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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3427/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di Appello di Palermo (3.12.2020) che aveva confermato la condanna per il reato di lesioni personali (art. 582 c.p.) commesso il 27/07/2017 nei confronti di Indagati Benedetto. Il motivo unico di ricorso denunciava violazione di legge per presunta errata esclusione da parte del giudice d'appello di un verbale d'udienza contenente l'esame della persona offesa in altro procedimento (con parti invertite), da cui emergerebbe una contraddizione sulle modalità delle lesioni (pugno vs schiaffi). Il ricorrente sosteneva che il verbale sarebbe utilizzabile ex art. 238 c.p.p., comma 1.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile come manifestamente infondato. Ha ritenuto la censura aspecifica: anche ammessa l'erronea esclusione del verbale, il ricorrente non ha spiegato in che modo quelle dichiarazioni avrebbero inciso sulla attribuzione della responsabilità nei suoi confronti. La sentenza impugnata aveva infatti evidenziato che entrambe le parti avevano esercitato violenza reciproca e che il referto medico (lesioni guaribili in 10 giorni), insieme alle deposizioni di testimoni, era sufficiente a sostenere la condanna. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    Norma che incrimina le lesioni personali; la condanna dell'imputato è stata fondata sulle risultanze medico-legali e sulle testimonianze che hanno dimostrato la produzione di lesioni riconducibili alla condotta dell'imputato.

  • art. 238 c.p.p.

    comma 1, con richiamo ai commi 2-bis e 4

    Disciplina l'utilizzabilità dei verbali di prove assunte in dibattimento in altri procedimenti. Il ricorrente sosteneva che il verbale di un altro procedimento fosse utilizzabile ex comma 1; la Corte ha ritenuto la censura aspecifica e comunque irrilevante ai fini della decisione perché le altre prove erano sufficienti a confermare la responsabilità.

  • art. 23 d.l. n. 137/2020 (comma 8) e art. 16 D.L. 228/2021

    Riferimenti normativi procedurali relativi alle conclusioni scritte del Procuratore generale in sede di Cassazione; utilizzati per rappresentare le richieste del Pubblico Ministero in ordine all'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • In cassazione è essenziale la specificità del motivo: va indicato chiaramente in che modo la presunta violazione normativa abbia inciso sul convincimento del giudice e sulla decisione finale.
  • La utilizzabilità di verbali d'udienza estratti da altro procedimento (art. 238 c.p.p.) può essere contestata, ma anche se tali atti fossero ammissibili occorre dimostrare la loro rilevanza decisiva rispetto alle altre prove raccolte (referti medici, deposizioni di testimoni).
  • Quando emergono elementi che attestano una condotta violenta reciproca tra le parti, la responsabilità penale può essere affermata anche senza accertare chi abbia iniziato la lite, purché sia comprovata la realizzazione delle lesioni contestate.
  • La mancata contestazione puntuale della relazione motivazionale della sentenza impugnata rende il ricorso debole: il sindacato di legittimità richiede il confronto diretto con le ragioni che hanno determinato la decisione impugnata.
  • I ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese processuali e somme a carico del ricorrente (es. cassa delle ammende).

Testo integrale

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