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Sentenza

Sentenza del 09/10/2019 n. 25258 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

I contribuenti hanno contestato l’avviso di rettifica e liquidazione con cui l’Agenzia delle Entrate aveva elevato il valore dichiarato per la compravendita di un terreno sito in Napoli, località Pianura, da 73.000 euro a 897.000 euro, richiedendo complessivamente 90.640 euro per imposte di registro, ipotecaria e catastale. In Cassazione hanno dedotto, da un lato, l’insufficienza della motivazione dell’avviso, sostenendo che non fossero verificabili le offerte immobiliari tratte da siti internet e riviste specializzate e che non fosse stata adeguatamente considerata la situazione di degrado della zona; dall’altro, la violazione dell’onere della prova, ritenendo che spettasse all’Amministrazione dimostrare concretamente l’attendibilità dei dati utilizzati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto inammissibile per difetto di specificità, poiché il ricorrente non aveva trascritto l’avviso di rettifica né indicato dove fosse reperibile nel fascicolo; in ogni caso, è stato giudicato infondato, perché la stima allegata all’avviso descriveva i terreni, le particelle catastali, le caratteristiche della zona e il procedimento sintetico-comparativo utilizzato. La motivazione dell’avviso è stata quindi considerata sufficiente, anche mediante rinvio alla stima dell’Agenzia del Territorio, poiché idonea a consentire l’esercizio del diritto di difesa. Il secondo motivo è stato respinto perché la CTR non aveva invertito l’onere della prova, ma aveva valutato come attendibili e congruenti gli elementi forniti dall’Amministrazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 7.200 euro oltre accessori, nonché al versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 51

    Per valore si intende il valore venale in comune commercio; l’Ufficio può tener conto di trasferimenti relativi allo stesso immobile o a immobili simili, del reddito capitalizzato e di ogni altro elemento di valutazione.

    La determinazione del valore imponibile di un immobile può basarsi su comparazioni con beni simili, dati di mercato, redditività e altri elementi oggettivi, purché il criterio adottato sia identificabile.

  • D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, art. 52, comma 2-bis

    La motivazione dell’atto deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche; se richiama un altro atto non conosciuto dal contribuente, questo deve essere allegato oppure deve esserne riprodotto il contenuto essenziale.

    L’avviso è adeguatamente motivato quando consente al contribuente di comprendere la pretesa fiscale, i criteri di calcolo e gli elementi essenziali utilizzati, anche tramite motivazione per relationem.

  • Art. 2697 del codice civile

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    L’Amministrazione deve provare i fatti costitutivi della pretesa tributaria, ma il giudice può valutare liberamente l’attendibilità degli elementi prodotti; tale valutazione non è normalmente riesaminabile in Cassazione.

  • Art. 366, comma 1, n. 5, del codice di procedura civile

    Requisiti di specificità del ricorso per Cassazione.

    Chi denuncia l’insufficienza o l’erroneità di un atto deve riprodurne il contenuto rilevante e indicarne la precisa collocazione processuale; in mancanza, il motivo può essere dichiarato inammissibile.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, del codice di procedura civile

    Limiti del sindacato della Corte di Cassazione sulla motivazione e sull’omesso esame di fatti decisivi.

    La Cassazione non rivaluta liberamente le prove né sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito, salvo i limitati casi previsti dalla legge.

  • Art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    Ulteriore importo pari a quello dovuto per il ricorso, in caso di rigetto o inammissibilità.

    Il rigetto del ricorso comporta, quando ne ricorrono i presupposti, l’obbligo di versare un ulteriore contributo unificato di importo pari a quello originario.

Massime di principio

  • Un avviso di rettifica del valore immobiliare è normalmente sufficiente se indica il valore attribuito, il criterio estimativo utilizzato e gli elementi essenziali che permettono al contribuente di comprendere e contestare la pretesa.
  • La motivazione può rinviare a una perizia o a un’indagine di mercato allegata all’avviso; se l’atto richiamato non è allegato, l’avviso deve riprodurne almeno il contenuto essenziale.
  • Per contestare efficacemente una stima comparativa non basta evidenziare genericamente il degrado della zona o la diversa situazione dell’immobile: occorre produrre elementi concreti, come perizie, valori di immobili realmente comparabili, caratteristiche urbanistiche, vincoli, condizioni di mercato e documentazione tecnica.
  • L’Amministrazione deve dimostrare i fatti fondativi della maggiore imposta, ma una volta fornita una stima motivata e coerente il giudice di merito può ritenerla attendibile; la relativa valutazione è difficilmente censurabile in Cassazione.
  • Nel ricorso per Cassazione è essenziale trascrivere o localizzare con precisione gli atti e i documenti su cui si fondano le censure; il mancato rispetto di tali requisiti può comportare l’inammissibilità del motivo prima ancora del suo esame nel merito.

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