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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05553/2023 del 22/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (fallimento)

La controversia

La controversia nasce dalla dichiarazione di fallimento di una società a responsabilità limitata, avvenuta su istanza di una banca creditrice dopo che la società era stata trasformata eterogeneamente in comunione di azienda e cancellata dal registro delle imprese. I ricorrenti hanno impugnato la decisione della corte d'appello che aveva confermato la fallibilità della società trasformata entro l'anno dalla cancellazione. Con quattro motivi hanno sostenuto, in sintesi: che l'art. 10 l.fall. si applica solo alla cancellazione conseguente alla cessazione dell'attività imprenditoriale, non anche alla cancellazione derivante da trasformazione in comunione di godimento; che la trasformazione ex art. 2500 septies c.c. non estingue l'ente ma ne muta la natura, con prosecuzione dei rapporti in capo ai soci; che i creditori sarebbero già tutelati dal sistema degli artt. 2500 novies e 2495 c.c., oltre che dall'art. 2740 c.c., con responsabilità illimitata dei nuovi comunisti; e che comunque non vi sarebbe stata estinzione della società, bensì mera trasformazione in altro ente, sicché non sarebbe operante la disciplina dell'art. 10 l.fall.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 360-bis n. 1 c.p.c., ritenendo che le censure non offrissero elementi idonei a mutare un orientamento già consolidato. Ha ribadito che la trasformazione eterogenea di una società di capitali in comunione di azienda non impedisce la dichiarazione di fallimento della società entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese. Ha inoltre affermato che la tutela oppositiva dei creditori prevista dall'art. 2500 novies c.c. è uno strumento aggiuntivo e meno intenso rispetto al fallimento, non sostitutivo. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto in rito; i ricorrenti sono stati condannati alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    Invocato dai ricorrenti per contestare l'interpretazione della disciplina applicabile alla trasformazione eterogenea e alla fallibilità della società cancellata.

  • art. 10 l.fall.

    Ritenuto applicabile anche alla società trasformata in comunione di azienda, purché il fallimento sia dichiarato entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese.

  • art. 2500 septies c.c.

    La trasformazione eterogenea di una società di capitali in comunione di azienda non esclude la fallibilità della società nel termine annuale successivo alla cancellazione.

  • art. 1100 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere che, nella comunione, i rapporti sarebbero imputati ai comunisti.

  • art. 2248 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere la riconduzione della comunione di godimento al regime dei partecipanti e la loro responsabilità patrimoniale.

  • art. 2500 novies c.c.

    Le opposizioni dei creditori alla trasformazione sono considerate tutela aggiuntiva e meno intensa, non sostitutiva del fallimento.

  • art. 2495 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere un fenomeno successorio e il trasferimento delle obbligazioni ai soci; la Corte, invece, valorizza il perdurare della fallibilità nel termine di cui all'art. 10 l.fall.

  • art. 2740 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti per sostenere l'estensione della responsabilità patrimoniale ai soci comunisti.

  • art. 2498 c.c.

    Invocato per sostenere che la trasformazione è modificativa e non estintiva, con continuità dei rapporti giuridici.

  • art. 360-bis n. 1 c.p.c.

    È la norma processuale sulla base della quale la Corte ha dichiarato inammissibili i motivi perché contrari a un orientamento giurisprudenziale consolidato.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di soccombenza del ricorrente.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012

    Richiamato quale norma introduttiva del meccanismo dell'ulteriore contributo unificato.

  • art. 2697 c.c.

    Non espressamente applicato nella decisione, ma rientra nel richiamo dei ricorrenti alla prova dei fatti discussi; il testo non sviluppa un principio specifico sul riparto dell'onere probatorio.

Massime di principio

  • La trasformazione eterogenea di una società di capitali in comunione di azienda non impedisce la dichiarazione di fallimento della società trasformata, se il fallimento interviene entro l'anno dalla cancellazione dal registro delle imprese.
  • La disciplina dell'art. 10 l.fall. si applica anche quando la cancellazione dal registro delle imprese sia conseguenza di trasformazione eterogenea, purché ricorrano i presupposti temporali previsti dalla norma.
  • La tutela dei creditori prevista dall'art. 2500 novies c.c. non sostituisce il fallimento, ma si aggiunge ad esso come rimedio di minore intensità.
  • Non è consentito utilizzare la trasformazione in un ente o in una situazione giuridica non fallibile, a ridosso della decozione, come strumento per sottrarre il patrimonio del debitore al concorso dei creditori.
  • Quando una questione è già risolta da un orientamento consolidato di legittimità e il ricorso non offre argomenti idonei a mutarlo, la Corte può dichiarare l'inammissibilità del ricorso ai sensi dell'art. 360-bis n. 1 c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieLiquidazione giudizialeImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
IstitutiGiudicato

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