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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28378/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

L'ente locale aveva emesso avvisi di intimazione e messa in mora per il COSAP relativo ad alcuni anni, chiedendo alla società concessionaria il canone per l'occupazione del soprassuolo comunale mediante cavalcavia autostradali. La società aveva contestato davanti al tribunale e poi in appello la debenza del canone, sostenendo in via principale che mancassero i presupposti applicativi del COSAP perché l'occupazione sarebbe riconducibile alla pianificazione statale della rete autostradale e, comunque, non sarebbe configurabile un potere concessorio del comune su infrastrutture autostradali già disciplinate da leggi speciali. In subordine, la società invocava l'esenzione o riduzione prevista dal regolamento comunale per le occupazioni realizzate per finalità istituzionali, sostenendo che l'occupazione fosse in realtà riferibile allo Stato e non a una gestione imprenditoriale autonoma del concessionario. Con il ricorso per cassazione denunciava violazione e falsa applicazione dell'art. 63 d.lgs. 446/1997, del regolamento COSAP comunale e delle leggi speciali in materia di autostrade, nonché, in subordine, dell'art. 27 del regolamento comunale sulla riduzione del canone. Invocava anche, in sostanza, un contrasto con il diritto UE e chiedeva la rimessione in pubblica udienza, oltre a sostenere la distinzione tra esclusione ed esenzione dal canone.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata l'istanza di rimessione in pubblica udienza e ha confermato la sentenza di merito che aveva riconosciuto la debenza del COSAP. Secondo la Corte, l'occupazione del soprassuolo comunale da parte dei pontoni/autostradali integra il presupposto del canone quando è realizzata di fatto dalla società concessionaria che gestisce l'infrastruttura e trae utilità economica dall'occupazione, anche se l'opera è di proprietà demaniale e anche se la concessione scadrà con ritorno della gestione allo Stato. È stato ribadito che l'esenzione prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato è norma di stretta interpretazione e non si estende alla società concessionaria, la quale agisce in autonomia imprenditoriale e non quale mero sostituto dello Stato. La Corte ha inoltre escluso che le norme anteriori sulla costruzione delle autostrade eliminino il potere impositivo degli enti locali dopo l'entrata in vigore della disciplina sul COSAP, e ha respinto anche la prospettata violazione del principio di non discriminazione e la tesi secondo cui nella specie vi sarebbe un'esclusione dal tributo anziché un'esenzione. Il ricorso è stato quindi respinto con conferma integrale della pretesa del comune.

Norme richiamate

  • art. 375 c.p.c.

    non ricorrevano i presupposti di particolare rilevanza per la trattazione in pubblica udienza

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    parametro formale di deduzione dei motivi per violazione di legge

  • art. 63, comma 1, d.lgs. n. 446/1997

    consente ai comuni di istituire il COSAP per l'occupazione di strade, aree e relativi spazi soprastanti o sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile

  • art. 52 d.lgs. n. 446/1997

    richiamato quale base regolamentare dell'istituzione del canone da parte dell'ente locale

  • art. 38 d.lgs. n. 507/1993

    soggette a tassa le occupazioni di qualsiasi natura, anche senza titolo, su beni del demanio o patrimonio indisponibile comunale o provinciale, comprese quelle soprastanti il suolo pubblico

  • art. 39 d.lgs. n. 507/1993

    individua come soggetto passivo il titolare dell'atto di concessione o autorizzazione e, in mancanza, l'occupante di fatto, anche abusivo

  • art. 49 d.lgs. n. 507/1993

    prevede un'esenzione espressa per le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni e dalle province, da interpretare restrittivamente

  • art. 27 regolamento COSAP del Comune di Isola del Cantone

    invocato per la riduzione dell'80% per occupazioni con finalità istituzionali, ma ritenuto non applicabile al caso di specie

  • art. 11 regolamento comunale

    richiamato dalla ricorrente per sostenere l'irrilevanza del potere di rimozione del comune, ma ritenuto non decisivo

  • art. 267 TFUE

    richiamato dalla ricorrente in via subordinata per prospettare un rinvio pregiudiziale, ma la Corte non ha ritenuto necessario attivarlo

  • art. 106, comma 2, TFUE

    richiamato dalla Corte per ribadire che le imprese incaricate di servizi di interesse economico generale restano soggette alle regole dei trattati nei limiti compatibili con la missione affidata

  • art. 822 c.c.

    le strade e autostrade sono demaniali se appartenenti allo Stato; la proprietà statale delle opere non comporta automaticamente il trasferimento delle strade sottostanti all'ente statale

Massime di principio

  • Il COSAP è dovuto quando vi sia occupazione, anche di fatto o abusiva, di spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dell'ente locale; il titolo concessorio non è necessario per integrare il presupposto del canone se l'occupazione è in concreto realizzata.
  • L'esenzione prevista per le occupazioni effettuate dallo Stato o da altri enti pubblici è norma eccezionale e va interpretata restrittivamente: non si estende alla società concessionaria che gestisce e sfrutta economicamente l'opera pubblica.
  • Ai fini dell'obbligazione COSAP rileva la concreta occupazione dello spazio pubblico e l'utilità particolare che ne ricava l'occupante, non la sola proprietà pubblica dell'infrastruttura sovrastante né il futuro ritorno della gestione allo Stato.
  • La disciplina speciale sulla costruzione della rete autostradale non esclude l'applicazione della successiva normativa di finanza locale che ha istituito il COSAP sugli spazi pubblici appartenenti all'ente locale.
  • La distinzione tra esclusione ed esenzione tributaria è decisiva: l'esenzione opera quando il legislatore sottrae espressamente all'imposta un fatto che altrimenti rientrerebbe nel presupposto, mentre l'esclusione riguarda fatti già estranei alla fattispecie imponibile.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioSpese di lite
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàBuona fede e correttezza

Testo integrale

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