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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08657/2026 del 05/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che, accogliendo parzialmente l'appello del Pubblico Ministero, ha disposto la custodia cautelare in carcere per il reato di importazione di 200 Kg di cocaina. Il ricorrente, tramite difesa, ha sollevato quattro motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per non aver considerato elementi probatori favorevoli (verbali tecnici e di perquisizione negativi, indeterminatezza dell'accordo, interruzione dei rapporti, mancanza di riscontri esterni, versioni rese dagli indagati); 2) vizio di motivazione e falsa applicazione delle norme cautelari in quanto il Tribunale non ha indicato quali fonti probatorie sarebbero a rischio e con quali condotte specifiche l'indagato potrebbe inquinarle; 3) assenza di concretezza e attualità del pericolo di reiterazione, dato il lavoro stabile del ricorrente e l'assenza di precedenti specifici; 4) mancata valutazione di misure meno afflittive rispetto alla custodia cautelare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondata la censura principale (primo motivo) e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale del riesame. La Cassazione ha disposto che il giudice di rinvio proceda a una nuova e più approfondita valutazione delle risultanze investigative al fine di verificare se l'accordo tra gli indagati fosse effettivamente idoneo a integrare il reato di importazione (o almeno il tentativo punibile) oppure se si sia trattato di una fase meramente preparatoria. La Corte ha richiamato la distinzione giurisprudenziale tra l'accordo per l'acquisto e l'accordo finalizzato all'importazione (che richiede elementi di concretezza e controllo sull'operazione), osservando che nello specifico non è emersa con certezza la plausibilità e la fattibilità concreta dell'operazione di importazione al momento dell'intesa. Gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato nella contestazione per indicare la partecipazione di più soggetti nell'accordo criminoso (concorso di persone nel reato); assunto come base per la contestazione di responsabilità collegata alle attività preparatorie e di trasporto

  • DPR 309/1990, art. 73 comma 1 e 6

    art. 73 comma 1 e 6 DPR 309/90

    Norma che disciplina le sanzioni per i delitti in materia di stupefacenti; citata per qualificare la condotta di importazione di cocaina in relazione alla quantità contestata (200 Kg) e alle relative conseguenze sanzionatorie

  • DPR 309/1990, art. 80 comma 2

    art. 80 comma 2 DPR 309/90

    Richiamato come parametro di aggravamento/definizione delle fattispecie connesse al traffico di stupefacenti e alla determinazione delle pene

  • cod. proc. pen., art. 274 (lett. a) e lett. c))

    art. 274 lett. a) e lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamate come disposizioni sulle esigenze cautelari che giustificano la custodia cautelare; la Corte sottolinea che l'apprezzamento di tali esigenze richiede motivazione concreta e attuale (specificazione delle fonti di pericolo per l'integrità delle prove e elementi concreti sul rischio di reiterazione)

  • cod. proc. pen., art. 292 (lett. c) e c-bis))

    art. 292 lett. c) e c-bis cod. proc. pen.

    Richiamate nel contesto delle norme applicabili alla valutazione delle esigenze cautelari; in particolare la difesa aveva contestato la loro applicazione senza indicazione di condotte specifiche che possano inquinare le prove

  • cod. proc. pen., art. 606 lett. c)

    art. 606 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (in particolare la violazione di legge e il vizio di motivazione); utilizzata come fondamento procedurale per la cognizione del ricorso

Massime di principio

  • Quando il tribunale del riesame, in funzione di appello cautelare, rovescia una precedente decisione di rigetto non è richiesta una "motivazione rafforzata", ma è obbligatorio un confronto critico e motivato con le ragioni del provvedimento riformato: il giudice d'appello deve esaminare e superare esplicitamente le argomentazioni del primo giudice
  • Per il reato di importazione di stupefacenti è necessario distinguere chiaramente tra un accordo per l'acquisto (che può costituire il reato di acquisto) e un accordo finalizzato all'effettivo trasferimento/importazione: per ritenere consumata l'importazione (o il tentativo) occorrono elementi che indichino la concreta prospettiva di trasferimento nel territorio nazionale (disponibilità della drog a, accordi con fornitori esteri, organizzazione logistica e controllo dell'operazione)
  • La mera esistenza di conversazioni, pianificazioni o preparativi non è sempre sufficiente a provare l'importazione: il giudice deve valutare la plausibilità e la fattibilità concreta dell'operazione al momento dell'accordo
  • Per giustificare la custodia cautelare per rischio di 'inquinamento delle prove' il giudice deve indicare specificamente quali fonti di prova sarebbero esposte al pericolo e con quali condotte concrete l'indagato potrebbe comprometterle
  • Per sostenere il pericolo di reiterazione è richiesta una motivazione ancorata a fatti concreti e attuali (atteggiamenti, precedenti, modalità di condotta) e la semplice gravità astratta del fatto non basta
  • La valutazione sulla scelta della misura cautelare deve sempre considerare la possibilità di misure meno afflittive e motivare il rifiuto di tali alternative in termini di necessità e proporzionalità
  • Esiti negativi di perquisizioni o accertamenti tecnici effettuati tempo dopo i fatti non eliminano automaticamente un quadro indiziario consistente, ma il giudice deve valutare il valore probatorio complessivo e la temporalità delle attività investigative
  • In presenza di ambiguità sui profili essenziali dell'imputazione (es. se l'intesa fosse finalizzata all'importazione o fosse mera fase preparatoria), la Cassazione può annullare con rinvio per un esame più approfondito delle risultanze investigative

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