandi poteva sussistere anche in forma di dolo eventuale.

  • art. 575 cod. pen.

    Norma sull'omicidio volontario. La Corte d'appello ha ritenuto corretta la riqualificazione del fatto in omicidio volontario e la Cassazione non ha rilevato violazioni di legge.

  • art. 577, comma 1, n. 4 cod. pen.

    Aggravante dei futili motivi. La Corte ha applicato la giurisprudenza consolidata: la motivazione dell'imputato (liti/questione di transito) era di tal leggerezza e sproporzione da integrare la fattispecie aggravante.

  • art. 61 n. 1 cod. pen.

    Riferimento alle circostanze attenuanti generiche. La Corte d'appello aveva concesso le attenuanti generiche prevalendo sull'aggravante; la Cassazione ha valutato la motivazione di merito come congrua.

  • art. 584 cod. pen.

    Norma sull'omicidio colposo citata a confronto con la qualificazione del fatto; la Corte ha ritenuto che i fatti non fossero riconducibili a una fattispecie colposa.

  • legge n. 110/1975, art. 4

    Norma sulla detenzione/porto di armi bianche; il reato contravvenzionale contestato è stato confermato e ritenuto continuato con l'omicidio.

  • art. 699 cod. pen.

    Richiamato come contestazione originaria relativa al porto di coltello, poi riqualificata ex art. 4 legge 110/1975; la Corte ha confermato la responsabilità sulla base della ricostruzione di merito.

  • art. 591 e art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Norme processuali che richiedono specificità delle censure in cassazione. La Corte ha richiamato il requisito di chiarezza e confronto puntuale con le motivazioni di merito per dichiarare inammissibili le doglianze generiche.

Massime di principio

  • La Corte d'appello che riforma in peius deve fornire una motivazione rafforzata ma non è obbligata a rinnovare tutta l'istruttoria: è sufficiente spiegare in modo persuasivo perché supera le valutazioni di primo grado.
  • La valutazione della dinamica e della direzione del colpo, la precisione dell'azione e la modalità di impiego dell'arma possono legittimare la qualificazione in omicidio volontario anche in presenza di un unico fendente, se emergono elementi sintomatici di animus necandi o dolo eventuale.
  • L'aggravante dei futili motivi sussiste quando la causa esterna è di tale leggerezza da apparire, secondo il comune sentimento, insufficiente a giustificare la reazione violenta; la valutazione è affidata al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per violazioni di legge o illogicità manifeste.
  • Le prospettazioni difensive relative a esimenti (legittima difesa, eccesso colposo, stato d'ira, provocazione) devono essere dedotte con specificità e confrontarsi puntualmente con le motivazioni di merito; censure generiche sono inammissibili in cassazione.
  • In cassazione il sindacato sui fatti è molto limitato: non è consentita una semplice rivalutazione alternativa delle risultanze probatorie; occorre dimostrare errori di diritto o carenze motivazionali rilevanti.
  • La proposizione di ricorso infondato o manifestamente inammissibile può comportare condanne alle spese processuali e sanzioni economiche (Cassa delle ammende).

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