Cassazione Penale, Sentenza n. 36165/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per vizio di motivazione in relazione all'elemento soggettivo del reato, sostenendo di non essere imputabile perché ha assunto la carica di legale rappresentante della società Ombrand Contact il 24/12/2014, dopo la formazione del debito IVA riferibile al 2013 e alla presentazione della dichiarazione; con motivi aggiunti ha inoltre dedotto la sopravvenuta illegittimità della conversione della pena detentiva in multa ai sensi dell'art. 53 L. 689/1981 a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 28/2022.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il motivo principale come meramente riproduttivo, confermando la valutazione della Corte d'appello secondo cui l'omesso versamento dell'IVA è reato omissivo proprio che si consuma al momento della scadenza del termine di versamento (27/12/2014) e che, poiché il ricorrente era il legale rappresentante alla scadenza, egli era soggetto all'obbligo tributario e responsabile anche se subentrato dopo la formazione del debito. Tuttavia la Corte ha accolto il motivo nuovo relativo all'illegittimità del parametro di conversione della pena alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 28/2022, ritenendo che il valore giornaliero per il ragguaglio debba essere 75 euro anziché il precedente 250 euro: di conseguenza ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena in 9.000,00 euro di multa (in luogo dei precedenti 30.000,00). Nel resto il ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, art. 10-ter
omesso versamento dell'IVA
Il reato è un omesso versamento omissivo proprio che si consuma al momento della scadenza prevista per il versamento; è attribuita responsabilità a chi riveste la qualità di amministratore/legale rappresentante al momento della scadenza
Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 53
conversione della pena detentiva in multa
La Corte costituzionale (sent. n.28/2022) ha dichiarato illegittima la disciplina interpretata con valore giornaliero pari a 250 euro; il valore giornaliero da utilizzare per il ragguaglio è 75 euro, con conseguente ricalcolo della multa derivante dalla conversione
riferimento per il calcolo del valore giornaliero della pena
Usato come parametro nel calcolo della conversione della pena ma integrato/modificato alla luce della pronuncia costituzionale
Codice civile, artt. 2380 e ss., 2455, 2475
individuazione degli amministratori e del legale rappresentante
Definiscono chi rappresenta e gestisce l'ente; tali soggetti sono ritenuti obbligati a presentare/sottoscrivere le dichiarazioni tributarie e rispondono anche per inadempienze pregresse al momento dell'assunzione della carica
Codice di procedura penale, art. 585 comma 4
Consente l'aggiunta di motivi successivamente al ricorso principale; qui utilizzato per dedurre la sopravvenuta illegittimità del parametro di conversione
Codice di procedura penale, art. 620 comma 1, lett. i)
potere della Cassazione di determinare la pena
La Corte di cassazione può, quando annulla la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio, determinare direttamente la nuova pena senza rinvio
Sentenza Corte Costituzionale n. 28 del 12/01/2022
dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 53 L. 689/1981 nella parte interpretata
Ha imposto il nuovo parametro di 75 euro come valore giornaliero per il ragguaglio nella conversione della pena
Massime di principio
- Il reato di omesso versamento di imposte (IVA) si consuma al momento della scadenza per il versamento: è quindi rilevante chi ricopre la carica di amministratore/legale rappresentante alla data della scadenza, anche se subentrato dopo la formazione del debito.
- Chi subentra nella carica societaria dopo la presentazione della dichiarazione e prima della scadenza del versamento è tenuto a una verifica minima della contabilità e degli ultimi adempimenti fiscali; la mancata verifica può integrare il dolo eventuale necessario per la responsabilità penale.
- I motivi di ricorso che semplicemente riproducono censure già devolute e decise in appello senza prospettare nuovi profili sono, in generale, dichiarati inammissibili dalla Corte di cassazione.
- A seguito della pronuncia della Corte costituzionale n. 28/2022, il valore giornaliero per la conversione delle pene deve essere assunto in 75 euro quando rilevante per il ragguaglio della multa.
- La Corte di cassazione, ove annulli la sentenza solo sul punto del trattamento sanzionatorio, può rideterminare direttamente la pena senza rinvio ai sensi dell'art. 620 c.p.p.
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