Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24353/2023 del 07/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Pubblico Ministero impugnava la sentenza di assoluzione del Tribunale di Asti che aveva prosciolto Gallo dal reato di deposito incontrollato di rifiuti (art. 256 d.lgs. 152/2006), contestando il deposito di circa 100 metri cubi di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da terra in parte frammista a pietrame e materia vegetale su un terreno di Feisoglio. Il ricorrente sosteneva che il materiale fosse qualificabile come rifiuto fin dal principio, anche alla luce della presenza di formulari di smaltimento, e che la ricostruzione del Tribunale che ha ritenuto un immediato riutilizzo e quindi l'assenza di deposito incontrollato sia errata dal profilo giuridico (violazione di legge, in particolare art. 256 bis e correlati). Ha chiesto l'annullamento della sentenza e il rinvio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, genericità e perche il ricorso si limitava a criticare in fatto e nella motivazione gli accertamenti del Tribunale senza dedurre specifiche violazioni di diritto. La Corte ha condiviso la valutazione di merito secondo cui il materiale era stato immediatamente riutilizzato dallimputato secondo indicazioni della Polizia Giudiziaria, senza contenere materiali edilizi o altre sostanze non vegetali, e che mancava la condotta di deposito incontrollato intesa come accumulo privo di scopo. Di conseguenza l'assoluzione del Tribunale e rimasta confermata; il ricorso del PM e stato respinto per inammissibilita.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 256, comma 2

    La norma punisce il deposito incontrollato di rifiuti; secondo la giurisprudenza citata la fattispecie richiede un deposito accumulativo privo di scopo e ha natura permanente in relazione all'omessa rimozione nei termini previsti. La Corte ha ritenuto che nel caso concreto mancasse il requisito del deposito incontrollato.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, comma 1, lett. b)

    Richiamata in ordine ai tempi e modi della rimozione che fanno cessare l'antigiuridicita della condotta quando interviene smaltimento o recupero. La Corte ha ricordato che l'antigiuridicita cessa con lo smaltimento o il recupero.

  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 256-bis

    Richiamato dal ricorrente come norma invocata ma non decisivo nella motivazione della Corte, che ha giudicato la controversia alla stregua dell'art. 256 comma 2 relative alla qualificazione del deposito.

  • Codice civile, art. 2082

    Citato per delimitare che la norma penale puo valere anche per attivita imprenditoriali occasionali e imprese intese ai sensi dell'art. 2082; la giurisprudenza indica che anche imprese, enti o imprenditori possono essere autori della condotta, ma resta comunque necessario il requisito del deposito incontrollato.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 3, n. 30133/2017; Sez. 3, n. 6999/2017; Sez. 1, n. 51610/2018)

    I precedenti chiariscono la distinzione tra deposito incontrollato (natura permanente) e abbandono (natura istantanea con effetti permanenti), i presupposti per configurare il reato e i limiti della cassazione che non puo sostituirsi al giudice di merito. La Corte ha richiamato tali massime per motivare l'inammissibilita del ricorso.

Massime di principio

  • Per il reato di deposito incontrollato e necessario dimostrare un accumulo privo di scopo; il mero deposito finalizzato a un immediato riutilizzo puo escludere il reato se comprovato
  • La qualifica giuridica del materiale come rifiuto non risolve automaticamente la responsabilita penale se il materiale e stato gestito e riutilizzato conformemente e tempestivamente alle indicazioni operative e normative
  • La contrapposizione tra deposito incontrollato e abbandono e rilevante: il primo e permanente e richiede l'omessa rimozione nel termine, il secondo e istantaneo con diversa dinamica di responsabilita
  • In Cassazione non e consentito un sindacato esteso sugli accertamenti di fatto e sulla valutazione probatoria del giudice di merito; il ricorso deve evidenziare specifiche questioni di diritto e violazioni di legge
  • Il ricorso diretto in cassazione non e convertibile in appello: il ricorrente deve scegliere il rimedio processuale adeguato e motivare correttamente le censure di legittimita, altrimenti il gravame e inammissibile

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.