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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25319/2023 del 13/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Vazzana ha impugnato la sentenza di condanna per omicidio colposo (artt. 113 e 589, co. 2 c.p.) e contravvenzioni in materia di sicurezza (artt. 17, 89, 90 D.Lgs. 81/2008), deducendo: 1) omissione e travisamento della prova per non avere valutato o motivato sulle consulenze tecniche di parte (Aloisio e Romeo) che, secondo la difesa, avrebbero smentito la ricostruzione accusatoria; 2) violazione del principio del dubbio (richiamando la sentenza Franzese) per presunta incertezza sulla dinamica causale, che avrebbe dovuto portare all'assoluzione; 3) carenza di motivazione circa la conoscenza o conoscibilità da parte del Vazzana dell'esecuzione dello scavo (sarebbe stata opera del capocantiere Barravecchia), con conseguente mancata prova della sua responsabilità; 4) errore nel ritenere automaticamente corresponsabile il committente/committente-appaltante nonostante l'esistenza di un appalto e la natura non particolarmente pericolosa dei lavori affidati a ditta specializzata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo aspecifico e infondato: la difesa non ha dimostrato che le consulenze omesse fossero "decisive" ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p., ossia tali da determinare sicuramente esito diverso. Il secondo motivo è infondato perché la Corte di merito ha adeguatamente valutato le diverse ipotesi e motivato la preferenza per la ricostruzione dell'accusa (coincidente con il tipo di trauma, dichiarazioni testimoniali e foto), ritenendo le altre tesi meramente ipotetiche. Terzo e quarto motivo sono respinti unitariamente: il giudice di merito ha correttamente ritenuto che Vazzana cumulasse le posizioni di committente, responsabile dei lavori e datore di lavoro, non avendo conferito delega formale ad altro soggetto; pertanto permaneva in capo a lui l'obbligo di predisporre le misure previste dall'art. 119 D.Lgs. 81/2008 e di vigilare sulla sicurezza, anche in ragione della struttura societaria (società di persone) in cui ogni socio ha obblighi di prevenzione, salvo delega espressa. Per tali ragioni la sentenza di condanna è stata confermata e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 113 c.p.

    richiamato quale norma sui reati colposi concorrenti; la Corte ne usa il riferimento in combinazione con l'art. 589 per la qualificazione dell'evento come omicidio colposo

  • art. 589, co. 2 c.p.

    norma che sanziona l'omicidio colposo; applicata alla fattispecie per la morte dovuta a omissioni in tema di sicurezza

  • artt. 17, 89, 90 D.Lgs. 81/2008

    richiamati come norme di prevenzione e sanzione amministrativo-penale in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro; la Corte ha ritenuto che le omissioni rispetto agli obblighi ivi previsti integrassero le contravvenzioni contestate

  • art. 119 D.Lgs. 81/2008

    norma che disciplina misure specifiche per lavori in scavo e cantieri: la Corte ha ritenuto che il piano di sicurezza prevedesse l'adozione di misure antirischio applicabili anche al caso e non rispettate

  • art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p.

    criterio di cassazione in tema di prova decisiva: la Corte ha applicato la nozione restrittiva di "prova decisiva", richiedendo che la mancata assunzione/valutazione avrebbe sicuramente determinato esito diverso

  • Principio Franzese (Sezioni Unite)

    richiamato dal ricorrente come principio sul trattamento del dubbio: la Corte ha valutato che non sussistesse ragionevole dubbio persistente alla luce della valutazione probatoria complessiva

  • Giurisprudenza sulle responsabilità nelle società di persone (es. Sez.4 n.32193/2009; Sez.3 n.27845/2015)

    citata come principio per affermare che in società di persone ciascun socio ha l'obbligo di adottare misure di sicurezza, salvo delega espressa; la Corte ha applicato questo principio per mantenere la responsabilità in capo al Vazzana

Massime di principio

  • Per la Cassazione una prova è "decisiva" ai fini dell'annullamento solo se il suo esame avrebbe con certezza determinato un risultato giudiziale diverso; l'affermazione generica che una consulenza contrasti la tesi avversa non è sufficiente
  • In presenza di ricostruzioni alternative della dinamica, il giudice di merito può preferire una tesi purché motivi in modo congruo il superamento delle altre e il confronto con le prove (perizia, testimonianze, foto); la semplice esistenza di dubbi non obbliga alla pronuncia favorevole all'imputato se il quadro probatorio complessivo li risolve
  • Il committente/responsabile dei lavori/datore di lavoro ha obblighi di sicurezza derivanti dalla previsione delle lavorazioni e dal piano di sicurezza: tali obblighi non si limitano alla conoscenza dell'atto pratico di esecuzione, ma riguardano la predisposizione e l'adozione delle misure previste dalla normativa
  • In società di persone la responsabilità in materia di sicurezza grava su ciascun socio salvo prova di delega espressa e di effettivo trasferimento delle relative competenze; anomalie o inadempienze del capocantiere non esonerano automaticamente il socio responsabile
  • La mera esistenza di un appalto non esclude responsabilità del committente: l'onere di vigilanza e di predisposizione di misure di sicurezza permane, proporzionalmente alla natura e pericolosità dei lavori e alla competenza dell'appaltatore, salvo delega formale ed efficace trasferimento degli obblighi

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