Cassazione Penale, Sentenza n. 14543/2022 del 14/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la conferma in appello della condanna per detenzione e cessione di cocaina (fatto del 3/5/2020): dedotte nullità processuali per omesso rinvio per astensione del difensore nonostante il consenso dell'imputato; censura sulla mancata e contraddittoria motivazione circa la responsabilità; richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e riconoscimento delle attenuanti generiche e del trattamento sanzionatorio più favorevole (art. 133 c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul punto processuale la Corte ha ritenuto manifestamente infondato il motivo di nullità per omesso rinvio: l'imputato era sottoposto a custodia cautelare e il suo consenso al rinvio non rilevava alla luce della giurisprudenza costituzionale (Corte cost. n.180/2018). Quanto al merito, il motivo sulla responsabilità è stato dichiarato generico perché non ha confutato la motivazione congrua e doppia conforme delle decisioni di merito che hanno richiamato elementi fattuali decisivi (dichiarazione di D'Alfonso sull'acquisto da Leuci, identità e composizione della sostanza sequestrata, somma di denaro rinvenuta). La Corte ha condiviso l'esclusione della particolare tenuità e il giudizio sul trattamento sanzionatorio in considerazione dei precedenti specifici dell'imputato, della tipologia della sostanza, della quantità complessiva e del fatto che il reato è stato commesso durante la misura cautelare; il rigetto delle attenuanti generiche è ritenuto implicito nella motivazione sulla congruità della pena. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 2.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 61 n. 11 quater c.p. e art. 73, quinto comma, T.U. stupefacenti
citati nella motivazione come norme di riferimento per l'aggravamento e la tipologia del reato
Le norme sono state applicate per qualificare la condotta e la relativa sfera sanzionatoria in ragione della quantità e della tipologia della sostanza nonché della recidiva specifica
art. 178 e 179 c.p.p.
richiamati dal ricorrente in relazione alla presunta nullità per omissione di rinvio
La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato: l'omesso rinvio per astensione del difensore non ha prodotto nullità insanabile nel caso concreto, considerato lo stato di custodia dell'imputato e la giurisprudenza costituzionale richiamata
art. 131-bis c.p.
invocato dal ricorrente per la particolare tenuità del fatto
La Corte ha escluso l'applicazione della particolare tenuità in presenza di precedenti specifici, della non occasionalità della condotta e della quantità complessiva della sostanza, valutando la condotta nella sua dimensione complessiva e contestuale
art. 133 c.p.
richiamato in relazione al trattamento sanzionatorio
La Corte ha ritenuto congrua la pena inflitta dal giudice di primo grado e confermata in appello, valutando le circostanze aggravanti e la personalità dell'imputato; ha considerato il rigetto delle attenuanti generiche implicitamente motivato
art. 13 Costituzione e Corte cost. n. 180/2018
richiamata la decisione costituzionale del 4 luglio 2018 n.180
La sentenza della Corte costituzionale è stata utilizzata per escludere rilievo al mero consenso dell'imputato in stato di custodia a fronte di astensione del difensore, valorizzando la riserva di legge sulla libertà personale
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
richiamato per i limiti di motivazione del ricorso
La Corte ha ritenuto che il ricorso dovesse essere motivato nei limiti strettamente necessari e ha escluso che i motivi prodotti avessero valore per travolgere la motivazione di merito
art. 616 c.p.p.
richiamato per gli effetti economici dell'inammissibilità
Ai sensi di tale articolo, dichiarata l'inammissibilità del ricorso, il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento alla Cassa delle ammende (equo importo determinato in euro 2.000)
Massime di principio
- Il consenso dell'imputato alla celebrazione del processo o al rinvio non sempre sana eventuali profili di irregolarità derivanti dall'astensione del difensore, soprattutto se l'imputato è sottoposto a misura cautelare: i profili di libertà personale richiedono valutazione di legittimità formale (Corte cost. 180/2018).
- Per ottenere l'annullamento in cassazione con successo per vizi di motivazione o di fatto, il ricorrente deve confrontarsi puntualmente e specificamente con la motivazione di merito; censure generiche vengono dichiarate inammissibili.
- L'applicabilità della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) richiede valutazione complessiva dell'episodio e delle condizioni dell'agente: precedenti specifici, contestualità della condotta, quantità complessiva della sostanza e il fatto di aver commesso il reato durante una misura cautelare possono escluderla.
- Il rigetto delle attenuanti generiche può essere motivato anche implicitamente se la decisione sul trattamento sanzionatorio è adeguatamente argomentata e coerente con la ricostruzione dei fatti; non è sufficiente un generico richiamo a buon comportamento processuale.
- Elementi di prova convergenti (dichiarazioni di terzi, identità e composizione della sostanza sequestrata, denaro rinvenuto) costituiscono fondamento solido per la conferma della responsabilità in sede di merito e sono difficili da rimettere in discussione in cassazione se non affrontati con contraddittorio motivato
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