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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22117/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (venditore)

La controversia

La controversia riguardava la proprietà di una partita di rame oggetto di furto ai danni della società resistente e già sottoposta a sequestro penale. Il Tribunale aveva ritenuto che la proprietà fosse rimasta alla società attrice, escludendo l'acquisto a non domino in favore della società acquirente per difetto del possesso in capo all'apparente venditore. In appello, la Corte territoriale ha riformato parzialmente la decisione, ma ha comunque escluso l'acquisto ai sensi dell'art. 1153 c.c. per difetto di buona fede, ritenendo ravvisabile colpa grave dell'acquirente sulla base di circostanze di fatto che avrebbero dovuto ingenerare un ragionevole sospetto sulla legittima provenienza del bene. La società acquirente ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione degli artt. 115 c.p.c. e 2729 c.c. per avere la Corte d'appello fondato la presunzione di colpa grave su indizi non gravi, precisi e concordanti e per non avere considerato altri elementi contrari; 2) omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che la preclusione dell'art. 348-ter c.p.c. non operasse e che la Corte non avesse valutato circostanze idonee a dimostrare la buona fede; 3) nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c., per asserita mancata pronuncia sui motivi di appello. La resistente ha depositato controricorso e ricorso incidentale condizionato, sostenendo, in sintesi, che le questioni non decise dovevano considerarsi assorbite e che, comunque, la motivazione avrebbe dovuto escludere la trasmissione del possesso con la sola consegna della bolla di trasporto e la sussistenza del possesso corpore in capo all'alienante.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto inammissibili i primi due motivi perché, sotto la veste della violazione di legge e dell'omesso esame di fatti decisivi, miravano in realtà a ottenere una rivalutazione del merito e dell'apprezzamento delle prove presuntive, operato dalla Corte d'appello con motivazione logica e coerente. Ha inoltre ribadito che, ai fini dell'acquisto della proprietà mobiliare a non domino ex art. 1153 c.c., la buona fede corrisponde a quella dell'art. 1147 c.c. e non è invocabile quando l'ignoranza dell'altrui diritto dipenda da colpa grave, cioè dal mancato impiego del minimo di diligenza esigibile. Il terzo motivo è stato dichiarato assorbito. È stato anche dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato della resistente. La ricorrente principale è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1153 c.c.

    Per l'acquisto della proprietà di beni mobili da non proprietario è necessaria la buona fede dell'acquirente; la tutela non opera se l'ignoranza della lesione dell'altrui diritto deriva da colpa grave.

  • art. 1147 c.c.

    La buona fede rilevante per l'art. 1153 c.c. coincide con quella definita da questa norma; la colpa grave esclude la buona fede.

  • art. 115 c.p.c.

    La censura sulla valutazione degli indizi non può risolversi in una richiesta di nuova valutazione del materiale probatorio compiuta dal giudice di merito.

  • art. 2729 c.c.

    La prova presuntiva richiede indizi gravi, precisi e concordanti; la loro valutazione è rimessa al giudice di merito, se sorretta da motivazione логica.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge non consente di ottenere in cassazione una rivalutazione del merito sotto forma di critica alla lettura delle prove.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    È denunciabile solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non la critica al ragionamento decisorio o alla valutazione delle emergenze istruttorie.

  • art. 348-ter, comma 4, c.p.c.

    La preclusione al motivo di cui all'art. 360, n. 5, non opera quando la decisione di appello non sia fondata sulle medesime ragioni di fatto della sentenza di primo grado.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    È richiamato per escludere, nel caso concreto, la preclusione al vizio motivazionale in cassazione.

  • art. 112 c.p.c.

    La doglianza di omessa pronuncia resta assorbita quando i motivi su cui si fonda il ricorso principale sono rigettati.

  • art. 111, comma 6, Cost.

    Invocato nel ricorso incidentale condizionato per dedotta omessa motivazione.

  • art. 132, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Invocato nel ricorso incidentale condizionato per asserita mancanza di motivazione della sentenza d'appello.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente soccombente.

Massime di principio

  • In tema di acquisto di beni mobili a non domino, la buona fede dell'acquirente ex art. 1153 c.c. coincide con quella dell'art. 1147 c.c. e resta esclusa quando l'ignoranza dell'altrui diritto dipenda da colpa grave, intesa come mancato impiego del minimo di diligenza esigibile.
  • La censura in cassazione non può trasformarsi in una richiesta di nuova valutazione degli indizi e delle prove: la ricostruzione del fatto e la selezione del materiale probatorio spettano al giudice di merito, se la motivazione spiega in modo logico il percorso inferenziale.
  • Il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. riguarda solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo e non consente di contestare il peso attribuito dal giudice agli elementi istruttori o il ragionamento decisorio seguito.
  • La presunzione semplice è sindacabile in cassazione solo nei limiti del controllo sulla corretta applicazione dei parametri di gravità, precisione e concordanza; non è invece ammessa una rivalutazione del merito sotto la veste del vizio di legge.
  • Se il ricorso principale viene rigettato, restano assorbite le censure subordinate o i ricorsi incidentali condizionati che presuppongono l'accoglimento dell'impugnazione principale.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

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