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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16952/2021 del 16/06/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La controversia verteva su: (i) la qualificazione ai fini IVA delle prestazioni di servizi rese nell'ambito della raccolta delle giocate (se esenti come operazioni relative alla raccolta delle giocate o imponibili se costituenti servizi diversi); (ii) la deducibilità immediata di contributi/convenzioni erogati agli esercenti (contestata dall'Ufficio come costi pluriennali e non deducibili per intero nell'esercizio di sostenimento); (iii) l'omessa regolarizzazione delle fatture e le relative sanzioni (obbligo di regolarizzazione ai sensi dell'art. 6, comma 8, d.lgs. 471/1997) e profili relativi alle sanzioni IRAP.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso principale della R.B. Videogames e ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito in via di principio che l'esenzione IVA prevista per le operazioni "relative alla raccolta delle giocate" (art. 10, n.6, d.P.R. 633/1972 e successive modifiche) si applica solo alle operazioni di raccolta poste in essere nell'ambito della riserva/statuto concessorio (ossia tra concessionario e i soggetti cui il concessionario incarica direttamente la raccolta: gestori/esercizi incaricati) e non può essere estesa a prestazioni rese da soggetti che non agiscono direttamente su incarico del concessionario. Di conseguenza, le prestazioni contestate (rese da esercenti nell'ambito dei rapporti tra esercente e gestore) non rientrano nell'esenzione e sono soggette ad IVA. Inoltre la Corte ha confermato che i costi pluriennali non sono deducibili per intero nell'esercizio di sostenimento ma devono essere ripartiti in relazione alla durata dell'utilità; ha altresì ritenuto applicabile l'obbligo di regolarizzazione delle fatture e le relative sanzioni per la mancata emissione del documento. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • T.U. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 108, terzo comma

    Le spese relative a più esercizi, diverse da quelle per studi e ricerche, pubblicità e rappresentanza, sono deducibili nel limite della quota imputabile a ciascun esercizio...

    Le spese pluriennali non possono essere dedotte per intero nell'anno di sostenimento; la ripartizione deve riflettere la durata dell'utilità e richiedere l'indicazione dei criteri adottati

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, primo comma, n. 6

    Sono esenti dall'i.v.a. "le operazioni relative all'esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici ... ivi comprese le operazioni relative alla raccolta delle giocate"

    L'esenzione va interpretata restrittivamente e, secondo la Corte, riguarda solo le operazioni di raccolta svolte nell'ambito della riserva gestoria/statutaria (concessionario e soggetti da questi direttamente incaricati)

  • Legge 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 497

    Ha esteso l'esenzione alla raccolta delle giocate con gli apparecchi di cui all'art. 110, sesto comma, T.U.L.P.S., anche ai rapporti tra i concessionari e i terzi incaricati della raccolta

    Ha ampliato il perimetro di esenzione ma la Corte interpreta tale ampliamento come riconducibile ai rapporti in cui il terzo opera per incarico diretto del concessionario

  • d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 6, ottavo comma

    Disciplina l'obbligo di regolarizzazione delle fatture e le relative conseguenze sanzionatorie

    La mancata emissione della fattura costituisce irregolarità formale che obbliga il cessionario/committente alla regolarizzazione; tale obbligo non comporta un controllo sostanziale sulla qualificazione fiscale dell'operazione

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 12

    Le altre cessioni o prestazioni accessorie ad una cessione di beni o ad una prestazione di servizi ... non sono soggette autonomamente all'imposta nei rapporti fra le parti dell'operazione principale

    L'applicazione della disciplina della prestazione principale alle prestazioni accessorie presuppone che entrambe siano dirette allo stesso destinatario; se i beneficiari sono diversi la regola non opera

  • R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.), art. 110, sesto comma

    Apparecchi per il gioco lecito che consentono vincite in denaro (gestione riservata allo Stato e affidata a concessionari)

    La riserva statale e la struttura concessoria sono rilevanti per delimitare chi può effettivamente svolgere l'attività di raccolta delle giocate ai fini dell'esenzione IVA

  • Direttiva 77/388/CEE (sesta direttiva), art. 13 parte B, lett. f)

    "gli Stati membri esonerano le scommesse, le lotterie e altri giochi d'azzardo con poste di denaro, salvo condizioni e limiti stabiliti da ciascuno Stato membro"

    La normativa UE consente l'esenzione ma lascia agli Stati margini per definire condizioni/limiti; l'esenzione va interpretata restrittivamente

  • d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, primo comma

    Il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio deve emettere fattura

    Mancata emissione di fattura verso il destinatario rileva come irregolarità formale e attiva l'obbligo di regolarizzazione

Massime di principio

  • L'esenzione IVA per le operazioni "relative alla raccolta delle giocate" si applica solo se la raccolta è svolta nell'ambito della riserva gestionale/statutoria (concessionario o soggetti da questi direttamente incaricati); prestazioni rese da soggetti non direttamente incaricati sono imponibili.
  • La qualificazione di una prestazione come "accessoria" e quindi assoggettata allo stesso regime della prestazione principale richiede che entrambi i servizi abbiano lo stesso destinatario; se i beneficiari sono diversi non opera l'automatismo dell'accessorietà.
  • I costi che producono utilità pluriennale (diversi da pubblicità/ricerca/rappresentanza) vanno ripartiti con criteri che riflettano la durata dell'utilità e non possono essere dedotti integralmente nell'esercizio di sostenimento.
  • La mancata emissione della fattura costituisce una irregolarità formale che impone l'obbligo di regolarizzazione a carico del cessionario/committente e può dar luogo a sanzioni; l'obbligo di regolarizzazione non obbliga il regolarizzante a svolgere un controllo sostanziale sulla qualificazione fiscale dell'operazione.
  • In contenziosi analoghi è essenziale verificare chi è il soggetto effettivamente incaricato della raccolta delle giocate (concessionario, gestore, esercente) perché da ciò dipende l'applicabilità dell'esenzione IVA.
  • La giurisprudenza e la normativa UE richiedono un'interpretazione restrittiva delle esenzioni in materia di gioco d'azzardo: gli Stati hanno margine discrezionale nel delimitarne l'ambito.

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