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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41719/2023 del 13/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorsi denunciavano principalmente vizî di motivazione e diritto rispetto alla sentenza di rinvio della Corte d'assise d'appello di Roma: il Procuratore generale contestava l'assoluzione di Roberto Spada dai capi B e C per difetto e manifesta illogicità della motivazione, e la mancata considerazione adeguata delle dichiarazioni del collaboratore Paul Dociu e dei riscontri esterni. Rutilo impugnava la motivazione della determinazione dell'aumento di pena per continuazione e chiedeva l'applicazione della nuova disciplina sulle pene sostitutive (d.lgs. n.150/2022). Roberto Spada censurava l'esclusione delle attenuanti generiche. Ottavio Spada sollevava più censure: improcedibilità per carenze di riunione procedimentale, utilizzabilità e valore probatorio della chiamata in reità di Dociu (art. 192, comma 3 c.p.p.), carenza di riscontri esterni e vizio di motivazione su più elementi probatori (tabulati, vettura, contatti telefonici, piste alternative quali la "pista Franzese"), omessa riassunzione della testimonianza ritenuta utile (Simone Garinei) e mancata valutazione delle circostanze attenuanti e dell'isolamento diurno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi del Procuratore generale e quelli di Roberto Spada e di Fabrizio Rutilo. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo di Ottavio Spada, ma ha accolto, nei limiti indicati, il secondo motivo e il motivo nuovo di quest'ultimo: ne è conseguita l'annullamento della sentenza impugnata limitatamente ai reati di cui ai capi B e C (relativi al duplice omicidio), con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d'assise d'appello di Roma. Le restanti censure sono state assorbite. Per Rutilo la richiesta di applicazione della nuova disciplina sulle pene sostitutive è stata rigettata perché la pena complessiva supera i limiti stabiliti dalla norma. Non è stata disposta la rifusione delle spese a carico degli imputati ricorrenti nelle parti in cui hanno ottenuto accoglimento.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    Le dichiarazioni di imputati in procedimenti connessi (chiamata in reità) richiedono riscontri esterni autonomi e specifici; la Corte ha ritenuto che per i capi B e C non siano stati prodotti riscontri tali da corroborare il racconto del Dociu rispetto a Ottavio Spada

  • art. 606, comma 1, c.p.p.

    Disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha valutato la rilevanza e la tipologia delle censure dedotte (violazione di legge, vizio di motivazione, travisamento) per decidere l'ammissibilità e il merito

  • art. 627, comma 3, c.p.p.

    Regola l'effetto dell'annullamento con rinvio e l'ambito della nuova cognizione del giudice di rinvio; la Corte ha richiamato che il giudice del rinvio deve riesaminare le questioni non definitivamente decise e quelle logicamente dipendenti

  • art. 81 cod. pen.

    Principi sul cumulo e sull'aumento per continuazione: la Corte ha valutato la congruità dell'aumento di pena per continuazione applicato a Rutilo e ritenuto motivato per esiguità dell'aumento

  • art. 20-bis cod. pen. e d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Nuova disciplina sulle pene sostitutive: può applicarsi solo se la pena detentiva è entro i limiti previsti; la Corte ha escluso l'applicazione a Rutilo perché la pena complessiva supera il limite (4 anni)

  • art. 53, ultimo comma, legge n. 689/1981

    Stabilisce come conteggiare la pena aumentata ai fini dei limiti per l'applicazione delle pene sostitutive; è stato richiamato per negare la sostituibilità della pena a Rutilo

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975, n. 354

    Elenca reati per i quali alcune misure detentive e benefici non sono applicabili; la Corte ha ricordato che per reati previsti da art. 4-bis non può essere disposta la sostituzione

  • art. 619, comma 1, c.p.p.

    Consente la rettifica di errori materiali e di diritto nella decisione; la Corte l'ha invocata per rettificare un errore non decisivo relativo all'assorbimento delle censure sulle attenuanti di Roberto Spada

Massime di principio

  • La chiamata in reità o le dichiarazioni di imputati in procedimenti connessi richiedono riscontri esterni specifici e riferibili direttamente all'imputato e al fatto contestato; senza tali riscontri la dichiarazione non può essere considerata autonomamente probatoria (art. 192, comma 3 c.p.p.).
  • In caso di annullamento con rinvio il giudice del rinvio deve riesaminare non solo il punto specificamente annullato ma anche le questioni logicamente conseguenti o espressamente assorbite; l'omissione di tale riesame può essere corretta in Cassazione quando abbia influenza sulla decisione.
  • La Cassazione non accoglie censure che si limitino a proporre una ricostruzione alternativa dei fatti senza indicare concretamente travisamenti probatori; i motivi devono essere specifici e fondati su errori di diritto o di motivazione.
  • La nuova disciplina sulle pene sostitutive (d.lgs. n.150/2022) si applica solo se la pena risultante rientra nei limiti stabiliti dalla norma e non è applicabile ai reati espressamente esclusi (es. reati indicati dall'art. 4-bis).
  • Per ottenere l'annullamento di specifiche condanne sulla base di testimonianze di collaboratori, è necessario che il complesso valutativo indichi chiaramente e documentalmente i riscontri esterni (telefonate, tabulati, prove tecniche, deposizioni non di mero relato) che colleghino direttamente l'imputato alla singola condotta contestata.

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