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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17907/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dalla notifica, da parte del Comune, di un avviso di pagamento/accertamento IMU per l'anno 2013 relativo a immobili ricompresi nel patrimonio di un fondo comune di investimento chiuso, gestito dalla società ricorrente. La società aveva impugnato l'atto sostenendo di non essere proprietaria degli immobili e quindi di non essere soggetto passivo IMU, poiché, a suo dire, il fondo avrebbe autonoma soggettività giuridica o comunque sarebbe il centro di imputazione del rapporto tributario; la SGR sarebbe solo gestore e titolare di meri obblighi formali. In cassazione la società deduceva violazione e falsa applicazione dell'art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011, dell'art. 36 TUF e dell'art. 53 Cost., contestando che la CTR avesse attribuito alla SGR la soggettività passiva IMU in ragione della gestione degli immobili del fondo e dell'intestazione catastale in capo ad essa. Sosteneva inoltre che la soluzione violasse il principio di capacità contributiva, soprattutto in caso di sostituzione della SGR o di liquidazione del fondo, e richiamava argomenti tratti da prassi, giurisprudenza amministrativa e disciplina di settore per affermare la sostanziale titolarità del fondo o dei quotisti.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso e ha confermato la decisione della CTR che aveva riconosciuto la soggettività passiva IMU della società di gestione per gli immobili del fondo nell'annualità 2013. Ha ribadito l'orientamento consolidato secondo cui il fondo comune di investimento non ha autonoma soggettività giuridica e i beni del fondo, pur costituendo patrimonio autonomo e separato, sono formalmente riconducibili alla SGR che li gestisce; di conseguenza, per l'IMU il soggetto passivo è la SGR intestataria catastale nel periodo d'imposta. La Corte ha escluso che fossero decisive le argomentazioni sul subentro di altra SGR, sulla liquidazione del fondo, sulla disciplina IVA o sulle dedotte incompatibilità con l'art. 53 Cost., ritenendo che tali elementi non scalfissero la regola applicata alla fattispecie. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e al pagamento delle ulteriori somme ex art. 96 c.p.c. e del contributo unificato aggiuntivo.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, d.lgs. 23/2011

    Per l'IMU il presupposto soggettivo è collegato alla titolarità del diritto reale sull'immobile e al relativo possesso nell'anno di imposta; la SGR intestataria catastale risulta soggetto passivo per il periodo di riferimento.

  • art. 36 TUF

    Il fondo comune di investimento è un patrimonio autonomo gestito dalla SGR, che opera nell'interesse dei partecipanti e assume obblighi e responsabilità del mandatario; la disciplina non attribuisce al fondo una autonoma soggettività giuridica.

  • art. 53 Cost.

    La Corte esclude la violazione del principio di capacità contributiva, ritenendo che l'obbligazione IMU si radichi nella titolarità formale e nella riconducibilità del patrimonio separato alla SGR nel periodo di gestione.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Richiamato per la trattazione camerale e la definizione accelerata del ricorso in presenza di principi già consolidati.

  • art. 380-bis, comma 2, c.p.c.

    La parte ricorrente ha chiesto la decisione del giudizio nonostante la proposta di definizione accelerata.

  • art. 380-bis-1 c.p.c.

    Richiamato in relazione al deposito delle memorie delle parti nel procedimento camerale.

  • art. 96, comma 3, c.p.c.

    Applicato per la condanna della ricorrente al pagamento di una somma ulteriore in favore del controricorrente.

  • art. 96, comma 4, c.p.c.

    Applicato per la condanna della ricorrente al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Richiamato per il raddoppio dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Il fondo comune di investimento, pur essendo un patrimonio autonomo e segregato, non è un soggetto giuridico distinto: gli atti e gli obblighi riferiti al patrimonio del fondo si imputano alla società di gestione che lo amministra.
  • Ai fini IMU il soggetto passivo va individuato in relazione alla titolarità formale del bene immobile e al possesso riferibile al periodo d'imposta, non alla sola sostanza economica dell'investimento o alla posizione dei partecipanti al fondo.
  • La distinzione tra diversi tributi impedisce di trasporre automaticamente principi affermati in tema di IVA alla disciplina IMU, poiché i rispettivi presupposti impositivi sono strutturalmente diversi.
  • La segregazione patrimoniale del fondo limita l'aggressione dei creditori, ma non elimina il nesso di imputazione formale al gestore ai fini degli adempimenti fiscali e della soggettività passiva tributaria.
  • La sostituzione della società di gestione o la successiva liquidazione del fondo non incidono, di per sé, sull'obbligazione tributaria già maturata nel periodo in cui la SGR era intestataria degli immobili.
  • L'eventuale impossibilità di soddisfazione sul patrimonio del fondo non è opponibile all'amministrazione finanziaria per escludere il debito tributario della società di gestione.

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