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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14324/2021 del 25/05/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti contestavano che il Comune avesse imposto vincoli sul terreno di proprieta' che ne avevano determinato l'inedificabilita' assoluta nonostante l'area fosse inizialmente individuata come destinata ad edifici industriali e fossero state rilasciate licenze edilizie; chiedevano risarcimento per il mancato realizzo dell'opificio, indennita' di esproprio e danni per attivita' inutili. Il Tribunale aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in favore del giudice amministrativo e aveva ritenuto inammissibile una domanda introdotta tardivamente con memoria ex art. 183 c.p.c.; la Corte d'Appello di Bari aveva confermato la giurisdizione amministrativa ritenendo che la controversia fosse riferibile ad atti e potestà urbanistiche esercitate dal Comune.

La decisione

Le Sezioni Unite hanno ritenuto fondato il ricorso dei Nanna e hanno affermato la giurisdizione del giudice ordinario, sulla base della giurisprudenza che attribuisce al giudice ordinario la competenza per le domande di risarcimento fondate sulla lesione di diritti soggettivi patrimoniali derivanti dall'affidamento su provvedimenti amministrativi ampliativi della sfera giuridica del privato. Hanno cassato la sentenza impugnata e rimesso le parti al Tribunale di Bari per la prosecuzione del giudizio e la regolazione delle spese di legittimita'.

Norme richiamate

  • art. 2043 c.c.

    Invocato dai ricorrenti come base per una domanda di risarcimento per comportamento illecito della P.A.; la Corte chiarisce che, se il danno lamentato e' controverso come lesione di un diritto soggettivo patrimoniale derivante dall'affidamento su un provvedimento ampliativo poi annullato, la competenza e' del giudice ordinario.

  • art. 33 e art. 34 d.lgs. n. 80/1998

    artt. 33 e 34 d.lg. n. 80 del 1998

    Richiamati dalla Corte d'appello per devolvere la materia alla giurisdizione amministrativa in ordine ad attivita' urbanistiche ed edilizie; le Sezioni Unite hanno ritenuto che, nel caso concreto, la controversia era invece incentrata su un danno patrimoniale riconducibile all'affidamento e rientrante nella giurisdizione ordinaria.

  • art. 39 d.P.R. n. 327/2001

    art. 39 d.P.R. n. 327 del 2001

    Censurato dai ricorrenti in combinato con l'art. 34 d.lgs. 80/1998 per sostenere la giurisdizione del giudice ordinario in tema di indennizzo per reiterazione di vincoli; la Corte non lo ha ritenuto determinante per attribuire la competenza amministrativa nel caso concreto.

  • art. 133 comma 1 lett. a) e lett. f) d.lgs. n. 104/2010

    art. 133, comma 1, lett. f) e lett. a) d.lgs. n. 104 del 2010

    Richiamati dal Comune per sostenere la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia urbanistica e in tema di convenzioni urbanistiche; le Sezioni Unite hanno osservato che tali riferimenti non escludono la giurisdizione del giudice ordinario quando la domanda sia un autonomo risarcimento per lesione di diritti soggettivi patrimoniali derivanti dall'affidamento su provvedimenti ampliativi.

  • art. 183 comma 6 c.p.c.

    memoria ex art. 183, comma 6 c.p.c.

    Rilevato in primo grado in relazione all'introduzione tardiva di una domanda di pagamento dell'indennita'; il primo giudice aveva dichiarato quella domanda inammissibile per novita'.

  • art. 360 comma 1 n. 1 c.p.c.

    art. 360, comma 1, n. 1 c.p.c.

    Articolo richiamato dai ricorrenti quale motivo di cassazione per errore di diritto nella determinazione della giurisdizione; le Sezioni Unite hanno accolto il motivo dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario.

  • art. 382 comma 3 c.p.c.

    Norma utilizzata dalle Sezioni Unite per rimandare le parti al Tribunale competente (Tribunale di Bari) dopo la cassazione della sentenza impugnata.

Massime di principio

  • Se il privato chiede risarcimento per la lesione di un diritto soggettivo patrimoniale derivante dall'affidamento su un provvedimento amministrativo ampliativo della sua sfera giuridica e non mette in discussione l'annullamento di quel provvedimento, la competenza spetta al giudice ordinario.
  • Se il danno e' la conseguenza immediata e diretta di un provvedimento amministrativo impugnato o se la controversia riguarda formazione, conclusione o esecuzione di atti amministrativi (es. piani urbanistici, convenzioni), la giurisdizione tende ad essere amministrativa.
  • E' essenziale qualificare la natura della domanda: ricerca di annullamento/controversia sul provvedimento -> giudice amministrativo; domanda autonoma di risarcimento per perdita patrimoniale o violazione di diritto soggettivo -> giudice ordinario.
  • In caso di dubbio sulla natura della pretesa, nella fase iniziale conviene precisare la causa del danno e il rapporto causale con eventuali atti amministrativi, o prospettare in via subordinata entrambe le tutele, per non incorrere in decadenze o inammissibilita'.
  • Non introdurre nuove domande rilevanti tardivamente (es. con memoria ex art. 183 c.p.c.) senza giustificazione procedurale, perche' il primo giudice puo' dichiararle inammissibili.
  • Per i professionisti: documentare chiaramente l'affidamento del privato sul provvedimento amministrativo ampliativo (licenze, autorizzazioni) e dimostrare che il danno e' di natura patrimoniale e non mera contestazione dell'atto amministrativo, se si intende agire davanti al giudice ordinario.

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