Cassazione Civile, Ordinanza n. 07613/2023 del 16/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (straniero)
La controversia
Un cittadino straniero, trattenuto presso un Centro di Permanenza per il Rimpatrio in esecuzione di un decreto di espulsione, ha impugnato per cassazione il decreto del Giudice di Pace che aveva convalidato il trattenimento. Il ricorso ha dedotto la nullità del procedimento di convalida per violazione del contraddittorio e del diritto dell'interessato ad essere informato dell'udienza e a parteciparvi. In particolare, si è sostenuto che non vi fosse prova della rituale comunicazione dell'udienza di convalida al trattenuto, che la sua assenza non potesse essere giustificata da una mera dichiarazione orale del funzionario del centro circa un preteso rifiuto a comparire, e che mancasse una valida rinuncia scritta e consapevole alla partecipazione. Il giudice di pace avrebbe quindi convalidato il trattenimento senza verificare la regolare instaurazione del contraddittorio e l'effettiva, valida rinuncia dell'interessato.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che nel procedimento di convalida del trattenimento dello straniero la partecipazione dell'interessato e del difensore costituisca garanzia necessaria, e che, in difetto di prova della rituale informazione dell'udienza al trattenuto, non possa presumersi una valida rinuncia a comparire. Ha osservato che la rinuncia, proprio perché proveniente da soggetto privato della libertà e impossibilitato a desumersi dalla mera mancata comparizione, deve risultare da un atto scritto o comunque documentalmente attestato. Poiché tale prova mancava, l'intera udienza di convalida è stata considerata invalida e il decreto del giudice di pace è stato cassato senza rinvio, essendo ormai decorsi i termini per la celebrazione di un nuovo giudizio di convalida. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, con rinvio della loro liquidazione al giudice di pace secondo la disciplina del patrocinio a spese dello Stato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Viene utilizzato come paradigma del vizio di nullità del procedimento denunciabile in cassazione per violazione del contraddittorio.
Richiamato quale norma espressiva del principio del contraddittorio, la cui violazione determina nullità del procedimento.
art. 14, comma 4, secondo periodo, d.lgs. n. 286/1998
È letto come disposizione che impone di informare lo straniero dell'udienza di convalida e di condurlo a parteciparvi, salvo valida rinuncia.
art. 14, comma 5, d.lgs. n. 286/1998
Costituisce la base normativa del provvedimento di convalida del trattenimento impugnato.
art. 13, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 286/1998
È richiamato come fondamento del decreto prefettizio di espulsione eseguito mediante trattenimento.
Richiamato in tema di forma delle comunicazioni e notificazioni nel procedimento.
Richiamato in tema di forma delle notificazioni nel procedimento civile.
Richiamato con riferimento alle modalità formali delle comunicazioni e notificazioni.
Richiamato per affermare che la rinuncia a comparire, quale atto processuale, deve essere redatta e/o documentata per iscritto.
Richiamato insieme all'art. 126 c.p.c. per la forma scritta e documentazione degli atti di parte.
art. 13 Cost.
È valorizzato per affermare che il trattenimento incide sulla libertà personale e che la sua limitazione è soggetta a riserva assoluta di legge.
art. 82 d.P.R. n. 115 del 2002
Richiamato per la liquidazione del compenso e delle spese del difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.
art. 83, comma 2, d.P.R. n. 115 del 2002
Richiamato per individuare il giudice competente alla liquidazione in cassazione o in caso di cassazione senza rinvio.
art. 133 d.P.R. n. 115 del 2002
Escluso dalla Corte come norma riferibile all'ipotesi di soccombenza di un'Amministrazione statale.
Massime di principio
- Nel procedimento di convalida del trattenimento dello straniero la garanzia del contraddittorio è necessaria e comprende la partecipazione del difensore e l'audizione dell'interessato, senza che sia richiesta una formale istanza di quest'ultimo per essere sentito.
- La mancata comparizione dello straniero trattenuto non può essere considerata equivalente a rinuncia a partecipare all'udienza se non risulta provata una preventiva e rituale informazione sull'udienza e sul suo oggetto.
- Quando il soggetto è privato della libertà personale, la rinuncia a comparire all'udienza di convalida, per essere valida, deve risultare da un atto scritto o comunque da una documentazione formale idonea, non potendo essere desunta da mere dichiarazioni orali o da informazioni informali.
- In assenza di prova della regolare comunicazione dell'udienza al trattenuto, l'udienza di convalida e il decreto adottato all'esito sono affetti da nullità.
- Se, al momento della decisione di legittimità, sono ormai decorsi i termini per celebrare un nuovo giudizio di convalida, la cassazione avviene senza rinvio.
- rami
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