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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04671/2025 del 05/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Conseguentemente condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito resta quindi ferma, con conferma della responsabilite0 e del trattamento sanzionatorio gie0 stabiliti in appello.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso riguarda una condanna in materia di stupefacenti pronunciata dalla Corte d'appello. Il ricorrente ha censurato: 1) l'affermazione di responsabilite0, sostenendo in sostanza che la valutazione di merito fosse errata; 2) il riconoscimento della recidiva; 3) il trattamento sanzionatorio. La Corte di cassazione rileva che il primo motivo era formulato in modo generico e meramente fattuale, a fronte di una sentenza di merito che aveva motivato adeguatamente valorizzando il quantitativo di stupefacente rinvenuto, dal quale erano ricavabili 276 dosi, e le dichiarazioni contraddittorie dell'imputato. Anche i motivi sulla recidiva e sulla pena sono ritenuti generiche contestazioni di valutazioni discrezionali del giudice di merito, che aveva fondato la recidiva su ripetute condanne nel quinquennio a pene significative e il trattamento sanzionatorio sulla gravite0 del fatto e sulla negativa personalite0 desunta dai precedenti penali.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    Il testo non riporta il capo d'imputazione in modo espresso, ma la decisione presuppone un reato in materia di stupefacenti; la motivazione si concentra sulla valutazione del quantitativo e sulla ricostruzione della responsabilite0.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva viene ritenuta correttamente applicata dal giudice di merito sulla base delle ripetute condanne nel quinquennio e della conseguente maggiore colpevolezza dell'imputato.

  • art. 133 c.p.

    Il giudice di merito ha motivato il trattamento sanzionatorio valorizzando le circostanze del fatto e la personalite0 negativa dell'imputato desunta dai precedenti penali.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilite0 del ricorso, il ricorrente e8 condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimite0, censure che si limitano a riproporre una lettura alternativa dei fatti senza evidenziare specifici vizi logici o giuridici della motivazione sono inammissibili.
  • La motivazione sullo spaccio puf2 ritenersi adeguata quando il giudice di merito valorizza il dato quantitativo della sostanza sequestrata e altri elementi convergenti, come dichiarazioni dell'imputato contraddittorie.
  • La doglianza sulla recidiva non puf2 limitarsi a contestare in modo generico l'esercizio del potere discrezionale del giudice, se questi ha dato conto di precedenti penali significativi e ravvicinati.
  • Anche la censura sul trattamento sanzionatorio e8 inammissibile se non si confronta con la motivazione del giudice di merito, fondata sulle circostanze del fatto e sulla personalite0 dell'imputato.
  • La declaratoria di inammissibilite0 del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entite0
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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