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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36392/2021 del 24/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento che aveva imputato a Villa Dominica la tassazione di una plusvalenza derivante dal conferimento d'azienda del 2004 (originariamente emersa in capo alla conferente Dune S.p.A.). L'Ufficio aveva contestato una complessa serie di operazioni ritenute simulate e finalizzate a eludere/togliere a tassazione la plusvalenza, nonché omissioni di ritenute su distribuzioni ai soci. La società ha sollevato plurime censure (tardività degli accertamenti, vizio di motivazione, carenza probatoria, impossibilità di trasferire l'obbligo tributario su soggetto diverso, inapplicabilità della simulazione ai contratti sociali, ecc.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto alcuni motivi chiave (n. 9, 11 e 12), assorbendo le restanti censure, ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale e, decidendo il merito, ha accolto il ricorso originario della società contribuente. In sintesi: la Corte ha ritenuto infondata la possibilità di "traslare" l'imposta dovuta su un soggetto diverso da quello cui la legge attribuisce il presupposto soggettivo del tributo; ha sottolineato l'improbabilità di configurare la simulazione del contratto sociale per società di capitali e la necessità di una prova efficace della frode. Di conseguenza l'accertamento che aveva imputato la plusvalenza a Villa Dominica è stato annullato. Le spese dei due gradi sono state compensate. (Si segnala inoltre che in precedenza il procedimento era stato parzialmente estinto per alcuni avvisi relativi a ritenute omitted)

Norme richiamate

  • DPR n. 600/1973, art. 39

    Norma utilizzata come base per la rideterminazione del reddito d'impresa da parte dell'Amministrazione; indica i poteri di accertamento dell'Ufficio

  • DPR n. 600/1973, art. 37-bis

    Norma antielusiva richiamata in via generale dall'Ufficio; la sentenza sottolinea che per i conferimenti disciplinati dall'art. 176 TUIR opera una previsione di esclusione (co. 3) dall'ambito applicativo di 37-bis, e comunque che l'avviso non era fondato esclusivamente su tale norma bensì su un presunto meccanismo di frode

  • TUIR (D.P.R. 917/1986), art. 176, co. 3

    "i conferimenti di aziende effettuati tra soggetti residenti nel territorio dello Stato ... non costituiscono realizzo di plusvalenze o minusvalenze ..."

    Regola la neutralità fiscale dei conferimenti d'azienda e contiene la disposizione (co.3) che esclude, ai fini dell'applicazione dell'art. 37-bis, il conferimento effettuato in regime di neutralità fiscale

  • TUIR, art. 175

    Riferimento al regime alternativo del "realizzo controllato" per i conferimenti, che era applicabile ratione temporis e che rendeva il conferimento atto realizzativo ai fini fiscali quando esercitata l'opzione

  • TUIR, art. 9, co. 5

    "il conferimento è un atto realizzativo di componenti reddituali, in quanto fiscalmente equiparato, ex art. 9, comma 5 Tuir, alle cessioni a titolo oneroso"

    Principio richiamato per spiegare il regime fiscale dei conferimenti quando rileva come operazione realizzativa (determinazione del valore rilevante fiscalmente)

  • TUIR, art. 9, co. 2

    "si considera corrispettivo conseguito"

    Indica i criteri di determinazione del valore fiscalmente rilevante in caso di conferimenti e apporti in società

  • TUIR, art. 15

    Richiamato per la disciplina della trasparenza fiscale (imputazione del reddito della società ai soci), rilevante nella ricostruzione delle conseguenze fiscali delle scelte contabili delle società coinvolte

  • Codice Civile, art. 2332

    Richiamato nella giurisprudenza sulla difficoltà di invocare la simulazione del contratto sociale per le società di capitali, per le formalità e tassatività delle cause di nullità

  • Codice Civile, art. 1414

    Norma sulla simulazione dei negozi che è stata evocata dalle parti; la Corte osserva i limiti di applicazione della figura della simulazione alle società di capitali

  • Costituzione, art. 23

    Principio della riserva di legge in materia tributaria invocato per affermare l'inderogabilità del presupposto soggettivo del tributo e la necessità che l'individuazione del soggetto passivo sia prevista dalla legge

  • Costituzione, artt. 3, 53, 97

    Richiamati come fondamento costituzionale del principio di imparzialità, capacità contributiva e riserva di legge nelle materie tributarie

Massime di principio

  • Non è legittimo "traslare" l'obbligo di pagamento di un'imposta su un soggetto diverso da quello individuato dalla legge come titolare del presupposto soggettivo del tributo senza una chiara previsione normativa.
  • La tesi della simulazione del contratto sociale è difficilmente applicabile alle società di capitali: l'autonomia e le formalità dell'ente societario richiedono prove molto rigorose per affermare l'inesistenza o la simulazione della società o degli atti societari.
  • Quando il conferimento è stato effettuato in regime 'realizzativo' (o con opzione per il realizzo controllato), l'Amministrazione non può, senza basi normative o prove specifiche di frode, imputare la tassazione a soggetti diversi da quelli previsti dalle norme sul conferimento.
  • L'accertamento fondato su una presunta frode o simulazione richiede una valutazione probatoria solida: la mera appartenenza delle società a un medesimo gruppo o il collegamento tra soci non è di per sé sufficiente a dimostrare la simulazione o a giustificare il trasferimento dell'onere fiscale.
  • L'ambito di applicazione delle norme antielusive (es. art. 37-bis DPR 600/1973) deve essere valutato con attenzione rispetto alle specifiche esclusioni previste dalle norme tributarie (es. art. 176 TUIR) e non può essere applicato automaticamente quando è contestato il regime fiscale di un conferimento.

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