Cassazione Penale, Sentenza n. 24546/2023 del 07/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Gip che aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo su terreni e fabbricati (particelle catastali indicate) effettuato per presunta occupazione del demanio marittimo. I ricorrenti denunciavano: nullità e carenza motivazionale dell'ordinanza per mancata indicazione dei reati e della relazione tra beni e fumus; errore nell'attribuire la demanialità a talune particelle (fra cui per avvenuti frazionamenti/fusioni e per sdemanializzazione tacita); esclusione della demanialità del Camping "La Pineta" e sussistenza dei requisiti per concessione in sanatoria; e mancato rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata e la decisione del Tribunale contenessero adeguata motivazione, fondata sugli accertamenti della P.G. circa la natura demaniale e la permanenza dell'occupazione abusiva. La Corte ha confermato che il reato previsto dall'art. 1161 cod. nav. ha natura permanente e che il periculum in mora sussiste fintanto che perdura l'occupazione senza titolo (ovvero fino a sgombero o rilascio della concessione), giustificando il sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321 c.p.p. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il reato di occupazione del demanio marittimo è qualificato come reato di natura permanente: persiste fino alla cessazione dell'effettivo esercizio del potere di fatto sul bene (sgombero o concessione). Ciò giustifica, se sussistono concrete esigenze cautelari, il sequestro preventivo per impedire la ulteriore protrazione dell'offesa.
Norme citate come reati contestati nell'atto: la Corte rileva che sul punto il giudice ha valutato gli elementi fattuali; le censure dei ricorrenti attengono, in larga misura, a valutazioni di merito sull'accertamento della demanialità.
Richiamata come norma riferita a violazioni di tutela paesaggistica/ambientale (contestata dai ricorrenti); la Corte ha preso in considerazione le autorizzazioni paesaggistiche prodotte e le ha ritenute insufficienti a escludere la permanenza dell'illecito e del periculum.
Prevede i presupposti per il sequestro preventivo (fumus e periculum): la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia motivato adeguatamente la sussistenza del pericolo concreto e attuale legato alla permanenza dell'occupazione abusiva.
Stabilisce i limiti dell'impugnazione in Cassazione contro provvedimenti cautelari reali (ammissibile per violazione di legge): la Corte ha applicato tali limiti, dichiarando inammissibili i ricorsi che riproponevano contestazioni di merito e motivazione non radicalmente carente.
Richiamata nel ragionamento sulla motivazione: la Corte osserva che la motivazione resa dal Tribunale non integra vizio di tal genere da poter essere censurato ai sensi dell'art. 325 c.p.p.
Massime di principio
- In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali l'accesso è molto limitato: è ammessa principalmente per violazione di legge o quando la motivazione sia del tutto assente o manifestamente inidonea. Non è sufficiente riproporre censure di merito sull'accertamento dei fatti.
- L'occupazione abusiva del demanio marittimo (art. 1161 cod. nav.) ha natura permanente: il pericolo di reiterazione o protrazione dell'offesa sussiste fintantoché perdura il possesso o l'uso illegittimo del bene, giustificando il sequestro preventivo anche se l'opera è già realizzata.
- La sdemanializzazione tacita o la non demanialità di porzioni di terreno deve essere adeguatamente provata e motivata; mere asserzioni difensive contrapposte agli accertamenti della P.G. e alla valutazione del giudice di merito difficilmente valgono in Cassazione.
- Autorizzazioni amministrative successive o richieste di sanatoria non escludono automaticamente la possibilità di misure cautelari qualora permanga l'occupazione senza titolo e il rischio concreto di proseguimento dell'offesa alla collettività.
- La correttezza e sufficienza della motivazione sul periculum richiedono che il giudice illustri in modo coerente e comprensibile perché la libertà di disponibilità del bene pone un rischio concreto e attuale; questa esigenza, se soddisfatta, esclude la censura in Cassazione.
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