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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14215/2021 del 25/05/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia contestava una evasione IVA relativa ad acquisti effettuati con il regime del margine: secondo l'Ufficio Antonellini aveva acquistato da concessionari italiani automezzi provenienti da fornitori esteri i cui proprietari erano societa non legittimate a utilizzare il regime del margine. L'Ufficio ha quindi rideterminato il margine imponibile e notificato avviso di accertamento. Il ricorrente deduce che l'onere di verifica sulla legittimita del regime del margine gravava sui cedenti nazionali e non su di lui, e impugna la decisione della CTR che aveva riformato la sentenza favorevole della CTP.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio giurisprudenziale, recepito dalle Sezioni Unite e dalla Corte di Giustizia UE, secondo cui, se l'Amministrazione fiscale contesta il diritto di applicare il regime del margine basandosi su elementi oggettivi e specifici, spetta al contribuente dimostrare la propria buona fede. Nel caso di cessioni di veicoli usati la buona fede si prova con la diligente individuazione dei precedenti intestatari mediante i dati della carta di circolazione e altri elementi di agevole reperibilita, per verificare se l'IVA sia stata gia assolta a monte. Il secondo motivo sul vizio di motivazione per mancata corrispondenza tra chiesto e pronunciato e' stato ritenuto infondato. Condanna del ricorrente alle spese per euro 4.800,00 oltre spese prenotate a debito e pagamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa vigente.

Norme richiamate

  • art. 36 D.L. 41/1995

    Le disposizioni sono state invocate dal ricorrente ma il Collegio non ha ritenuto che esse escludano l'onere, a certe condizioni, per il cedente o per il cessionario di verificare la legittimita del regime del margine; la Corte ha invece applicato i principi giurisprudenziali che pongono onere probatorio sul contribuente in presenza di elementi oggettivi dell'Amministrazione

  • art. 14 Preleggi

    Citato dal ricorrente in tema di interpretazione e applicazione della norma, ma la decisione non ha ritenuto che l'interpretazione invocata giustifichi l'accoglimento del ricorso

  • art. 10 commi 1 e 2 L. 212/2000 (Statuto del Contribuente)

    art. 10 commi 1 e 2 L. 212/2000

    Richiamato in relazione a garanzie e oneri procedurali del contribuente; la Corte non ha ritenuto che tali disposizioni esonerino il contribuente dall'onere di provare la buona fede quando l'Amministrazione fornisce elementi specifici contrari

  • art. 2697 c.c.

    Riguarda l'onere della prova; la Corte ha applicato il principio che, in presenza di contestazioni fondate su elementi oggettivi, grava sul contribuente l'onere di dimostrare la propria buona fede

  • art. 2727 c.c.

    Richiamato in tema di mezzi di prova e presunzioni; la Corte ha considerato la necessita di elementi idonei a provare, anche per via presuntiva, che l'IVA sia stata assolta a monte

  • art. 21 DPR 633/1972

    Norma rilevante per l'IVA e per il regime del margine; la decisione applica i principi connessi all'assoggettamento a IVA delle cessioni di beni usati e al corretto utilizzo del regime speciale

  • art. 360 comma 1 nn. 3 e 4 c.p.c. (motivi di cassazione)

    art. 360 comma 1 nn. 3 e 4 c.p.c.

    Gli specifici motivi di cassazione sono stati valutati: il primo (violazione di norme e onere della prova) e' stato rigettato sulla base della giurisprudenza consolidata; il secondo (violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato) e' stato ritenuto inammissibile/infondato

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato dal ricorrente per la presunta violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ha escluso che la CTR abbia pronunciato oltre o difformemente da quanto chiesto, rigettando il motivo

  • art. 13 DPR 115/2002

    art. 13 comma 1 quater e comma 1-bis DPR 115/2002

    La sentenza rileva e dispone l'applicazione delle norme che prevedono l'ulteriore versamento da parte del ricorrente, a titolo di contributo unificato, pari all'importo dovuto per il ricorso

  • Sentenza Corte di Cassazione Sezioni Unite n. 21105/2017

    sentenza n. 21105 del 12.9.2017

    Principio giurisprudenziale fondamentale recepito dalla Corte: quando l'Amministrazione contesta la legittimita del regime del margine con elementi oggettivi e specifici, il contribuente deve provare la propria buona fede e la diligenza nella verifica dei precedenti intestatari

  • Corte di Giustizia UE, causa C-624/15 (Ludana), sentenza 18.5.2017

    C-624/15, Ludana, sentenza 18.5.2017

    La giurisprudenza comunitaria ha affermato criteri analoghi su diligenza e onere di accertamento del destinatario della cessione in materia di applicazione del regime del margine per veicoli usati; la Cassazione ha recepito tale orientamento

Massime di principio

  • Se l'Amministrazione fiscale presenta elementi oggettivi e specifici che mettono in dubbio l'applicazione del regime del margine, il contribuente deve dimostrare la propria buona fede
  • Nelle compravendite di veicoli usati la prova della buona fede richiede una diligente verifica dei precedenti intestatari tramite i dati della carta di circolazione e altri elementi di agevole e rapida reperibilita; il solo affidamento alle dichiarazioni del cedente o il libretto di circolazione in modo acritico puo non essere sufficiente
  • Il regime del margine non e applicabile quando, anche per via presuntiva, risulta che l'IVA sia stata gia assolta a monte senza possibilita di detrazione; in tali casi l'Ufficio puo rideterminare il margine imponibile
  • Le doglianze processuali sulla corrispondenza tra chiesto e pronunciato devono essere concretamente fondate: non si giunge alla cassazione se la Corte territoriale non ha effettivamente basato la decisione su elementi non posti in controversia
  • In caso di rigetto del ricorso il contribuente e condannato alle spese e puo essere tenuto al pagamento di contributi aggiuntivi previsti dalla normativa sul contributo unificato

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