Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31233/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione per il periodo dall'8/11/2014 al 24/2/2017 in esecuzione di un ordine di esecuzione emesso sulla base di sentenza contumaciale di condanna (Tribunale di Lucca, 17/7/2013). Ha dedotto la nullità dell'ordine di esecuzione per mancata conoscenza del processo, anche per la mancata conoscenza della lingua italiana, e ha giustificato la propria irreperibilità con la precarietà dell'ubicazione del domicilio (ospitalità a turno da connazionali). Contestava inoltre che la sua mera presenza sul luogo non integrasse compartecipazione e censurava l'argomento sulla tardività della richiesta di declaratoria di nullità, sostenendo che l'iniziativa era discrezionale del difensore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto congrua e logica la motivazione della Corte d'appello di Firenze che aveva escluso l'indennizzo in quanto l'odierno ricorrente aveva tenuto due condotte gravemente colpose: (1) una condotta sul luogo del fatto, che, pur non determinando la condanna definitiva, era risultata rilevante e idonea a far ritenere la sua contiguità con l'autore materiale e a formare il convincimento delle autorità sulla necessità della custodia; (2) l'omessa comunicazione delle variazioni del domicilio abituale, obbligo previsto dall'art.6, comma 8, D.Lgs. 286/1998, che aveva inciso sulla sua reperibilità e quindi sulla durata della detenzione. Sul piano giuridico la Corte ha richiamato la consolidata giurisprudenza secondo cui l'indennizzo è escluso se la privazione della libertà è stata causata o concorsa a essere causata dal dolo o da colpa grave del richiedente. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento; non è stata disposta la rifusione delle spese a carico del Ministero a motivo della genericità della memoria prodotta dallo stesso ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Disciplina il diritto all'equa riparazione per ingiusta detenzione e prevede l'esclusione del diritto quando l'interessato ha dato causa, per dolo o per colpa grave, all'instaurazione o al mantenimento della custodia cautelare; il giudice deve accertare d'ufficio l'assenza di tale causa.

  • art. 43 cod. pen.

    Definisce la nozione di colpa (imprudenza, negligenza, imperizia) utilizzata quale parametro per valutare la 'colpa grave' ostativa al riconoscimento dell'indennizzo.

  • art. 6, comma 8, D.Lgs. 286/1998

    Prevede l'obbligo per gli stranieri di comunicare al Questore le variazioni del domicilio abituale entro 15 giorni; l'omissione di tale comunicazione può integrare una condotta colposa con incidenza sulla reperibilità e sulla durata della detenzione.

  • art. 173, co. 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in materia di contenuto motivazionale dei ricorsi e dei limiti della loro esposizione; qui richiamata per delimitare l'ambito motivazionale del motivo di ricorso esaminato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. Unite e Sez.4) - es. Sez. Unite n. 43/1995; n. 32383/2010; n. 51779/2013; n. 57203/2017; n. 44978/2021

    Principi consolidati secondo cui: la condotta dolosa o la colpa grave dell'interessato escludono l'indennizzo; la nozione di dolo comprende anche condotte consapevoli che creano allarme sociale; il giudice della riparazione deve valutare condotte anteriori e successive alla sottoposizione alla misura; il diritto alla riparazione è comunque riconoscibile anche quando l'ingiustizia derivi da illegittimità dell'ordine di esecuzione, purché non imputabile a dolo o colpa grave del detenuto.

Massime di principio

  • Il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione è escluso quando il detenuto ha concorso, con dolo o colpa grave, all'instaurazione o al mantenimento della custodia: non è necessario che il comportamento abbia determinato la condanna, basta che abbia inciso sulla percezione delle autorità e sulla decisione coercitiva.
  • L'omessa comunicazione del domicilio da parte di uno straniero (art.6 comma 8 D.Lgs. 286/1998) può integrarne la responsabilità per colpa grave se detta omissione ha inciso sulla reperibilità e sulla durata della detenzione.
  • La mera presenza sul luogo del reato può non essere neutra: comportamenti percepibili come indicativi di contiguità con l'autore possono integrare colpa grave ai fini dell'esclusione dell'indennizzo.
  • La tempestività della contestazione dell'ordine di esecuzione è rilevante ma non esclusiva: il giudice valuta complessivamente antecedenti e successivi alla misura per accertare l'eventuale incidenza di dolo o colpa grave.
  • Il giudice della riparazione deve accertare d'ufficio l'assenza di condotte dolose o gravemente colpose; spetta al richiedente dimostrare (o rendere non credibile) gli elementi che sarebbero idonei a ritenere la sua responsabilità.
  • In casi simili è utile documentare la propria reperibilità alternativa (es. permesso di soggiorno, partita IVA, contatti in questura) e fornire prove concrete delle ragioni che hanno impedito la comunicazione del domicilio, oltre a ricostruire dettagliatamente il proprio comportamento nel luogo dei fatti per escludere ogni percezione di contiguità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.