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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37782/2021 del 01/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente locale)

La controversia

I coniugi proprietari di alcuni mappali hanno convenuto il comune chiedendo, in via preliminare, l'accertamento della tacita sdemanializzazione di un tratto di sentiero comunale denominato "Grumella" insistente sulla loro proprietà e, in via principale, la dichiarazione di intervenuta usucapione del sedime. Sostenevano che il sentiero, sin dal 1967, non fosse più destinato al pubblico transito, versasse in stato di abbandono e disuso, e che la realizzazione di una nuova strada comunale con la costruzione di un muretto in cemento armato avesse definitivamente escluso l'uso pubblico del vecchio tracciato. In cassazione hanno denunciato, con due motivi, la violazione delle norme sull'acquisto a titolo originario e sul diritto di proprietà, lamentando che la corte d'appello non avesse valorizzato il muretto di chiusura dell'imbocco originario e altri elementi di fatto, e che non avesse correttamente considerato il possesso uti domini da loro esercitato, desumibile dall'uso del sedime come giardino e pascolo e dalle risultanze testimoniali e fotografiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i motivi inammissibili perché formulati in modo generico e promiscuo, senza una specifica critica alle affermazioni in diritto della sentenza impugnata, e perché, sotto l'apparente deduzione di violazione di legge e vizio motivazionale, miravano in realtà a ottenere una nuova valutazione del fatto e delle prove. Ha inoltre ribadito che l'omesso esame di elementi istruttori non equivale, di per sé, all'omesso esame di un fatto decisivo e che, nel caso concreto, la corte di merito aveva logicamente accertato l'assenza di una sdemanializzazione tacita e la mancata prova dei presupposti dell'usucapione. I ricorrenti sono stati condannati alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 829 c.c.

    richiamato dai ricorrenti come norma asseritamente violata, ma la Corte non ravvisa una specifica e intelligibile censura di violazione di legge

  • art. 832 c.c.

    richiamato dai ricorrenti per fondare l'allegato esercizio del diritto di proprietà e il possesso uti dominus

  • art. 1159 c.c.

    richiamato dai ricorrenti per sostenere l'usucapione del sedime

  • art. 360 c.p.c.

    la Corte ribadisce il discrimine tra violazione di legge e vizio di motivazione e applica il limite del novellato n. 5 al solo omesso esame di un fatto storico decisivo

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    richiede l'indicazione specifica degli atti e dei fatti rilevanti dedotti in cassazione

  • art. 369, comma 2, n. 4, c.p.c.

    richiede il deposito degli atti e documenti su cui il ricorso si fonda

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    menzionato in relazione alla doppia conforme, ma ritenuto non necessario ai fini della decisione

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    impone, in caso di rigetto del ricorso, il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002

    richiamato come parametro per il raddoppio del contributo unificato

  • art. 1455 c.c.

    citato dalla Corte come esempio di deduzione di violazione di legge formulata in modo non specifico

  • art. 1218 c.c.

    citato dalla Corte come esempio di deduzione di violazione di legge formulata in modo non specifico

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione ex art. 360, n. 3, c.p.c. è ammissibile solo se contiene una critica specifica alle affermazioni in diritto della sentenza impugnata; non basta indicare le norme asseritamente violate senza spiegare in che modo il giudice di merito le abbia mal interpretate o applicate.
  • La deduzione del vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non la semplice mancata considerazione di singoli elementi istruttori o una diversa lettura delle prove.
  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una rivalutazione globale del merito e delle risultanze probatorie, se la sentenza impugnata contiene una motivazione логicamente coerente e giuridicamente corretta.
  • L'accertamento della sdemanializzazione tacita di un bene pubblico richiede elementi univoci e incompatibili con la volontà pubblica di conservare la destinazione demaniale; il mero stato di abbandono o la presenza di opere non necessariamente incompatibili con l'uso pubblico non bastano, se il giudice di merito ne esclude motivatamente la rilevanza.
  • L'usucapione del sedime richiede la prova rigorosa del possesso utile ad usucapionem e dei relativi presupposti soggettivi e oggettivi; se la prova del venir meno della destinazione pubblica non è raggiunta, viene meno anche il presupposto per l'acquisto a titolo originario.

Come è indicizzato

MateriePossessoProprietàImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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