Cassazione Penale, Sentenza n. 23973/2022 del 22/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di condanna per il reato di detenzione illegale di un fucile calibro 12 (artt. 2 e 7 legge n. 895/1967). Il ricorrente deduce: 1) vizio di motivazione e errata ricostruzione dei fatti rispetto alla mancata dimostrazione della "disponibilità" dell'arma (sostiene che l'arma era rimasta nell'armadio sin dopo la morte del padre e che la denuncia originaria era stata effettuata dal padre); 2) errata applicazione dell'art. 131‑bis cod. pen., lamentando che la riduzione della pena per la circostanza attenuante speciale (art. 5 legge 895/1967) è stata limitata a un solo giorno e ciò rende inapplicabile la causa di non punibilità vanificando la ratio della norma; 3) questione di legittimità costituzionale dell'art. 131‑bis cod. pen. rispetto agli artt. 3, 13, 25 e 27 Cost., per la mancata estensione dell'istituto all'ipotesi attenuata di cui all'art. 5 legge 895/1967. È stata inoltre chiesta la sospensione del procedimento in attesa dell'attuazione della legge delega n.134/2021.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto congrua la motivazione dei giudici di merito: la disponibilità dell'arma è stata desunta dalla sua ubicazione nell'abitazione e dalla indicazione del luogo agli operanti, rafforzata dal fatto che l'imputato era possessore di altre armi regolarmente denunciate (che supporta la conoscenza dell'obbligo di denuncia). Quanto all'art. 131‑bis, la Corte ha stabilito che la riduzione della pena in astratto per effetto della circostanza speciale può essere limitata a un giorno (giurisprudenza consolidata), così che il massimale di pena rimane superiore a cinque anni e la causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile. La censura di incostituzionalità è respinta: la scelta del legislatore di porre un limite edittale è una opzione normativa non irragionevole. È stata respinta anche la richiesta di sospensione del procedimento in attesa dei decreti attuativi della legge delega n.134/2021. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
legge n. 895 del 1967
Gli artt. 2 e 7 puniscono la detenzione illegale di armi; l'art. 5 è una circostanza attenuante ad effetto speciale che riduce la pena (fino a due terzi) ma, secondo la Corte e giurisprudenza, il computo astratto della riduzione può considerare anche una diminuzione minima (un giorno) ai fini del calcolo del limite edittale per l'accesso alla causa di non punibilità
codice penale
La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede che la pena massima edittale sia non superiore a cinque anni. Ai fini dell'applicabilità l'abbattimento di pena derivante da circostanze speciali va valutato in termini astratti e, secondo precedenti, può ridursi anche di un giorno; se il massimo resta superiore a cinque anni, l'istituto non si applica
Costituzione della Repubblica Italiana
Citate nella questione di costituzionalità; la Corte ha ritenuto che l'eventuale disparità di trattamento determinata dal limite edittale dell'art. 131‑bis rientri nella discrezionalità del legislatore e non costituisca violazione dei principi costituzionali invocati
legge delega n. 134 del 2021
Richiamata dal ricorrente come possibile fonte futura di ampliamento dei criteri di accesso all'art. 131‑bis; la Corte osserva che la delega non ha vigore immediato e i decreti attuativi necessari non sono certi, quindi non può sospendersi il giudizio in attesa della loro emanazione
giurisprudenza della Cassazione
Sez. III, n. 35591 del 11.5.2016 (rv 267647)
Precedente citato per il principio che, ai fini del computo astratto della pena massima dopo l'applicazione di una circostanza attenuante speciale, l'abbattimento può essere valutato anche al minimo (un giorno), con conseguente esclusione dell'applicabilità dell'art. 131‑bis quando il massimale resta superiore a cinque anni
Massime di principio
- La "disponibilità" di un'arma può essere provata anche tramite elementi di fatto come la collocazione nell'abitazione, l'accesso indicato agli operanti e il rapporto di fatto con l'oggetto; la mera eredità non esclude automaticamente la responsabilità se risultano indicatori di controllo effettivo
- Il giudice valuta la sussistenza del dolo generico sulla base di indicatori fattuali complessivi (possessione di altre armi, conoscenza degli obblighi di denuncia, comportamento del soggetto al momento del rinvenimento)
- Ai fini dell'applicazione dell'art. 131‑bis cod. pen. occorre verificare il massimale di pena 'in astratto' dopo le riduzioni previste: l'abbattimento derivante da circostanze speciali può essere calcolato al minimo e non sempre conduce all'abbattimento necessario a rientrare sotto il limite dei cinque anni
- Le impugnazioni fondate su rinnovata valutazione del merito dei fatti (c.d. vizio di fatto) sono spesso inammissibili in Cassazione se mirano a una rivalutazione probatoria già compiuta dai giudici di merito
- La mera esistenza di una legge delega o di futuri decreti attuativi non impedisce l'esercizio della giurisdizione: non è sufficiente per ottenere la sospensione del processo l'attesa di eventuali interventi legislativi non ancora entrati in vigore
- Per difendersi efficacemente in casi analoghi è utile produrre elementi concreti che escludano il controllo materiale dell'arma (testimonianze, documentazione sulla custodia da parte di terzi, prove di impossibilità di accesso) e argomentare in modo preciso il calcolo edittale con riferimento alle riduzioni di pena applicate
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