Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36480/2021 del 24/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Chenet conveniva in giudizio Maggian per ottenere la rimozione di opere eseguite sulle parti comuni (tubi di rame esterni per il gas con contatori e sfiati di una colonna di scarico) ritenute realizzate senza autorizzazione e in violazione della disciplina sull'uso della cosa comune; Maggian contestava affermando consenso e legittimità, chiedeva in via subordinata costituzione coattiva della servitù e proponeva domanda riconvenzionale per opere eseguite da Chenet (tra cui il tamponamento di parte della soffitta comune). In primo grado fu accolta parzialmente la domanda di Chenet; in appello Chenet perse il gravame principale ma vinse l'appello incidentale di Maggian: la Corte d'appello ordinò a Chenet la rimozione del tamponamento nella soffitta ritenuto uso esclusivo di parte comune in violazione dell'art. 1102 c.c., mentre rigettava le altre censure relative a tubazioni e colonne di scarico. Chenet proponeva ricorso per cassazione su più motivi (mancata deduzione del danno al decoro, valutazione della c.t.u., interpretazione di uso della cosa comune, ammissibilità di prove e usucapione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto integralmente il ricorso di Chenet. Il Collegio ha ritenuto che: il danno al decoro architettonico non era stato specificamente dedotto nell'atto di citazione e quindi non poteva essere valorizzato in cassazione; la Corte d'appello ha correttamente valutato la c.t.u. e ha correttamente ritenuto legittime, per ragioni tecniche e di compatibilità, le opere esterne di Maggian non idonee ad alterare la destinazione delle parti comuni; invece l'intervento di Chenet (tamponamento della soffitta) costituisce innovazione/occupazione stabile di parte comune e impedisce l'uso paritario degli altri condomini in violazione dell'art. 1102 c.c.; le richieste istruttorie tardive e la prova orale proposte per sostenere l'usucapione erano inammissibili per difetto di specificità e perché l'eccezione non era stata riproposta in appello. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente condannato alle spese (e a eventuale contributo unificato ai sensi del d.P.R. n.115/2002).

Norme richiamate

  • art. 1102 c.c.

    Principio secondo il quale ogni condomino può usare la cosa comune purché non ne alteri la destinazione né impedisca agli altri di farne parimenti uso; applicato per ritenere illecito il tamponamento della soffitta che ha reso esclusivo l'uso di una porzione comune.

  • art. 1122 c.c.

    Norma riferita alle opere su parti comuni; richiamata dal ricorrente per censire le opere di Maggian, ma la Corte ha ritenuto che le opere non alterassero la destinazione né impedissero l'uso comune.

  • art. 1120 c.c.

    Regola sulle innovazioni nelle parti comuni che richiedono consenso; utilizzata per qualificare come innovativa e vietata la modifica che comporta occupazione stabile e destinazione esclusiva della parte comune.

  • art. 360 c.p.c.

    Norma procedurale che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha esaminato i motivi ai sensi del comma 1 e ha rigettato le censure sostanziali e dichiarato inammissibile quella priva di specificità.

  • artt. 163, 112, 115, 183 c.p.c.

    Richiamati nei motivi relativi alla produzione e valutazione delle prove e all'oggetto del giudizio; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione della prova (c.t.u.) e la delimitazione del thema decidendum.

  • art. 115 e art. 345 c.p.c.

    Norme relative all'assunzione e all'impugnazione di mezzi di prova; la Corte ha ritenuto inammissibili le istanze istruttorie non specificate e correttamente rigettate dal giudice di merito.

  • art. 346 c.p.c.

    Regola sulla riassunzione o riproposta di eccezioni in appello; la Corte ha osservato che l'eccezione di usucapione non era stata riproposta in appello e quindi non poteva essere valorizzata.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002 (comma 1-quater e 1-bis)

    Norme sul contributo unificato: la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti per l'eventuale ulteriore versamento del contributo da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • Il pregiudizio al decoro architettonico deve essere specificamente dedotto nell'atto introduttivo per poter essere valutato; eccezioni o nuovi profili non tempestivamente sollevati possono essere esclusi dal thema decidendum.
  • La consulenza tecnica d'ufficio (c.t.u.) ha ampio rilievo probatorio: la valutazione tecnica del giudice di merito è insindacabile in cassazione se motivata e coerente con le risultanze.
  • La chiusura o l'occupazione stabile di porzioni di parti comuni che impedisce la fruizione paritaria degli altri condomini integra abuso dell'uso della cosa comune e va rimossa (art. 1102 c.c.).
  • Le opere su parti comuni che non alterano la destinazione e non impediscono l'uso comune possono essere ritenute legittime, soprattutto se motivate da esigenze tecniche e di compatibilità dell'edificio (es. impossibilità tecnica di interrare impianti).
  • Le eccezioni non riproposte nel grado di appello si considerano implicitamente rinunciate e non possono costituire oggetto del giudizio di appello né del successivo gravame in Cassazione.
  • Le richieste istruttorie (es.: prova orale) devono essere specificate e giustificate nel motivo; altrimenti sono inammissibili per difetto di specificità.
  • Per ottenere la costituzione di una servitù o la legittimazione di opere permanenti è necessario fondare la domanda su elementi di fatto e prova chiari e seguire la tempestività processuale dei mezzi di impugnazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.