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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25653/2022 del 05/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per errori materiali e di fatto della sentenza della Corte di cassazione (18/03/2021) che aveva rigettato l'istanza di riparazione dell'errore giudiziario proposta da Francesca Sassano dopo aver ottenuto la revisione della condanna per reati di bancarotta; dedotti omissioni nella valutazione degli atti (sentenze di merito e documenti erano invece agli atti), errata considerazione della rilevanza della prescrizione per il reato di truffa aggravata e mancata motivazione su dogliane specifiche sollevate in ricorso

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha censurato gravi errori percettivi della Corte di cassazione (omissione nella lettura degli atti e mancata motivazione su doglianze decisive), ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuova valutazione della domanda di riparazione dell'errore giudiziario e ha affermato la legittimazione a proporre il rimedio straordinario anche per chi sia stato prosciolto in sede di revisione; ha inoltre chiarito i limiti della valutazione sulla colpa grave/dolo in rapporto alla causalità della condotta rispetto alla condanna

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    norma che disciplina il ricorso straordinario per la correzione di errori materiali o di fatto della Corte di cassazione; la Corte interpreta la legittimazione in senso estensivo, includendo anche chi sia stato prosciolto in sede di revisione quando l'errore ha reso irrimediabile il pregiudizio

  • art. 643 cod. proc. pen.

    disciplinante la riparazione dell'errore giudiziario: riconosce il diritto di riparazione a chi sia stato prosciolto in sede di revisione; utilizzata per delimitare l'oggetto del sindacato (solo i fatti per i quali è intervenuta la revisione)

  • art. 632 cod. proc. pen.

    indica i soggetti legittimati a chiedere la revisione (in particolare il condannato e soggetti correlati); la Corte richiama la disciplina per definire la platea dei soggetti coinvolti nella riparazione

  • art. 641 e art. 644 cod. proc. pen.

    norme connesse alla riproposizione della revisione e alla legittimazione dei prossimi congiunti/eredi a chiedere la riparazione in caso di morte; richiamate per evidenziare la logica del sistema

  • art. 391-bis e art. 395 n. 4 cod. proc. civ.

    richiamate in comparazione per la giurisprudenza sul rimedio per errore di fatto in sede civile e per le questioni di armonizzazione tra rimedi civili e penali; la Corte utilizza il confronto per motivare l'estensione interpretativa dell'art. 625-bis

  • art. 640-bis cod. pen.

    norma sul reato di truffa aggravata; citata per la questione della prescrizione del reato e del suo rilievo, in relazione alla possibilità di chiedere la revisione o la riparazione

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per correzione di errore materiale o di fatto (art. 625-bis c.p.p.) può essere esercitato anche quando la decisione censurata della Corte di cassazione ha reso irrimediabile un pregiudizio consolidando un giudicato che poi è stato oggetto di revisione; la legittimazione va interpretata in modo non meramente formale.
  • La riparazione dell'errore giudiziario (art. 643 c.p.p.) riguarda solo i fatti per i quali sia intervenuta la proscioglienza in sede di revisione: le doglianze su reati distinti o prescritti vanno escluse se non fanno parte del giudicato oggetto della revisione.
  • Per negare la riparazione non è sufficiente accertare la colpa grave o il dolo dell'interessato in astratto: bisogna valutare se quella condotta abbia effettivamente "causato" la condanna che è stata poi revocata (nexus causale).
  • Se la Corte di legittimità solleva questioni d'ufficio rispetto a profili decisivi, è suo onere consultare gli atti processuali prima di esprimersi; omissioni o svisti nella lettura degli atti costituiscono errori percettivi che giustificano la correzione o l'annullamento.
  • La presenza di pronunce o documenti di merito negli atti trasmessi (es. sentenze di primo e secondo grado) deve essere verificata concretamente: la loro mancata considerazione può configurare errore di fatto della Corte di cassazione se la documentazione era effettivamente agli atti.
  • In situazioni in cui la giurisprudenza sovranazionale o l'evoluzione giurisprudenziale nazionale incidono sulla valutazione dei rimedi straordinari, i giudici nazionali tendono ad ampliare l'accesso a strumenti correttivi (ricorso 625-bis) per garantire tutela effettiva dei diritti; pertanto, in casi analoghi è utile segnalare puntualmente gli elementi documentali e chiedere l'acquisizione del fascicolo per evitare valutazioni erronee di carenza probatoria.
  • Quando si allegano nuove prove decisive per ottenere la revisione, è importante dimostrare che tali prove non erano valutabili dal giudice del merito all'epoca della condanna o che, pur essendo astrattamente rappresentabili, non erano state adeguatamente considerate; la Corte verificherà se le nuove risultanze avrebbero potuto impedire la condanna.

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