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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44905/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza per tre motivi: 1) violazione delle norme sull'acquisizione della prova e sull'onere della prova, lamentando che i giudici di merito avevano assunto come definitivo un precedente accertamento amministrativo (contravvenzione del 28/04/2017) senza che risultasse la prova della sua definitività; 2) vizio di motivazione in relazione al riconoscimento della recidiva nel biennio, ritenuta contraddittoria, illogica o mancante; 3) omesso riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con motivazione inadeguata, che avrebbe trascurato la non gravità del fatto, la risalenza nel tempo e la natura dei precedenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha stabilito che, in tema di guida senza patente, la recidiva nel biennio — essendo elemento costitutivo del reato ai sensi dell'art. 116 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 — richiede che il precedente illecito depenalizzato sia stato "definitivamente accertato" e che l'onere di provare tale definitività grava sul Pubblico Ministero. Ne consegue che il giudice di merito non può ribaltare sull'imputato l'onere di dimostrare la non definitività dell'accertamento amministrativo. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Napoli per nuovo giudizio; le ulteriori questioni sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 116 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)

    La recidiva nel biennio è parte della struttura del reato di guida senza patente e, come tale, costituisce un elemento costitutivo che deve essere provato dall'accusa

  • art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8 (norme di depenalizzazione)

    "non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione dell'illecito depenalizzato ma è necessario che questo sia stato definitivamente accertato"

    Per escludere l'area della depenalizzazione tramite ricorrenza della recidiva occorre la definitività dell'accertamento amministrativo; la mera contestazione non basta

  • Principio generale: onus probandi ("onus probandi incumbit ei qui dicit")

    L'onere della prova degli elementi costitutivi del reato spetta a chi afferma l'esistenza di tali elementi (qui il Pubblico Ministero deve provare la definitività del precedente amministrativo)

  • Cass. Sez. 4, n. 27398 del 06/04/2018 (P.M. in proc. Dedominici)

    "In tema di guida senza patente, per l'integrazione della recidiva nel biennio idonea ... non è sufficiente che sia intervenuta la mera contestazione ... necessario che questo sia stato definitivamente accertato"

    Giurisprudenza di legittimità che conferma che la mera contestazione amministrativa non integra la recidiva utile a escludere la depenalizzazione; serve prova della definitività

  • Cass. Sez. 4, n. 6163 del 24/10/2017 (P.M. in proc. Okere Onyewuchi)

    Pronuncia richiamata che ha applicato il principio secondo cui il PM deve dimostrare la definitività della violazione amministrativa quando da essa dipende la configurabilità del reato penale

Massime di principio

  • Quando la recidiva amministrativa è costituzionalmente rilevante per escludere la depenalizzazione (es. guida senza patente), la mera contestazione non è sufficiente: è necessario dimostrare la definitività dell'accertamento amministrativo.
  • L'onere di provare la definitività del precedente amministrativo è del Pubblico Ministero; il giudice non può trasferire tale onere all'imputato.
  • In sede di dibattimento il P.M. deve esibire documentazione idonea a dimostrare l'inesistenza di impugnazioni o l'esistenza di provvedimenti definitivi relativi alla contravvenzione antecedente (es. verbali divenuti irrevocabili, esiti dei ricorsi amministrativi o giudiziari).
  • Se manca prova della definitività del precedente amministrativo, la qualificazione del fatto come recidiva decade e può comportare l'annullamento della sentenza con rinvio per nuovo giudizio.
  • Nelle difese analoghe, l'imputato può efficacemente censurare l'utilizzo della recidiva chiedendo che il P.M. produca documenti probatori della definitività; inoltre, deve essere verificata la corrispondenza temporale (biennio) tra le violazioni.

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