Cassazione Civile, Ordinanza n. 31096/2021 del 02/11/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente riscossione)
La controversia
La controversia nasce dall'impugnazione, da parte di un contribuente, di varie cartelle di pagamento relative a tributi riferiti agli anni 2001-2005. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso del contribuente; l'ente di riscossione aveva quindi proposto appello dinanzi alla CTR Lombardia, ma quest'ultima aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione sul presupposto che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione non potesse stare in giudizio mediante un avvocato del libero foro, dovendo avvalersi dell'Avvocatura dello Stato. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione l'ente ha denunciato la violazione degli artt. 11, 12 e 15 del d.lgs. 546/1992, dell'art. 1 del d.l. 193/2016 e dell'art. 4-novies del d.l. 34/2019, sostenendo che la CTR avesse erroneamente escluso la legittimità del patrocinio da parte di un avvocato esterno.
La decisione
La Corte ha ritenuto manifestamente fondato il ricorso. Richiamando il principio affermato dalle Sezioni Unite n. 30008/2019 e la successiva giurisprudenza, ha affermato che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può avvalersi di avvocati del libero foro nelle controversie tributarie, senza necessità di particolari formalità, nei casi previsti dalla disciplina applicabile e, in particolare, anche per le liti innanzi alle commissioni tributarie. Di conseguenza, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla CTR Lombardia in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 11, 12 e 15
Sono richiamati dalla ricorrente per sostenere la legittimazione processuale dell'ente di riscossione e la possibilità di farsi patrocinare da avvocati del libero foro nelle controversie tributarie.
d.l. 3 ottobre 2016, n. 193, art. 1
È richiamato quale base normativa dell'organizzazione e del patrocinio dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
d.l. 30 aprile 2019, n. 34, art. 4-novies
È richiamato a sostegno della disciplina del patrocinio dell'ente di riscossione.
r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611, art. 43, comma 4
È menzionato come norma che disciplina i casi speciali di ricorso all'Avvocatura dello Stato e la relativa delibera motivata.
d.l. 24 settembre 2016, n. 193, art. 1, comma 5
È richiamato per il rinvio ai criteri generali adottati in tema di scelta del patrocinio.
d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, artt. 4 e 17
Sono indicati nel passaggio che delimita il ricorso ad avvocati del libero foro nel rispetto della disciplina sugli affidamenti e dei criteri generali dell'ente.
È citata quale legge di conversione del d.l. 193/2016.
Massime di principio
- L'Agenzia delle Entrate-Riscossione può stare in giudizio, nei limiti consentiti dalla disciplina e dagli accordi convenzionali, anche mediante avvocati del libero foro, senza che sia necessaria un'esplicita allegazione o prova del presupposto che giustifica la scelta del patrocinio.
- Nelle controversie innanzi alle commissioni tributarie la difesa dell'ente di riscossione tramite avvocato del libero foro è legittima, con conseguente illegittimità della declaratoria di inammissibilità fondata sul solo uso di tale patrocinio.
- Quando la scelta tra Avvocatura dello Stato e avvocato esterno dipende dalla riconduzione della controversia alle ipotesi previste dalla convenzione o dalla indisponibilità dell'Avvocatura, la relativa legittimazione processuale si presume implicitamente dalla costituzione in giudizio dell'ente.
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