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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24077/2022 del 22/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Ancona che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione relativa a rimborsi (circa 100.000 euro per il 2005-2006) nel fallimento della societa' Walking up s.r.l., chiedendo la riforma per vizi di motivazione nella determinazione della pena (presunta violazione del divieto di reformatio in peius), la mancata acquisizione di una perizia contabile ritenuta decisiva, contraddittorieta' e insufficienza della valutazione probatoria (anche in ragione del presunto ruolo fittizio dell'imputata e del predominio gestionale del marito e del suocero) e violazione del principio di giudizio oltre ogni ragionevole dubbio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. E' stata confermata la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione (somme imputate a rimborsi in violazione dell'art. 2467 c.c.), e la misura della pena principale di due anni di reclusione stabilita in primo grado (con sospensione condizionale della stessa) rimane confermata. E' stata altresi' valorizzata l'assoluzione/pronuncia di prescrizione sul capo relativo alla bancarotta semplice per ritardata richiesta di fallimento (capo B), ma questa non ha determinato una ulteriore riduzione della pena già fissata al minimo edittale in ragione del bilanciamento delle circostanze attenuanti prevalenti rispetto alla continuazione fallimentare; le pene accessorie erano state rideterminate in appello (ridotte da dieci a due anni) e la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il percorso motivazionale e la valutazione probatoria del giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 2467 cod. civ.

    I rimborsi in conto capitale effettuati dall'ente societario all'amministratore o ai soci violano il criterio di postergazione rispetto agli altri debiti sociali; tali prelievi possono integrare la bancarotta fraudolenta per distrazione quando non costituiscono credito esigibile.

  • art. 219, comma secondo, n.1 legge fallimentare

    La pluralita' di condotte di bancarotta nel medesimo fallimento si considerano autonome e si unificano ai fini sanzionatori secondo la speciale disciplina della continuazione fallimentare, che va bilanciata con le circostanze attenuanti.

  • art. 603 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la richiesta di perizia: la mancata svolgimento di una perizia rimessa alla discrezionalita' del giudice non costituisce automaticamente motivo di annullamento in cassazione se il giudice di merito ha motivato congruamente il rigetto.

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    La cassazione non puo' sindacare la mancata effettuazione di una perizia quando questa sia un mezzo di prova neutro e la cui omissione rientra nella valutazione discrezionale del giudice di merito.

  • art. 495, comma 2 cod. proc. pen.

    Si riferisce alle prove a discarico con carattere di decisivita'; la perizia, essendo mezzo neutro, non rientra in tale nozione secondo la giurisprudenza citata.

  • art. 597, comma quarto, cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa in ordine al divieto di reformatio in peius: la Corte chiarisce pero' che la conferma della pena non e' contraria al divieto quando la quantificazione era gia' ancorata al minimo edittale dopo il bilanciamento delle circostanze.

  • art. 216, ultimo comma, legge fallimentare

    Riferimento alle pene accessorie previste in materia fallimentare: la Corte ha ritenuto legittima la riduzione delle pene accessorie operata in appello.

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla disciplina della continuazione: la continuazione ordinaria e' derogata dalla disciplina speciale della continuazione fallimentare, che va valutata insieme alle attenuanti.

  • art. 27 Cost.

    Principio della presunzione di innocenza e del giudizio oltre ogni ragionevole dubbio: la Corte ha ritenuto che l'eccezione della difesa fosse generica e non adeguatamente contestualizzata ai fatti.

Massime di principio

  • La richiesta di perizia contabile rimessa alla discrezionalita' del giudice di merito non e' automaticamente motivo di annullamento in Cassazione; serve che il rigetto sia logicamente e congruamente motivato.
  • La qualifica giuridica del prelievo (rimborsi in conto capitale vs. rimborso di mutui soci) e' decisiva: i rimborsi in conto capitale possono integrare bancarotta fraudolenta per distrazione se non costituiscono credito esigibile, mentre i rimborsi a titolo di mutuo possono configurare bancarotta preferenziale.
  • La continuita' fallimentare prevista dalla legge fallimentare ha una disciplina peculiare: le plurime condotte mantengono autonomia e vengono unificate ai fini sanzionatori, ma l'aggravante cosi' derivante va bilanciata con le attenuanti nella determinazione della pena.
  • Se la pena e' stata gia' determinata al minimo edittale in virtù del bilanciamento di attenuanti prevalenti, l'assoluzione o la prescrizione di uno dei capi rientranti nella stessa continuazione non determina necessariamente una riduzione addizionale della pena.
  • L'attacco al principio 'oltre ogni ragionevole dubbio' deve essere specifico e contestualizzato: deduzioni generiche non superano il controllo di legittimita' se il giudice di merito ha fornito motivazioni coerenti e univoche sulle evidenze.

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