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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38325/2025 del 26/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: (1) incompetenza territoriale per connessione/stralcio del procedimento; (2) mancata rimessione in termini per riproporre il patteggiamento a seguito dell'esclusione della recidiva; (3) mancata applicazione della riduzione di pena ex art. 448 c.p.p. dopo la presentazione della richiesta di patteggiamento; (4) vizio di motivazione circa il riconoscimento della responsabilità (contestata la valutazione probatoria e l'interpretazione delle intercettazioni).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso nel suo complesso. In particolare: primo motivo infondato poiché l'eccezione di incompetenza territoriale era tardiva e, comunque, la competenza per connessione si era definitivamente radicata a Salerno (principio di perpetuatio competentiae); secondo motivo inammissibile perché l'esclusione della recidiva è modifica ininfluente ai fini della rimessione in termini (art. 516/519 c.p.p.); terzo motivo infondato perché la richiesta di patteggiamento non era stata validamente acquisita (mancava formale presa di posizione del pubblico ministero e la difesa non l'ha rinnovata in modo idoneo nel dibattimento), quindi non operava l'obbligo di riduzione ai sensi dell'art. 448 c.p.p.; quarto motivo generico e aspecifico e quindi inammissibile, la sentenza di merito motivata con intercettazioni, testimonianze e ammissioni parziali. Complessivamente il resistente (la sentenza impugnata) prevale.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sostanziale menzionata come riferimento al concorso di persone nel reato; la decisione si fonda sugli elementi di fatto e prove per la responsabilità in concorso

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309/1990

    Norma sostanziale che qualifica il reato di spaccio/cessione di stupefacenti contestato; utilizzata per la determinazione della pena di base

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Richiamata per la qualificazione associativa originaria dei reati che aveva determinato la connessione e la competenza territoriale; tale connessione ha fatto permanere la competenza a Salerno (perpetuatio competentiae)

  • art. 21 cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo di sollevare l'eccezione di incompetenza territoriale in udienza preliminare: la mancata tempestiva deduzione rende la questione inammissibile

  • art. 516 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle modifiche dell'imputazione: la Corte ha ritenuto che l'esclusione della recidiva non costituisce una modifica tale da rimettere in termini l'imputato per patteggiamento

  • art. 519 cod. proc. pen.

    Richiama la nozione di modificazione dell'imputazione e conferma che la contestazione della recidiva non incide ai fini di rimessione in termini per patteggiamento

  • art. 448 cod. proc. pen.

    Norma sul potere del giudice di accogliere la richiesta di patteggiamento anche in fase di giudizio quando ritiene ingiustificato il dissenso del pubblico ministero; la Corte ha ritenuto non applicabile la riduzione perché la richiesta in dibattimento non era stata validamente proposta (mancava formale consenso/dissenso del P.M. e la difesa non ha rinnovato efficacemente la richiesta)

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'accordo sulle modalità di definizione della pena (applicazione della pena su richiesta delle parti); richiamata nel quadro delle regole sul patteggiamento e sui limiti procedurali

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Richiamata per la trattazione scritta del procedimento in Cassazione (procedimento svolto con trattazione scritta)

  • art. 619 cod. proc. pen.

    Richiamata come potere della Corte di cassazione di integrare o correggere la motivazione quando rilevante; utilizzata per precisare i limiti del sindacato sul vizio di motivazione

  • art. 555, comma 2 cod. proc. pen.

    Richiami giurisprudenziali indicano che in procedimenti a citazione diretta vi sono regole analoghe sulla possibilità di applicare la pena anche senza rinnovazione formale in talune condizioni; la Corte richiama la giurisprudenza ma ne specifica i limiti

Massime di principio

  • L'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata tempestivamente in udienza preliminare (art. 21 c.p.p.); sollevandola per la prima volta in dibattimento la questione può essere dichiarata inammissibile.
  • La connessione per reati che comportano competenza «qualificata» (es. art. 74 d.P.R. 309/90) può radicare definitivamente la competenza territoriale (perpetuatio competentiae) anche se successivamente uno o più procedimenti vengono stralciati o alcuni reati vengono esclusi.
  • L'esclusione della recidiva, sebbene rilevante per la quantificazione della pena, può non costituire una «modifica» dell'imputazione tale da rimettere automaticamente i termini per riproporre il patteggiamento (art. 516 e 519 c.p.p.).
  • Perché il giudice applichi la riduzione di pena prevista in caso di patteggiamento, la richiesta deve essere validamente proposta e deve risultare una formale presa di posizione del pubblico ministero (consenso o dissenso motivato); richieste «depositate» ma prive di formale assenso/dissenso del P.M. possono essere considerate non acquisite e quindi inammissibili.
  • Dopo il dissenso o il rigetto della proposta di patteggiamento in udienza preliminare, la rinnovazione deve essere compiuta nei modi e nei termini previsti (prima dell'apertura del dibattimento) e, ove necessaria, riproposta espressamente al termine del dibattimento per consentire al giudice di valutare il dissenso del P.M. alla luce dell'istruttoria dibattimentale.
  • I motivi di cassazione generici o aspecifici, che non confrontano puntualmente la motivazione di merito, sono inammissibili: il sindacato di legittimità richiede specificità nell'indicazione dei vizi di diritto o di motivazione.

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