Sentenza del 20/06/2025 n. 16564 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda l’avviso di accertamento relativo al periodo d’imposta 2009, con cui erano stati recuperati a tassazione interessi passivi e oneri accessori dedotti da WPS sul finanziamento di 22.400.000 euro contratto nel 2007 dalla newco M. P. S.r.l. per acquistare WPS e poi incorporata in quest’ultima con fusione inversa nel 2008. L’Ufficio aveva qualificato l’operazione di merger leveraged buy out (MLBO) come abusiva ai sensi dell’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, sostenendo che la fusione avesse trasferito sulla società operativa il costo del debito, consentendo di dedurre interessi altrimenti non deducibili ai sensi dell’art. 96 del D.P.R. n. 917/1986, senza valide ragioni economiche. WPS ha contestato tale valutazione, sostenendo che l’operazione rispondeva alla necessità, richiesta dai finanziatori, di garantire il rimborso del debito con i beni e i flussi finanziari della target e realizzava l’ingresso del nuovo socio AER. Ha inoltre contestato che la permanenza nella società dei due soci originari rendesse artificiosa l’operazione: dopo il MLBO ciascuno deteneva il 25%, mentre AER, nuovo socio, deteneva il 50%, con conseguente mutamento dell’assetto di controllo. Il primo motivo ha denunciato la violazione degli artt. 37-bis e 96 citati e dell’art. 2697 c.c.; il secondo riguardava le sanzioni. In autotutela, il 25 novembre 2016 l’Agenzia aveva già annullato il recupero per il 50% corrispondente alla quota del nuovo socio, mantenendolo per la quota riferita ai soci originari.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ha dichiarato assorbito il secondo e ha cassato la sentenza d’appello, rinviando alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Ha stabilito che la permanenza dei soci originari nella compagine non esclude di per sé un effettivo change of control: occorre verificare se sia mutato in modo rilevante l’assetto di controllo, con cessazione del controllo esclusivo precedente. Nel caso concreto, i due soci originari erano passati dal 50% ciascuno al 25% ciascuno, mentre il nuovo socio AER deteneva il 50%; tale configurazione evidenzia un mutamento dell’assetto di controllo, non smentito dalla continuità di alcuni soci. Il giudice del rinvio dovrà applicare questo principio e rivalutare la contestazione. Non è stata pronunciata una decisione definitiva sulla spettanza della deduzione o sulle sanzioni. La Commissione tributaria provinciale di Agrigento aveva rigettato il ricorso e la Commissione tributaria regionale della Sicilia aveva rigettato l’appello; la sentenza di quest’ultima è stata cassata.
Norme richiamate
Art. 37-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
In tema di abuso del diritto, ai sensi dell' art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 vigente ratione temporis, l'operazione tipizzata dall' art. 2501-bis cod. civ., definita comunemente merger leveraged buy out, può non avere quale elemento predominante ed assorbente lo scopo di eludere il fisco, trovando giustificazione in un più ampio progetto di ristrutturazione societaria volto all'ingresso di nuovi soci, anche quando nella società target, all'esito dell'operazione, siano ancora presenti i soci che ne facevano parte in precedenza, qualora risulti comunque modificato in maniera rilevante l'assetto di controllo preesistente (c.d. change of control), venendo a cessare il controllo esclusivo dei precedenti soci, ancorché gli stessi permangano nella compagine sociale.
La presenza di soci originari nella target dopo un MLBO non dimostra automaticamente l’abuso. Se l’operazione comporta un mutamento rilevante dell’assetto di controllo e la cessazione del controllo esclusivo precedente, può risultare giustificata da una riorganizzazione societaria e dall’ingresso di nuovi soci, anziché essere essenzialmente diretta a ottenere un vantaggio fiscale.
Art. 96 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917
La norma è richiamata come disciplina dei limiti alla deducibilità degli interessi passivi e come disposizione che l’Ufficio riteneva aggirata mediante la deduzione, presso la società target, degli interessi sul finanziamento di acquisizione. La Corte non ne definisce autonomamente i limiti applicativi: la questione della deduzione va rivalutata nel giudizio di rinvio alla luce del principio sull’abuso e sul mutamento dell’assetto di controllo.
Art. 2501-bis del codice civile
In tema di abuso del diritto, ai sensi dell' art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973 vigente ratione temporis, l'operazione tipizzata dall' art. 2501-bis cod. civ., definita comunemente merger leveraged buy out, può non avere quale elemento predominante ed assorbente lo scopo di eludere il fisco, trovando giustificazione in un più ampio progetto di ristrutturazione societaria volto all'ingresso di nuovi soci, anche quando nella società target, all'esito dell'operazione, siano ancora presenti i soci che ne facevano parte in precedenza, qualora risulti comunque modificato in maniera rilevante l'assetto di controllo preesistente (c.d. change of control), venendo a cessare il controllo esclusivo dei precedenti soci, ancorché gli stessi permangano nella compagine sociale.
Lo schema di fusione con indebitamento disciplinato dall’art. 2501-bis c.c. può costituire lo strumento di una riorganizzazione societaria genuina. La sua adozione e la deduzione dei relativi oneri finanziari non sono, da sole, sufficienti a dimostrare l’abuso; rileva anche l’effettivo mutamento del controllo della target.
La disposizione è stata invocata dalla ricorrente nel motivo relativo all’onere della prova, ma la Corte ha accolto il motivo sulla base dei principi sull’abuso e sul change of control, senza formulare una specifica interpretazione dell’art. 2697 c.c.
Massime di principio
- Nelle operazioni di MLBO, la deduzione degli interessi sul debito di acquisizione non è automaticamente abusiva: occorre valutare se l’operazione abbia una giustificazione economica effettiva, come una riorganizzazione societaria o l’ingresso di nuovi soci, e se il vantaggio fiscale sia lo scopo predominante e assorbente.
- La necessità di strutturare l’operazione secondo le esigenze dei finanziatori, che possono richiedere garanzie sulla target e il ricorso ai suoi flussi di cassa per il rimborso, può costituire una ragione extrafiscale rilevante.
- La permanenza dei soci precedenti nella società acquisita non basta, da sola, a dimostrare artificiosità o circolarità. Occorre confrontare l’assetto di controllo prima e dopo l’operazione e verificare se il controllo esclusivo precedente sia cessato in modo sostanziale.
- La presenza di un nuovo socio con una partecipazione significativa, tale da modificare l’equilibrio proprietario e di controllo, può dimostrare un effettivo change of control anche se i soci originari conservano quote nella target.
- La decisione ha disposto il rinvio: non attribuisce definitivamente a WPS il diritto alla deduzione degli interessi, ma impone al giudice di merito di riesaminare l’accertamento applicando il criterio del mutamento rilevante del controllo.
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