Cassazione Penale, Sentenza n. 35200/2025 del 28/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Vaccaro impugna la sentenza del 12/04/2022 con la quale il Tribunale, in rito abbreviato, lo aveva assolto per particolare tenuità del fatto dal reato di guida in stato di ebbrezza (esito esami alcolemici: 2,01 g/l) dopo un incidente in bici. In appello e poi in Cassazione il ricorrente censura l'accertamento dello stato di ebbrezza per presunta incertezza sull'orario del prelievo ematico (il referto indica ore 13:07 mentre gli operatori richiesero il prelievo alle ore 4:57), sostenendo che non si sarebbe potuto attestare il tasso alcolemico al momento della guida e che sarebbero necessari ulteriori accertamenti indiziari.
La decisione
La Corte ha ritenuto preliminarmente che la "sentenza per particolare tenuità del fatto" sia una sentenza di proscioglimento e che, ai sensi dell'art. 443 c.p.p., l'appello del ricorrente contro tale proscioglimento non era consentito; perciò il gravame è stato trasmesso alla Corte di legittimità. Sulla sostanza, la Corte ha giudicato infondate le doglianze: il giudice di merito ha correttamente valutato gli elementi (dichiarazione del testimone, risultanze del prelievo eseguito nell'immediatezza del ricovero) e la deduzione che il prelievo sia stato effettuato poco dopo il ricovero è un'apprezzabile massima di esperienza non manifestamente illogica. Ne consegue il rigetto del ricorso e la conferma della decisione di primo grado; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Norma che sanziona la guida in stato di ebbrezza; qui è il reato contestato al ricorrente (con specifiche indicazioni di comma/lett.)
Introduce la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte interpreta tale causa come idonea a determinare una sentenza di proscioglimento (non punibilità) e non una semplice estinzione della pena.
art. 530, comma 1, cod. proc. pen.
Prevede che il giudice pronunci sentenza di assoluzione anche quando il reato è commesso da persona non punibile per altra ragione; la Corte usa la norma per collegare la causa di non punibilità alla categoria del proscioglimento.
Regola gli effetti del giudicato penale in sede civile o amministrativa e fa espresso riferimento alla "sentenza di proscioglimento pronunciata per particolare tenuità del fatto", rafforzando l'idea che la pronuncia per tenuità abbia efficacia di proscioglimento.
art. 443, comma 1, cod. proc. pen.
Stabilisce l'inappellabilità delle sentenze di proscioglimento: la Corte conferma che riguarda anche le sentenze per particolare tenuità del fatto, impedendo al ricorrente di proporre appello ordinario contro tale proscioglimento.
art. 568, comma 5, cod. proc. pen.
Regola il comportamento del giudice che riceve un atto di impugnazione errato: deve verificare l'impugnabilità e la volontas impugnationis e, se del caso, trasmettere gli atti al giudice competente. La Corte l'ha applicata alla trasmissione del gravame non consentito.
art. 611, comma 1-ter, cod. proc. pen.
Richiamato per la trattazione orale; la norma regola la trattazione dell'udienza penale (menzionata nell'atto come aggiornata dalla recente normativa).
Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; la Corte lo applica per condannare il ricorrente.
Massime di principio
- Una sentenza di assoluzione pronunziata per "particolare tenuità del fatto" va considerata una sentenza di proscioglimento; contro di essa il ricorso in appello del condannato è in via ordinaria inammissibile ai sensi dell'art. 443 c.p.p.
- Se una parte usa un rimedio di impugnazione non consentito, il giudice che riceve l'atto deve verificare l'impugnabilità e la volontas impugnationis e, se del caso, trasmettere gli atti al giudice competente (art. 568 c.p.p.).
- La valutazione delle prove di fatto (es. l'orario del prelievo ematico e la tempestività dell'accertamento) rientra nella sfera di apprezzamento del giudice di merito e, se non manifestamente illogica o contraddittoria, è difficilmente censurabile in Cassazione.
- In casi di discrepanze apparenti nei referti (es. orario del laboratorio) il giudice può legittimamente usare massime di esperienza e le circostanze di contesto (ricovero d'urgenza, richiesta del prelievo alle ore immediate) per ritenere che il campione sia stato prelevato in prossimità dell'evento; la difesa deve proporre elementi concreti e probanti per contrastare tale ricostruzione.
- La pronuncia di non punibilità per particolare tenuità produce effetti significativi (iscrizione nel casellario, effetti sulla valutazione di future cause di non punibilità), sicché sussiste interesse a impugnare la regolamentazione della fattispecie nelle sedi appropriate, ma i rimedi procedurali sono soggetti a limiti formali.
- Se si contesta un accertamento tecnico (es. tasso alcolemico), è utile documentare con precisione tempi, modalità di custodia e catena di conservazione del campione o richiedere accertamenti supplementari già in sede istruttoria per limitare la discrezionalità del giudice di merito.
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