Cassazione Civile, Sentenza n. 19755/2025 del 17/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Listro impugna la sentenza della Corte d'Appello di Catania che aveva accertato il confine e, in via riconvenzionale, riconosciuto una servitù di passaggio per usucapione a favore dei fondi di Drago Pietro, Varvaro e Castelli. I principali motivi di ricorso censurano: (1) presunta violazione delle norme processuali perché Varvaro e Castelli non avrebbero proposto appello incidentale; (2) errore di valutazione dei fatti circa l'effettiva consistenza della stradella e la natura non interclusiva dei fondi; (3) violazione della norma che impedisce l'usucapione sui beni del demanio o del patrimonio indisponibile dello Stato (art. 828 c.c. e disciplina del demanio marittimo); (4) mancanza del requisito temporale per la prescrizione acquisitiva (possesso utile) e l'assenza di prova sul momento in cui il terreno avrebbe perso la natura demaniale; (5) censura sulle spese processuali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i motivi terzo e quarto del ricorso (relativi all'impossibilità di usucapione mentre il bene è nel demanio/patrimonio indisponibile e alla mancanza di accertamento della data di cessazione della demanialità), ha dichiarato assorbiti il secondo e il quinto motivo e ha rigettato gli altri. Di conseguenza la sentenza della Corte d'Appello è stata cassata nella parte che aveva riconosciuto l'usucapione della servitù e la causa è stata rinviata alla Corte d'Appello di Catania in diversa composizione per nuovo esame, con indicazione di accertare quando il fondo ha cessato di appartenere al demanio/patrimonio indisponibile e valutare da quella data l'eventuale possesso utile ai fini dell'usucapione. Le spese del giudizio di legittimità e la regolazione delle spese del merito sono rinviate e dovranno essere decise alla luce dell'esito complessivo del procedimento al rinvio.
Norme richiamate
Richiamato in relazione alla nullità della citazione iniziale dichiarata dal Tribunale; motivo posto a fondamento della vicenda processuale di primo grado
Richiamato anch'esso come normativa violata dal Tribunale nell'atto di citazione, con conseguente nullità dell'atto introduttivo del giudizio
Inserito nella censura relativa alla presunta violazione delle regole di devolvimento dell'appello; la Corte ha ritenuto la censura infondata
Richiamato nella prima censura con riferimento alle modalità di chiamata in causa e devolvimento in appello; la Cassazione non ha ravvisato vizio nel decidere per le parti che avevano riproposto le domande non esaminate
Interpretato nel senso che, quando il primo grado è deciso solo in ordine a questioni di rito e non si è pronunciato sul merito, le parti vittoriose in primo grado non devono proporre appello incidentale ma devono riproporre le domande non esaminate affinché il secondo grado le esamini
Norma sulla prescrizione acquisitiva (usucapione); la Corte ha ritenuto che non potesse essere valorizzato possesso antecedente alla perdita della qualità demaniale e che l'accertamento della data di sdemanializzazione fosse necessario per valutare il decorso del termine
I beni che fanno parte del patrimonio indisponibile non possono essere sottratti alla loro destinazione, se non nei modi stabiliti dalle leggi che li riguardano
La Corte ha interpretato questa norma nel senso che i beni del patrimonio indisponibile (compresi quelli demaniali) non possono essere oggetto di usucapione e che occorre un atto formale o evento idoneo (sdemanializzazione) per rendere possibile l'acquisto per prescrizione
Ai sensi dell'art. 35 cod. nav., la sdemanializzazione dei beni del demanio marittimo non può avvenire per facta concludentia, ma solo per legge o mediante l'adozione, ad opera dell'autorità competente, di un formale provvedimento che ha efficacia costitutiva
Per i beni del demanio marittimo la sdemanializzazione richiede un atto formale dell'autorità competente; non è possibile acquisire diritti per usucapione o per fatto pacifico antecedente alla formale sdemanializzazione
Norma sulle spese processuali: la decisione sulla liquidazione delle spese è rimessa al giudice del rinvio e dovrà essere valutata alla luce dell'esito complessivo della controversia
Massime di principio
- Usucapione non può prodursi su beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile fino a che non sia intervenuta formale sdemanializzazione o altro evento giuridico che abbia definitivamente escluso la loro appartenenza al patrimonio indisponibile
- Nel caso di demanio marittimo, la sdemanializzazione richiede sempre un atto formale dell'autorità competente; non è possibile fondare l'usucapione su possesso anteriore in assenza di tale atto
- Quando il giudice di primo grado decide soltanto su questioni di rito (es. nullità della citazione) e non entra nel merito, le parti devono riproporre le domande non esaminate in appello (ex art. 346 c.p.c.); non è sempre necessario un appello incidentale da parte della parte che in primo grado è stata sostanzialmente vittoriosa
- Per valutare la prescrizione acquisitiva (usucapione) in relazione a un bene che era in passato demaniale, il giudice deve accertare la data in cui il bene ha cessato di essere demaniale, perché solo da quella data può decorrere un possesso idoneo ad acquisire diritti per prescrizione
- L'istituto dell'immemorabile è circoscritto: non si applica per aggirare i limiti posti all'usucapione su beni demaniali e richiede prove di vetustas provenienti da almeno due generazioni; non può sostituire l'accertamento della sdemanializzazione
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