Cassazione Penale, Sentenza n. 9442/2023 del 07/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello che, confermando la responsabilità per omicidio colposo (art. 589-bis, commi 4 e 7 c.p.) e lesioni colpose (art. 590-bis c.p.), deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge nella quantificazione della riduzione di pena connessa alla speciale attenuante di cui al comma 7 dell'art. 589-bis (riduzione riconosciuta solo in misura di un quarto anziché nella misura massima), lamentando che la Corte non ha valutato adeguatamente la presunta natura di "insidia" del tronco d'albero e non ha esaminato compiutamente la causa del tasso alcolico rispetto all'assunzione di benzodiazepine; 2) violazione di legge e vizio di motivazione relativi alla durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente nella misura massima), perché la misura avrebbe dovuto essere determinata con i criteri di cui all'art. 218, comma 2, del codice della strada e non con i parametri usati per la pena principale, tenendo conto dell'attenuante riconosciuta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo (quantificazione della diminuzione della pena) ritenendolo generico e, comunque, privo di censure alla motivazione della Corte territoriale, confermando che la riduzione di un quarto era adeguatamente motivata. Ha, invece, accolto il secondo motivo limitatamente alla durata della sospensione della patente: ha annullato la sentenza impugnata esclusivamente in relazione alla durata della sanzione amministrativa accessoria e ha rinviato la determinazione ad altra sezione della Corte d'Appello di Roma perché la motivazione fornita sulla misura della sospensione non faceva riferimento puntuale ai criteri dell'art. 218, comma 2, c.d.s. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per il resto.
Norme richiamate
art. 589-bis, commi 4 e 7, cod. pen.
Comma 4 disciplina l'ipotesi aggravata di omicidio stradale; comma 7 prevede la speciale attenuante per il contributo della vittima all'evento. La Corte ha ritenuto che l'applicazione della riduzione sia esercizio discrezionale del giudice e, se adeguatamente motivata, non sindacabile in Cassazione.
Norma sulle lesioni colpose stradali; qui la condanna per lesioni è confermata insieme all'omicidio colposo, parte del capo di imputazione.
Stabilisce il potere discrezionale del giudice nella determinazione della pena entro i limiti previsti; la Corte ha richiamato che la quantificazione della diminuzione per l'attenuante speciale rientra in tale discrezionalità.
Criteri per la determinazione della pena: invocati nel ricorso ma la Cassazione ha ricordato che i criteri di determinazione della pena non si sovrappongono ai parametri amministrativi per la sospensione della patente.
art. 222, comma 2, d.lgs. 285/1992 (Codice della Strada)
Prevede la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per violazioni stradali; la sua applicazione deve essere motivata con riferimento ai criteri amministrativi pertinenti.
art. 218, comma 2, Codice della Strada
Contiene i criteri/parametri generali che l'autorità amministrativa usa per la determinazione della durata delle sanzioni accessorie (sospensione della patente). La Cassazione ha affermato che il giudice penale, quando applica la sospensione come sanzione accessoria, deve motivare la misura richiamando i criteri di cui a questo articolo, e non i soli criteri penalistici.
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Richiamato nel ricorso in relazione ai vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto il primo motivo generico e quindi inammissibile. L'articolo attiene alle impugnazioni e ai relativi presupposti procedurali.
Massime di principio
- Quando il giudice penale applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, la misura della sospensione va motivata con riferimento ai criteri dell'art. 218, comma 2, c.d.s.; la motivazione della pena principale e quella della sanzione accessoria sono autonome.
- La riduzione di pena connessa alla speciale attenuante (art. 589-bis, comma 7) è soggetta al potere discrezionale del giudice: la Cassazione sindaca la correttezza della motivazione, non il merito della valutazione discrezionale se adeguatamente motivata.
- Critiche generiche alla determinazione della misura della diminuzione della pena sono inammissibili; per ottenere l'annullamento serve dimostrare omissioni o illogicità specifiche nella motivazione.
- Se la difesa vuole far valere circostanze fattuali complesse (es. natura di una "insidia" o concorso di sostanze farmacologiche), deve produrre elementi probatori precisi e tecnici per incidere sulla valutazione del nesso causale e sul grado di colpa.
- In sede di impugnazione, è possibile ottenere annullamenti parziali: la Cassazione può accogliere soltanto i profili di vizio effettivamente riscontrati (p.es. motivazione della sanzione accessoria) e rinviare per quella specifica valutazione, lasciando confermati gli altri profili.
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