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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12624/2024 del 27/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di condanna per truffa in danno di Righini Dolores deducendo: 1) violazione dell'art.161 co.4 c.p.p., perché la notifica del decreto di citazione a giudizio sarebbe avvenuta al difensore anziché al domicilio eletto; 2) violazione dell'art.81 c.p., perché la Corte d'appello avrebbe erroneamente respinto la richiesta di applicazione della disciplina della continuazione (unico programma criminoso).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto manifestamente infondato che: la notifica contestata riguardava il verbale d'udienza del 07/03/2023 (rinvio al 06/04/2023), la notifica era stata tentata senza esito al domicilio eletto il 24/02/2023 e, non essendo riuscita, è stata regolarmente ripetuta ai sensi dell'art.161 co.4 al difensore d'ufficio. Sul secondo motivo ha ritenuto il motivo generico e manifestamente infondato, avendo i giudici di merito motivato che le condotte contestate non integravano un unico programa criminoso ma scelte estemporanee; la valutazione sulla continuazione è giudizio di merito non censurabile in Cassazione se immune da vizi motivazionali. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art.161 co.4 cod. proc. pen.

    La Corte ha ritenuto lecita la notifica al difensore ai sensi di tale disposizione dopo il tentativo senza esito presso il domicilio eletto; la ripetizione della notifica al difensore d'ufficio è valida se il primo tentativo è andato a vuoto.

  • art.81 cod. pen.

    La Corte richiama i criteri per l'applicazione della continuazione: verificare la credibilità dell'esistenza di un unico progetto criminoso, analizzare le finalità specifiche delle singole condotte e accertare se le condotte costituiscono l'esecuzione diluita nel tempo di un unico disegno. Tale valutazione è di merito e non sindacabile in assenza di vizio di motivazione.

  • art.23 co.8 D.L. n.137/2020

    La trattazione del ricorso è avvenuta con contraddittorio scritto ai sensi della norma emergenziale richiamata; la procedura adottata è stata richiamata nel procedimento.

  • art.8 D.L. 198/2022

    Richiamata quale norma successiva che disciplina la trattazione con contraddittorio scritto nei termini indicati; conferma la regolarità del procedimento scritto adottato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (criteri sulla continuazione)

    La Suprema Corte ribadisce i tre passaggi obbligatori per valutare la continuazione (credibilità di un unico progetto criminoso; analisi delle finalità delle singole condotte; verifica che le condotte siano esecuzione dello stesso disegno). Se la motivazione dei giudici di merito affronta tali aspetti, la valutazione non è sindacabile in Cassazione.

Massime di principio

  • La notifica al difensore ai sensi dell'art.161 co.4 c.p.p. è valida se preceduta da un tentativo non andato a buon fine presso il domicilio eletto; il difensore d'ufficio può riceverla quando il primo tentativo fallisce.
  • Le doglianze generiche o prive di specifica argomentazione sui vizi di notifica o di merito sono spesso dichiarate inammissibili o manifestamente infondate in Cassazione.
  • L'applicazione della disciplina della continuazione richiede un accertamento di merito su tre punti fondamentali (unitarietà del progetto, finalità delle singole condotte, connessione esecutiva nel tempo); il difensore che invoca la continuazione deve fornire elementi concreti e collegamenti logici tra i fatti.
  • La valutazione sulla sussistenza della continuazione è tipicamente un giudizio di merito: la Cassazione interviene solo in presenza di vizi di motivazione o errori di diritto evidenti.
  • Chi impugna deve documentare puntualmente le circostanze che giustificano l'ammissibilità degli atti o l'applicazione di istituti come la continuazione; altrimenti il ricorso rischia di essere respinto e di comportare condanne alle spese e sanzioni.

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