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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37068/2023 del 11/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90 per il possesso di 62 grammi di hashish ritenuti non per uso esclusivamente personale. In appello la pena era stata rideterminata in 8 mesi di reclusione e €2.000 di multa. La ricorrente ha impugnato sostenendo, primo, la violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata pronuncia sulla richiesta di sospensione condizionale della pena e, secondo, l'insussistenza o l'incertezza della prova sulla destinazione alla vendita della sostanza (con riferimento alla dipendenza personale dell'imputata).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte d'appello non ha esaminato né motivato la richiesta di sospensione condizionale della pena, per cui ha annullato la sentenza limitatamente a quel punto e ha rinviato alla Corte d'appello di Firenze per un nuovo esame. Ha invece rigettato il secondo motivo, confermando che gli elementi di fatto (ammissione di cessione parziale, quantitativo, frazionamento in dosi, bilancino di precisione) erano sufficienti a sostenere la condanna per detenzione ai fini di spaccio.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990, art. 73 comma 5

    Norma che incrimina la detenzione di sostanze stupefacenti per fini di spaccio; la Corte di merito ha applicato tale norma ritenendo provata la destinazione alla vendita sulla base di elementi di fatto (quantitativo, frazionamento, bilancino, ammissioni).

  • codice di procedura penale, art. 530 comma 2

    Richiamato con riferimento al vizio di motivazione e alla valutazione della prova: la Cassazione ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse sufficientemente motivata sul punto della responsabilità penale, respingendo il secondo motivo.

  • codice di procedura penale, art. 620 comma 1 lett. I)

    Norma processuale richiamata nella prospettazione della ricorrente circa la possibilità, in sede di legittimità, di riconoscere direttamente un beneficio quando la motivazione sia assente o viziata; la Corte però ha applicato il principio secondo cui la mancata pronuncia della Corte d'appello sulla sospensione condizionale impone l'annullamento con rinvio e non la statuizione direttamente in Cassazione.

  • codice penale, art. 164

    Riguarda il giudizio prognostico per la concessione dei benefici della sospensione della pena; la Corte ha sottolineato che tale valutazione coinvolge questioni di merito che la Cassazione non può sostituire al giudice di merito, pertanto la mancata valutazione da parte della corte d'appello comporta rinvio.

Massime di principio

  • Se il giudice d'appello omette di pronunciarsi su una specifica richiesta difensiva rilevante (es. sospensione condizionale della pena), la Cassazione annulla con rinvio quella parte della decisione; non può decidere direttamente sulla valutazione prognostica che è di merito.
  • Per la configurazione del reato di detenzione ai fini di spaccio non esiste un parametro quantitativo unico e tassativo: elementi indiziari quali quantitativo complessivo, frazionamento in dosi, presenza di bilancino e ammissioni dell'imputato possono legittimare la conclusione circa la destinazione alla vendita.
  • La mera dipendenza dall'uso di stupefacenti non esclude automaticamente la responsabilità per detenzione ai fini di spaccio: va valutato il complesso probatorio e la presenza di elementi che indichino cessione a terzi.
  • Le corti devono esplicitamente motivare le decisioni in ordine alla concessione o al diniego di benefici soggettivi (es. sospensione condizionale), fornendo elementi utili al giudizio prognostico; l'omissione configura vizio motivazionale rilevabile in Cassazione.
  • La Cassazione è vincolata nella sua funzione: può correggere vizi di motivazione e violazioni di legge, ma non può effettuare valutazioni di merito che richiedono il giudizio prognostico o la rivalutazione integrale delle prove.

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