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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9410/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata agli effetti penali perché il reato si è estinto per prescrizione (termine di prescrizione calcolato al più tardi al 31/12/2020). Quanto agli effetti civili il ricorso è stato rigettato: le statuizioni civili a favore di Poltrona Frau S.p.a. sono state confermate e l'imputato è stato condannato alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva confermato la condanna per appropriazione indebita relativa alla cessione di beni di arredamento ricevuti dalla Poltrona Frau S.p.a. con patto di riservato dominio. Il difensore ha contestato sia la ricostruzione fattuale (sostegno che la parte civile non aveva chiesto la restituzione della merce bensì il pagamento delle rate) sia la sussistenza del reato per essere intervenuta la prescrizione, atteso che i beni erano stati ceduti a terzi già nella metà del 2013.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    Indica la fattispecie di appropriazione indebita e la relativa misura della pena (pena detentiva inferiore a sei anni), utilizzata per determinare il termine prescrizionale applicabile al reato contestato.

  • art. 157 cod. pen.

    Stabilisce le regole generali per la determinazione del termine di prescrizione in base alla pena prevista; qui è stato assunto il termine minimo di sei anni come base per il calcolo della prescrizione.

  • art. 161 cod. pen.

    Prevede i criteri di aumento della prescrizione in caso di interruzioni e limita l'aumento a una quota massima; nella sentenza è stato applicato l'aumento di un quarto (1,5 anni sul minimo di 6 anni) per individuare la scadenza prescrizionale.

  • art. 388 cod. pen. (capo originario)

    Norma richiamata come capo di imputazione originario; successivamente la contestazione è stata modificata in appropriazione indebita.

  • art. 578 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla parte civile per chiedere che, anche in caso di annullamento della sentenza per estinzione del reato, vengano confermate le statuizioni civili a favore della parte civile stessa; la Corte ha effettivamente mantenuto gli effetti civili.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della valutazione dell'ammissibilità del ricorso e della possibilità di rilevare l'estinzione del reato per prescrizione; sul punto la Corte segnala che, se la prescrizione è stata eccepita, questa può essere pronunciata anche se sussistono dubbi di ammissibilità.

  • art. 609 cod. proc. pen., comma 2

    Richiamato insieme all'art.129 per precisare limiti alla rilevazione d'ufficio della prescrizione in cassazione quando questa non sia stata eccepita nelle sedi precedenti; nel caso la prescrizione era stata eccepita e dunque potuta essere pronunciata.

Massime di principio

  • Il reato di appropriazione indebita è reato istantaneo: la prescrizione inizia dal momento dell'atto di dominio (prima condotta appropriativa), non dalla conoscenza del fatto da parte della parte offesa.
  • Nei contratti con patto di riservato dominio il compratore non diventa proprietario fino al pagamento dell'ultima rata; la cessione a terzi di beni acquistati con riserva di proprietà prima dell'integrale pagamento può integrare appropriazione indebita.
  • Se la prescrizione del reato è stata eccepita correttamente, la Cassazione può annullare la sentenza per estinzione del reato anche senza decidere nel merito della condanna, salvo che permangano effetti civili.
  • Le statuizioni civili possono essere confermate anche quando la sentenza penale viene annullata per estinzione del reato, e la parte civile può ottenere il ristoro mediante il processo civile o conferma delle pronunce civili esistenti.
  • È fondamentale eccepire tempestivamente la prescrizione nelle fasi processuali appropriate; se non eccepita in tempo, la possibilità di ottenere la declaratoria di estinzione per prescrizione in cassazione può essere preclusa.

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