Cassazione Penale, Sentenza n. 38298/2023 del 19/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Ancona che aveva rigettato il riesame contro l'ordinanza del GIP di Macerata che aveva disposto la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente contestava principalmente l'utilizzabilità, in sede di riesame, di intercettazioni telefoniche e ambientali disposte in un diverso procedimento (perciò ritenute dalla difesa "inutilizzabili") e conseguenti profili di mancanza di gravità indiziaria per i reati contestati (tra cui trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, associazione per delinquere, indebita percezione di erogazioni pubbliche) nonché la motivazione apparente in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari (pericolo di inquinamento probatorio e di reiterazione) e alla proporzionalità della misura.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi all'inutilizzabilità delle intercettazioni, confermando che la normativa (in particolare l'art. 270 c.p.p., unitamente all'art. 266 c.p.p.) prevede deroghe che consentono l'utilizzabilità di captazioni effettuate in altro procedimento se rilevanti e indispensabili per reati indicati dalla legge. Ha altresì ritenuto adeguatamente motivata dal Tribunale la valutazione della gravità indiziaria per tutte le imputazioni, la ricorrenza delle esigenze cautelari (inquinamento probatorio e pericolo di reiterazione) e la proporzionalità della misura. In conseguenza dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
comma 1-bis; disciplina delle deroghe all'utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni e delle captazioni
La Corte ha ritenuto che l'art. 270 (anche nella nuova formulazione) ammette, in presenza delle deroghe previste, l'utilizzo di captazioni disposte in altro procedimento quando i risultati sono rilevanti e indispensabili per l'accertamento dei reati indicati dalla norma
riferimento ai reati indicati per la deroga all'utilizzabilità
I reati elencati nell'art. 266 costituiscono una delle categorie per le quali è ammessa la circolazione dei risultati captativi tra procedimenti, quando ciò risulta indispensabile e rilevante
Il Tribunale ha ritenuto che la tipologia di reato contestata (autoriciclaggio) rientrasse tra quelle per le quali l'utilizzo delle captazioni era direttamente rilevante ai fini probatori
La Corte ha richiamato il principio secondo cui il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche si consuma nel luogo e nel momento in cui l'ente erogatore accreditava il contributo/credito, ovvero quando il danno patrimoniale diventa irreversibile
art. 274 comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Per il pericolo di reiterazione è richiesto un periculum concreto e attuale; la prognosi può fondarsi sulla personalità dell'imputato e sulle modalità del fatto, anche in assenza di precedenti penali
Criteri per la valutazione delle esigenze cautelari e della misura; la corte del riesame ha operato una valutazione prognostica ancorata ai criteri di cui a questo articolo
d.l. n. 34 del 2020 convertito nella l. n. 77 del 2020, art. 119, comma 13-bis
art. 119, comma 13-bis, d.l. n. 34 del 2020, convertito nella l. n. 77 del 2020
Norma normativa richiamata nel quadro fattuale (cd. superbonus) come oggetto di agevolazioni indebitamente percepite, contestate nell'imputazione
Norma processuale invocata nella censura (violazione di legge processuale) con riguardo all'utilizzo di intercettazioni e alle garanzie procedurali; la Corte ha ritenuto infondate tali censure
Richiamata la differenza tra esigenze probatorie richieste per le decisioni adottate inaudita altera parte e la motivazione richiesta per i provvedimenti del riesame: la Cassazione può sindacare la motivazione ma non riesaminare autonomamente la gravità indiziaria
art. 416, art. 640, art. 512-bis, art. 99, art. 81, art. 110 cod. pen. (richiami normativi generali)
Norme sostanziali richiamate nel capo di imputazione (associazione per delinquere, truffa, trasferimento fraudolento di valori, reati plurimi in concorso). La Corte ha ritenuto adeguatamente motivate le valutazioni del Tribunale sulla gravità indiziaria anche rispetto a tali fattispecie
Massime di principio
- Le intercettazioni effettuate in altro procedimento possono essere utilizzate in un procedimento diverso quando la legge prevede specifiche deroghe (art. 270 c.p.p. e art. 266 c.p.p.): la rilevanza e l'indispensabilità dei risultati sono criteri chiave
- In sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari il sindacato è limitato alla verifica della motivazione (presenza, adeguatezza e logicità): non è consentito un nuovo apprezzamento libero delle risultanze probatorie già valutate dal giudice di merito
- Il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter) si considera consumato al momento dell'accredito/riconoscimento del beneficio, momento dalla quale si può ritenere avvenuta la dispersione di denaro pubblico
- Il pericolo di reiterazione (art. 274) deve essere concreto e attuale ma può essere desunto anche dalle modalità delle condotte e dalla personalità dell'imputato, non esclusivamente da precedenti penali o da "occasioni specifiche"
- La proporzionalità e l'adeguatezza delle misure cautelari sono valutate dal giudice di merito sulla base dei criteri dell'art. 133 c.p.; la Corte di Cassazione verifica solo la correttezza e la logicità della motivazione che ha portato a tali conclusioni
- L'inammissibilità del ricorso in Cassazione comporta conseguenze economiche (spese processuali e sanzione a favore della Cassa delle ammende)
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