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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22217/2021 del 04/08/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (consorzio)

La controversia

La società ricorrente aveva agito in giudizio sostenendo di essere proprietaria esclusiva di un terreno in parte sommerso da acque, censito al Catasto Terreni di Porto Tolle, e chiedeva l'accertamento della proprietà, la restituzione dell'area occupata dal consorzio e il risarcimento dei danni. Il consorzio aveva contestato la domanda deducendo che l'area appartenesse al demanio marittimo e che, comunque, l'atto di acquisto della società fosse nullo; sosteneva inoltre di utilizzare solo la parte sommersa in base a concessione pubblica. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la società ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., denunciando l'omesso esame di un fatto decisivo, ossia la non navigabilità dell'area come risultante dalla consulenza tecnica d'ufficio, che a suo dire escludeva la qualificazione demaniale del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la decisione d'appello non si fosse basata sulla sola navigabilità dell'area, ma sull'applicazione del criterio funzionale per la qualificazione demaniale dei bacini di acqua salmastra: ai fini dell'inclusione nel demanio marittimo rileva la loro concreta idoneità a soddisfare i pubblici usi del mare e a consentire l'immediata utilizzazione per attività economiche analoghe a quelle marine, come pesca e molluschicoltura. La Corte ha inoltre osservato che la navigabilità e le altre risultanze della ctu erano state esaminate dalla corte territoriale e valorizzate insieme alle prove testimoniali, sicché la doglianza non colpiva realmente la motivazione. La ricorrente è stata condannata alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. nav.

    La norma è stata letta in senso funzionale: rientrano nel demanio marittimo anche lagune e bacini di acqua salmastra che, per conformazione ed estensione, consentano l'immediata utilizzazione delle acque per attività economiche tipiche del mare.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di omesso esame è inammissibile quando la censura non investe un fatto decisivo realmente trascurato, ma si limita a contrapporre una diversa lettura delle prove o a non cogliere la reale ratio della decisione impugnata.

  • Cass. 9118/2012

    Richiamata come precedente che valorizza, per i bacini di acqua salmastra, il requisito funzionale dell'uso pubblico ai fini dell'inclusione nel demanio marittimo.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    Richiamato quale parametro per la quantificazione dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Per stabilire se un bacino di acqua salmastra rientri nel demanio marittimo non basta il dato formale della navigabilità, ma occorre verificare in concreto la sua idoneità funzionale a soddisfare i pubblici usi del mare.
  • L'inclusione nel demanio marittimo può essere affermata quando l'area, per conformazione ed estensione, consenta l'immediata utilizzazione per attività economiche analoghe a quelle esercitabili in mare aperto, come pesca e molluschicoltura.
  • Il motivo di ricorso ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. è inammissibile se non individua un fatto decisivo effettivamente omesso, ma mira in sostanza a contestare la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.
  • La censura per omesso esame non è ammissibile quando il fatto dedotto risulta invece considerato nella motivazione della sentenza impugnata, anche se valutato in modo non favorevole alla parte ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieProprietàProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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