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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39513/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza del Tribunale di Cassino del 18/03/2021 che aveva condannato Palmieri per violazione dell'art. 137 commi 1 e 9 in relazione all'art. 113 comma 3 del d.lgs. 152/2006 per lo scarico di acque meteoriche di dilavamento senza autorizzazione e per mancata impermeabilizzazione di un piazzale adibito a deposito giudiziario di autoveicoli (fatto del 27/10/2015). Il ricorrente deduceva: genericità del capo di imputazione (mancata indicazione della norma regionale), insussistenza dell'elemento oggettivo del reato (attività limitata al soccorso stradale, non deposito di veicoli fuori uso), attribuzione della responsabilità per fatto di terzi (ruolo gestionale di altro socio), carenza di motivazione, mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità) e, in subordine, declaratoria di prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i primi tre motivi manifestamente infondati: la contestazione poteva essere ricavata dagli atti di causa (anche dalla disciplina regionale applicabile al luogo del fatto), e la motivazione del Tribunale - che aveva accertato l'assenza di impermeabilizzazione del piazzale composto da terra/breccia e la presenza di automezzi in grado di contaminare le acque meteoriche - è risultata congrua; inoltre l'attribuzione al socio-amministratore è corretta salvo diversa previsione statutaria non dimostrata. Tuttavia la Corte ha accolto il quarto motivo relativo alla mancata decisione sulla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. e ha annullato la sentenza. L'annullamento è stato disposto senza rinvio perché, nel frattempo, il reato contravvenzionale si era prescritto; pertanto la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione ha prevalso e la pronuncia del Tribunale è stata cassata senza rinvio.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 137 commi 1 e 9

    «Chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle regioni ai sensi dell'articolo 113, comma 3, è punito con le sanzioni di cui all'articolo 137, comma 1».

    La norma punisce la violazione della disciplina regionale sulle acque; la Corte ha ritenuto che la contestazione debba essere letta anche alla luce della regolamentazione regionale applicabile al luogo del fatto.

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 113 comma 3

    Attribuisce alle regioni competenze su acque meteoriche e di dilavamento; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina regionale del Lazio per stabilire obblighi di autorizzazione e trattamenti delle acque di prima pioggia.

  • Normativa regionale della Regione Lazio (Delibera di Giunta Regionale n. 266/2006 e Delibera del Consiglio regionale n. 42/2007; aggiornamento 23/11/2018; deliberazione della Giunta regionale 219/2011)

    Dettano prescrizioni su acque di prima pioggia: obbligo di trattamento e autorizzazione per piazzali con depositi/attività che possono contaminare le acque e prescrivono impermeabilizzazione; la Corte ha ritenuto ricavabile dagli atti la violazione di tali disposizioni nel caso concreto.

  • Articolo 30 (norme regionali su acque di prima pioggia e piazzali)

    Testo ricavato dalla sentenza che elenca le condizioni per classificare 'acque di prima pioggia', obblighi di trattamento, autorizzazione allo scarico, requisiti di impermeabilizzazione dei piazzali e le esenzioni per alcuni materiali.

    La Corte ha utilizzato il contenuto di questo articolo (richiamato nella sentenza) per spiegare quando è necessaria autorizzazione e impermeabilizzazione; in particolare ha distinto tra piazzali con veicoli 'non contaminati' e piazzali con veicoli 'fuori uso' o attività potenzialmente inquinanti, che richiedono misure di prevenzione e autorizzazione.

  • Codice penale, art. 131-bis

    Prevede l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha rilevato che il giudice di merito non ha risposto alla richiesta di applicazione di questa causa di non punibilità, motivo che ha comportato l'annullamento; tuttavia la prescrizione intervenuta ha reso prevalente la declaratoria di estinzione del reato.

  • Codice civile, art. 2475

    Stabilisce che, salvo diversa previsione statutaria, l'amministrazione della SRL spetta ai soci; la Corte ha ritenuto corretta l'attribuzione della responsabilità a Palmieri quale socio-amministratore in mancanza di diversa allegazione statutaria.

Massime di principio

  • La specificità del capo di imputazione può essere integrata dagli atti del fascicolo: l'indicazione puntuale della norma regionale è rilevante ma la conoscenza dell'addebito può ricavarsi dagli atti ove emerge chiaramente la normativa applicabile al luogo del fatto.
  • Per piazzali con depositi di veicoli o attività che possono contaminare le acque, le normative regionali possono imporre l'autorizzazione allo scarico e l'impermeabilizzazione; la mancata impermeabilizzazione e l'assenza di autorizzazione sono elementi decisivi per la responsabilità penale ambientale.
  • La qualificazione delle acque meteoriche da dilavamento come 'non contaminate' o come refluo industriale dipende dalla concreta presenza di materiali/veicoli potenzialmente inquinanti: se sussiste rischio di contaminazione, le acque vanno trattate e autorizzate.
  • La responsabilità penale per società può essere ricondotta al socio-amministratore in mancanza di prova statutaria contraria che assegni la gestione ad altri; chi contesta l'attribuzione deve provarlo.
  • Se il giudice non decide espressamente su una richiesta di esclusione della punibilità (art. 131-bis), ciò può comportare l'annullamento; tuttavia l'intervenuta prescrizione estingue il reato e prevale sulla verifica della particolare tenuità.
  • In casi simili è fondamentale che la difesa documenti la natura delle attività (ad es. esclusivo soccorso stradale vs deposito di veicoli fuori uso) e l'assenza di elementi che possano contaminare le acque per ottenere l'esenzione o l'esclusione della responsabilità.

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