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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16953/2021 del 16/06/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa all'assoggettamento a IVA di prestazioni rese agli esercenti presso i quali erano installate apparecchiature da gioco di cui all'art.110, sesto comma, T.U.L.P.S.: l'Amministrazione contestava l'omessa regolarizzazione di fatture per servizi non documentati, ritenendo che le prestazioni rese dagli esercenti fossero riconducibili alla "raccolta delle giocate" e dunque esenti da IVA; la resistente sosteneva invece che tali prestazioni rientrassero nell'esenzione prevista per la raccolta delle giocate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo dell'Agenzia, ritenendo che l'esenzione IVA per la "raccolta delle giocate" si applica solo alle operazioni svolte nell'ambito della riserva statale della gestione del gioco, cioè nei rapporti fra il concessionario e i soggetti da questi incaricati (concessionario <> gestore/esercente incaricato). Le attività svolte da esercenti non direttamente incaricati dal concessionario non possono essere qualificate come raccolta delle giocate ai fini dell'esenzione e, pertanto, devono essere assoggettate a IVA. La sentenza della Commissione tributaria regionale è stata cassata; la Corte ha deciso nel merito e ha respinto il ricorso originario della resistente (ossia l'originario ricorso per l'annullamento dell'avviso), con integrale compensazione delle spese di giudizio.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 10, comma 1, n. 6

    "le operazioni relative all'esercizio del lotto, delle lotterie nazionali, dei giochi di abilita' e dei concorsi pronostici riservati allo Stato ... ivi comprese le operazioni relative alla raccolta delle giocate"

    La Corte ha ritenuto che l'esenzione riguarda le operazioni relative alla raccolta delle giocate, ma solo se effettuate nell'ambito della riserva statale tramite i concessionari o i soggetti direttamente incaricati da questi ultimi.

  • Legge 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 497

    Ha esteso l'esenzione alla raccolta delle giocate con gli apparecchi di cui all'art.110, sesto comma, T.U.L.P.S., ma la Corte interpreta tale estensione come limitata ai rapporti in cui il concessionario affida direttamente la raccolta a gestori o esercenti incaricati.

  • T.U.L.P.S. (r.d. n. 773/1931), art. 110, sesto comma

    Individua gli apparecchi per il gioco lecito che consentono vincite in denaro e delimita la riserva statale della gestione telematica del gioco, elemento fondamentale per riconoscere l'agevolazione IVA solo nei rapporti collegati alla rete concessa dallo Stato.

  • Direttiva 77/388/CEE (6ª direttiva), art. 13, parte B, lett. f)

    "le scommesse, le lotterie e altri giochi d'azzardo con poste di denaro, salvo condizioni e limiti stabiliti da ciascuno Stato membro"

    La Corte richiama che l'esenzione comunitaria va interpretata restrittivamente e che gli Stati membri hanno margine discrezionale nel definire condizioni e limiti dell'esenzione; ciò legittima una limitazione nazionale come quella operata dalla legge italiana.

  • Direttiva 2006/112/CE, art. 135

    Richiama il quadro comunitario sull'esenzione di talune operazioni relative ai giochi d'azzardo; la Corte usa tale quadro per confermare che gli Stati possono circoscrivere l'ambito applicativo dell'esenzione.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 12

    L'art.12 sulle prestazioni accessorie non è applicabile per estendere l'esenzione: la presunta prestazione accessoria (es. messa a disposizione dei locali) ha destinatario diverso dalla prestazione principale (la raccolta svolta dal concessionario), perciò non eredita il regime fiscale della principale.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, art. 6, ottavo comma

    Normativa richiamata in tema di sanzioni e regolarizzazione; citata in relazione al contesto sanzionatorio per omessa regolarizzazione delle fatture.

Massime di principio

  • L'esenzione IVA per la "raccolta delle giocate" si applica solo se la raccolta è effettuata nell'ambito della riserva statale del gioco, cioè dal concessionario della rete o da soggetti direttamente incaricati da tale concessionario; occorre dimostrare l'affidamento diretto da parte del concessionario.
  • Le attività svolte dall'esercente (messa a disposizione dei locali, vigilanza sulle macchine, informativa agli utenti, attività ausiliarie) sono in genere prestazioni autonome e soggette a IVA se non risultano espressamente riconducibili all'attività di raccolta affidata dal concessionario.
  • La qualificazione di una prestazione come accessoria ai fini dell'esenzione richiede che sia rivolta allo stesso destinatario della prestazione principale; se beneficiari diversi, non si applica il regime della principale.
  • In presenza di una catena contrattuale (concessionario -> gestore -> esercenti), è fondamentale documentare il rapporto di incarico diretto dal concessionario al soggetto che materialmente svolge la raccolta per poter invocare l'esenzione.
  • La normativa europea consente agli Stati un ampio margine nel determinare condizioni e limiti dell'esenzione per i giochi d'azzardo; dunque gli orientamenti nazionali restrittivi in materia possono essere conformi al diritto UE.
  • Per casi simili, verificare contratti, autorizzazioni e disposizioni di affidamento della raccolta: l'assenza di un mandato o incarico diretto dal concessionario aumenta il rischio di qualificazione delle prestazioni come imponibili ai fini IVA.
  • Se la posizione fattuale è incerta (es. mancanza di documentazione su incarichi), valutare l'opportunità di ricorrere a chiarimenti amministrativi o a questioni pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell'UE solo se la questione di diritto lo richiede e sussistono profili comunitari decisivi.

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