Cassazione Civile, Ordinanza n. 18380/2023 del 27/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (banca)
La controversia
Un istituto di credito, titolare di un credito di oltre 1,6 milioni di euro verso uno dei debitori e garantito anche da fideiussioni della moglie, aveva agito nel 2018 per ottenere in via principale la declaratoria di simulazione assoluta di un atto pubblico con cui i coniugi avevano rinunciato gratuitamente all'usufrutto su alcuni beni, e in subordine la revoca dell'atto ai sensi dell'art. 2901 c.c. Il tribunale aveva rigettato la domanda principale ma accolto la revocatoria, ritenendo sussistenti i presupposti dell'azione; la corte d'appello aveva confermato, valorizzando la titolarità del credito, la scientia damni desunta dagli atti di causa e la totale incapienza dei disponenti dopo l'atto, escludendo la necessità di una CTU sul valore dell'usufrutto. I debitori proponevano ricorso per cassazione con un unico motivo plurimo: denunciavano, da un lato, violazione degli artt. 112, 115, 116 e 132 c.p.c. e dell'art. 24 Cost. per asserita motivazione carente e mancato esame della richiesta di CTU estimativa, sostenendo che il giudice di merito avesse mal valutato le prove; dall'altro, contestavano la prova della scientia damni in capo alla moglie, affermando che la coabitazione col marito non poteva essere desunta in modo pienamente probatorio dall'atto pubblico e che la corte avesse attribuito impropriamente efficacia di prova legale a dichiarazioni contenute nell'atto. La banca resistette con controricorso.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto, in primo luogo, operante la preclusione da doppia conforme ex art. 348-ter c.p.c.; inoltre ha osservato che le censure miravano in sostanza a ottenere una nuova valutazione del materiale istruttorio, attività riservata al giudice di merito e insindacabile in sede di legittimità. Quanto alla dedotta violazione sulle prove documentali, ha precisato che la corte territoriale non aveva attribuito all'atto pubblico efficacia di piena prova della residenza, ma aveva utilizzato la dichiarazione in esso contenuta, insieme ad altri elementi processuali, come indizio presuntivo della scientia damni. Il ricorso è stato quindi respinto in rito, con condanna dei ricorrenti alle spese e con l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
richiamato come base dell'azione revocatoria ordinaria, ritenuta astrattamente esperibile contro l'atto gratuito di rinuncia all'usufrutto.
invocato dai ricorrenti per dedurre ultrapetizione o omissione di pronuncia/motivazione, ma la censura è stata ritenuta inammissibile.
richiamato per contestare la valutazione delle prove; la Corte ha rilevato che la doglianza mirava a una rivalutazione del fatto.
richiamato per censurare il governo delle prove, ma non è stato ritenuto violato nei termini dedotti.
invocato per sostenere la nullità della sentenza per motivazione carente; la Corte ha escluso che vi fosse un vizio denunciabile in cassazione nei termini prospettati.
art. 24 Cost.
richiamato dai ricorrenti in relazione al diritto di difesa, ma senza incidenza sull'esito della decisione.
utilizzato come causa di inammissibilità del motivo per la presenza di doppia conforme.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
richiamato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità.
art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012
indicato come norma che ha inserito il comma 1-quater nell'art. 13 del d.P.R. n. 115 del 2002.
Massime di principio
- In presenza di doppia conforme, il ricorso per cassazione è inammissibile quando le censure, pur formalmente qualificate come violazioni di legge o vizi motivazionali, mirano sostanzialmente a una nuova valutazione dei fatti e delle prove.
- La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non può essere prospettata per ottenere un riesame del merito; la valutazione delle risultanze istruttorie resta riservata al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità salvo specifiche anomalie giuridicamente rilevanti.
- L'atto pubblico fa piena prova dei fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza e delle dichiarazioni rese, ma il giudice di merito può comunque utilizzare tali dichiarazioni, insieme ad altri elementi acquisiti in causa, come indizi per fondare una presunzione semplice su circostanze rilevanti ai fini della revocatoria.
- Ai fini dell'azione revocatoria ordinaria, la scientia damni può essere desunta anche da elementi presuntivi e dal complessivo quadro fattuale, senza che sia necessaria una prova diretta e formale della consapevolezza del pregiudizio.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18243/2023 del 27/06/2023
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18248/2023 del 27/06/2023
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18249/2023 del 27/06/2023
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18250/2023 del 27/06/2023
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18251/2023 del 27/06/2023
- ordinanza_civile · 27 giu 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 18252/2023 del 27/06/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →