Cassazione Civile, Ordinanza n. 12103/2026 del 30/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione fiscale)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate ha rettificato il classamento catastale di un’unità immobiliare sita in Trieste, originariamente censita in categoria A/1. I proprietari avevano presentato nel 2015 una denuncia di variazione DOCFA chiedendo il classamento in categoria A/2, classe 4, consistenza 7 vani, richiamando una diversa distribuzione degli spazi interni e sostenendo che l’alloggio non avesse i requisiti delle abitazioni di lusso. La CTP aveva rigettato il ricorso dei contribuenti, mentre la CTR aveva accolto l’appello ritenendo che la richiesta di diverso classamento potesse essere presentata in ogni momento tramite DOCFA anche in assenza di modifiche sostanziali e che la diversa distribuzione interna e il difetto dei requisiti di lusso giustificassero il declassamento. L’Agenzia ha quindi proposto ricorso per cassazione deducendo la violazione degli artt. 7 e 61 del D.P.R. 1142/1949, dell’art. 38 del D.P.R. 917/1986 e dell’art. 3, comma 58, L. 662/1996, sostenendo che la procedura DOCFA è utilizzabile solo in caso di effettiva variazione dello stato dell’immobile, cioè di mutamenti sostanziali incidenti sulla consistenza della singola unità, e non per il solo declassamento fondato su elementi non idonei a incidere sull’originario classamento.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato l’unico motivo di ricorso dell’Agenzia. Ha affermato che la procedura DOCFA è limitata alle ipotesi di nuova costruzione o di variazione dello stato dei beni che comporti mutazioni catastalmente rilevanti, e non è utilizzabile per ottenere un declassamento fondato sulla sola diversa distribuzione degli spazi interni o sul mancato possesso dei requisiti di abitazione di lusso in assenza di modifiche sostanziali dell’immobile. Conseguentemente ha cassato la sentenza della CTR e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito rigettando il ricorso introduttivo dei contribuenti. Ha inoltre condannato i contribuenti alle spese di tutti i gradi di giudizio.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
È stato il parametro processuale del motivo di ricorso per cassazione, formulato come violazione di legge.
artt. 7 e 61 D.P.R. n. 1142/1949
Richiamati come norme sulla disciplina catastale e sul classamento, applicabili nella revisione del classamento solo nei casi consentiti dal sistema.
Richiamato nel quadro normativo indicato dalla ricorrente per contestare la decisione sulla revisione catastale.
art. 3, comma 58, L. n. 662/1996
Richiamato dalla ricorrente a sostegno della disciplina della revisione del classamento catastale.
D.M. 19 aprile 1994 n. 701, art. 1, comma 1
La Corte ne ha affermato un uso circoscritto ai soli casi di dichiarazione di nuova costruzione o di variazione dello stato dei beni rilevante ai fini catastali.
art. 56 D.P.R. 1 dicembre 1949 n. 1142
Norma richiamata come ipotesi di nuova costruzione che consente il ricorso alla procedura DOCFA.
art. 20 R.D.L. 13 aprile 1939 n. 652
Norma richiamata come base dell’obbligo di denuncia delle variazioni dello stato e del possesso degli immobili, nei modi stabiliti dal regolamento.
art. 17 R.D.L. 13 aprile 1939 n. 652
Richiamato per indicare che devono essere denunciate solo le variazioni che implichino mutazioni catastalmente rilevanti.
art. 15, comma 2 sexies, d.lgs. n. 546 del 1992
Richiamato solo ai fini della liquidazione delle spese, già abbattute del 20%.
Massime di principio
- La procedura DOCFA può essere utilizzata solo in presenza di una nuova costruzione o di una variazione effettiva dello stato dell’immobile che comporti mutazioni catastalmente rilevanti; non è strumento generale per chiedere il declassamento in assenza di tali presupposti.
- Il diverso classamento non può essere fondato su elementi che non incidono sulla consistenza o sulla natura dell’unità immobiliare, come la sola diversa distribuzione degli spazi interni, se non accompagnati da modifiche sostanziali rilevanti ai fini catastali.
- In sede di ricorso per cassazione, la censura per violazione di legge è fondata quando il giudice di merito applica una procedura catastale a un’ipotesi non prevista dalla normativa di settore.
- Quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può cassare la sentenza e decidere nel merito rigettando il ricorso originario.
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