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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45123/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli (adito su impugnazione del pubblico ministero avverso il provvedimento del GUP) con due motivi rivolti alle esigenze cautelari: 1) contestazione della valutazione sulla mancanza di comportamento collaborativo e sulla necessità della misura cautelare nonostante le ammissioni in sede di convalida, la modalita di occultamento non particolarmente efficace, l'assenza di fuga o nuovi reati e l'assenza di collegamenti con criminalita organizzata risultanti dai tabulati; 2) contestazione circa il concreto e attuale pericolo di reiterazione tenuto conto di elementi favorevoli come il pre-sofferto inferiore a quattro anni che potrebbe comportare accesso a sospensione dell'esecuzione o misure alternative

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericita e per avere fatto valere ragioni non consentite dalla legge. Ha ritenuto che il Tribunale avesse motivato in modo coerente e completo le esigenze cautelari, richiamando: il trasporto di un rilevante carico di hashish (18 kg) da Roma a Taranto, la condanna in abbreviato di quattro anni e due mesi, elementi di personalita negativi (contrasti nelle dichiarazioni, spese incompatibili con lo stato di disoccupazione), precedenti condanne di Di Benedetto e l'assenza di lavoro stabile. Ha ritenuto tali elementi idonei a dimostrare un rischio concreto di recidiva e l'inidoneita di misure meno afflittive; ha inoltre osservato che il pre-sofferto di circa 9 mesi non annulla la pericolosita e che l'art.4-bis Ordinamento Penitenziario esclude la sospensione dell'esecuzione per la forma aggravata del delitto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3000 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 310 cod. proc. pen.

    Norma che regola l'impugnazione degli atti davanti al Tribunale; utilizzata per motivare l'accesso del PM al Tribunale e la valutazione del Riesame sulle esigenze cautelari

  • art. 274 e ss. cod. proc. pen.

    art. 274 e ss. cod. proc. pen.

    Riferimento alle disposizioni sulle misure cautelari e sulla loro motivazione; i ricorrenti richiamavano tali norme per lamentare vizi di motivazione e violazioni di legge

  • art. 299 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata dai ricorrenti in relazione alla disciplina delle impugnazioni e dei termini

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Previsione sanzionatoria in materia di stupefacenti; il reato contestato (traffico di 18 kg di hashish) e' qualificato con riferimento a tale articolo

  • art. 80 d.P.R. n. 309/1990

    art. 80 d.P.R. n. 309/1990

    Circostanza aggravante applicata al reato di traffico; la forma aggravata influisce sulla gravità della pena e sulle possibilita di misure alternative

  • art. 275-bis comma 1 cod. proc. pen.

    art. 275-bis comma 1 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione del braccialetto elettronico; la Corte ha rilevato che la misura detentiva e' stata applicata senza motivare la non applicazione del braccialetto

  • art. 4-bis comma 1-ter Ordinamento Penitenziario (D.P.R. n. 230/2000)

    art. 4-bis comma 1-ter DPR n. 230/2000

    La Corte interpreta che per la forma aggravata del delitto di cui agli artt. 73 e 80 DPR 309/1990 non e' consentita la sospensione dell'esecuzione che permetterebbe l'accesso a misure alternative

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che autorizza la condanna alle spese del procedimento nei confronti del ricorrente; applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese

  • art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    Norma regolamentare per gli adempimenti di cancelleria esecutivi dopo la decisione

Massime di principio

  • La sussistenza delle esigenze cautelari puo' essere fondata su un apprezzamento prognostico che valorizza la quantita del carico di stupefacente, il ruolo svolto (trasporto di ingente partita) e la condanna comminata, anche se pronunciata in giudizio abbreviato
  • Ammissioni di fatto o modalita di occultamento non sono necessariamente dispositive se esistono elementi oggettivi che indicano collegamenti o fiducia da parte di terzi criminali e la disponibilita di ingenti quantitativi di droga
  • Elementi estrinseci di personalita e di stile di vita (contrasti nelle dichiarazioni, spese incompatibili con la posizione lavorativa, precedenti penali) possono essere valutati come indice di pericolosita sociale e rischio di recidiva
  • Il periodo gia' sofferto in custodia cautelare non annulla automaticamente l'attualita' del pericolo di reiterazione; la valutazione e' comparativa e temporale e dipende dal quadro probatorio complessivo
  • Per i delitti aggravati dalla normativa sugli stupefacenti l'accesso a sospensione dell'esecuzione o misure alternative puo' essere escluso da disposizioni specifiche (es. art.4-bis OP), riducendo le prospettive di misure meno afflittive
  • Le censure in Cassazione devono essere specifiche e rientrare nei motivi ammessi dalla legge; i ricorsi generici o volti a introdurre ragioni non contemplate sono dichiarati inammissibili
  • La mancata motivazione sulla non applicazione di strumenti meno afflittivi (es. braccialetto elettronico) puo' essere evidenziata dalla corte ma non e' sufficiente a ribaltare la valutazione se sussistono altri elementi gravi a sostegno della custodia

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