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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13300/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 95 d.P.R. n.115/2002 per avere dichiarato, nell'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, un reddito familiare inferiore a quello effettivo. Il ricorrente deduceva: mancata prova del dolo generico richiesto dalla norma (sosteneva di non sapere di somme percepite da genitori conviventi e che alcune entrate non erano state ancora erogate; contestava inoltre la proprietà di immobili e la locazione attribuita alla moglie); mancata motivazione sulla sussistenza dell'elemento psicologico (dolo) e mancata motivazione sulla mancata applicazione della causa di non punibilità ex art.131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i primi due motivi: ha rilevato che la Corte d'appello aveva inferito il dolo generico semplicemente dall'omissione di alcune poste reddituali senza motivare circa la conoscibilità da parte dell'imputato delle entrate dei congiunti. Il terzo motivo è stato assorbito. La sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari. È stata inoltre richiamata la computazione della prescrizione con l'aggiunta dei giorni di sospensione derivanti dal d.l. n.73/2018.

Norme richiamate

  • art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Disciplina delle false dichiarazioni od omissioni nelle istanze per il patrocinio a spese dello Stato

    Il delitto si configura per false dichiarazioni o omissioni, anche parziali, nelle dichiarazioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dall'effettiva sussistenza delle condizioni di reddito; tuttavia è richiesto il dolo generico, che deve essere "rigorosamente provato" e non può essere desunto automaticamente dalla mera omissione

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) e lett. e))

    Vizi di motivazione e violazione di norme

    Gli artt. contestati sono stati invocati per censurare la violazione di legge e la carenza di motivazione: la Corte di Cassazione ha ritenuto che la motivazione della Corte territoriale fosse insufficiente rispetto alla prova del dolo

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto

    La mancata motivazione circa l'applicazione (o meno) della causa di non punibilità è stata sollevata dal ricorrente, ma tale motivo è stato assorbito dalla Corte di Cassazione e non deciso nel merito

  • d.l. n. 73 del 2018

    Provvedimento che ha sospeso termini processuali

    Ha inciso sul calcolo della prescrizione aumentando di 111 giorni il termine complessivo, con la conseguenza che il reato non risultava estinto per prescrizione alla data del giudizio

Massime di principio

  • Per integrare il reato di cui all'art.95 DPR 115/2002 non basta la mera omissione: è necessario provare il dolo generico (consapevolezza e volontà della falsità) e la motivazione deve esplicitare come sia stata accertata tale consapevolezza.
  • La conoscenza da parte dell'imputato di redditi o patrimoni riconducibili ad altri componenti del nucleo familiare non può essere automaticamente presunta in ragione del solo rapporto di convivenza; il giudice deve valutare e motivare gli elementi che rendono conoscibile quelle entrate al dichiarante.
  • Se l'entrata (es. indennità) non era ancora erogata al momento della dichiarazione, ciò può incidere sulla valutazione della conoscibilità e quindi del dolo; il giudice deve considerare la tempistica delle percezioni.
  • La semplice discrepanza tra quanto dichiarato nell'ISEE e quanto emerso da accertamenti non è sufficiente, senza ulteriore prova, a dimostrare l'intenzionalità o la consapevolezza dell'errore da parte del richiedente il patrocinio.
  • Le doglianze su carenza di motivazione relative all'elemento psicologico e all'applicazione di istituti estintivi o di non punibilità (art.131-bis) possono portare all'annullamento della sentenza se il giudice di merito non affronta espressamente tali profili.
  • In procedimenti penali di questo tipo è essenziale che l'accertamento patrimoniale e la prova della consapevolezza siano coordinate: indagini sulle fonti di reddito, sulle locazioni e su rapporti patrimoniali devono essere riferite al sapere effettivo dell'imputato o ricondotte a elementi che autorizzano la sua previsione.

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